Scuola, ricerca e cultura escluse dai tagli previsti dal decreto sblocca debiti della PA. Ministro esprime soddisfazione

di redazione
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red – A darne notizia è l’agenzia stampa TMnews. Questi capitoli erano stati inclusi nei tagli lineari ai ministeri a copertura di alcune misure del decreto stesso, ma sono state cancellati in commissione Bilancio della Camera che ha approvato ieri il provvedimento.

red – A darne notizia è l’agenzia stampa TMnews. Questi capitoli erano stati inclusi nei tagli lineari ai ministeri a copertura di alcune misure del decreto stesso, ma sono state cancellati in commissione Bilancio della Camera che ha approvato ieri il provvedimento.

Il relatore del Pd al decreto Marco Causi difende le scelte sulle coperture adottate durante l’esame in commissione Bilancio soprattutto in merito all’esclusione dei settori istruzione, ricerca e sviluppo dai tagli lineari ai ministeri.

Le risorse finanziarie, ricorda Causi, sono state individuate attraverso rimodulazioni di spesa (che riguardano editoria, 8 per mille, cooperazione e sviluppo), che dovrebbero partire dal 2015. Tuttavia, il relatore chiarisce che si tratta di "coperture provvisorie". Il governo, infatti, assicura il relatore, "ha già preso l’impegno a rivalutarle da qui all’approvazione della legge di stabilità".

Tali esclusioni si aggiungono a quella, già prevista dal testo iniziale del dl, relativa agli stanziamenti del Fondo per lo sviluppo e la coesione.

Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza, ha inviato un comunicato con il quale esprime soddisfazione per l’approvazione da parte della commissione Bilancio della Camera dell’emendamento al dl sui debiti della Pubblica amministrazione

“E’ un’ottima notizia – ha affermato il Ministro – che conferma l’attenzione di questa maggioranza nei confronti della scuola, della ricerca e dell’università. Si tratta di temi che, come abbiamo ribadito durante l’incontro di Sarteano, saranno centrali e prioritari nell’azione del governo”.

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