Scuola di qualità: pochi alunni in classe, abolizione voti, interventi di max trenta minuti. Lettera

di redazione
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Riccardo Ianniciello scrittore e pedagogista – Il prof. F. Garofalo nel suo intervento “Si metta fine alla scuola del progettificio” lamenta di una scuola che fa operazioni di facciata, ostaggio di un dirigismo sfrenato e spettacolare e auspica un ritorno alla sana didattica, che metta al centro del tessuto scolastico l’alunno.

Nel concordare tale analisi, occorre però andare al di là di espressioni edificanti quali “ritorno alla sana didattica” che nulla dicono su una scuola ancorata a vecchi schemi e a zavorre culturali che andrebbero spazzati via.

Per entrare subito nel merito della questione ecco alcune idee concrete di cui la scuola in Italia avrebbe bisogno per essere scuola di qualità:

1. Numero di alunni per classe: è un dato fondamentale dal quale dipende la qualità o meno della scuola. Non è possibile ipotizzare un’azione didattica efficace in una classe di 26 alunni. Il numero massimo dev’essere di 16 alunni per classe, come avviene in Svezia, il cui sistema scolastico è il migliore al mondo.
2. Un percorso educativo didattico che incoraggi e stimoli le naturali inclinazioni, gli interessi e la creatività di ogni alunno, con una scala di valutazione che descrive vari livelli di apprendimento e di obiettivi individuali. Il bambino non subisce confronti con il resto della classe ma impara a guardare ai suoi progressi personali.
3. Abolizione dei voti che sono mortificanti e non forniscono una valutazione obiettiva e completa. Il voto va sostituito con i giudizi, per qualsiasi argomento.
4. Interventi di 20 o 30 minuti con frequenti intervalli che si svolgeranno soprattutto all’aperto e con qualsiasi tempo. I bambini avranno modo di scaricare tutta la loro naturale energia e di seguire poi le lezioni con la giusta dose di concentrazione e soprattutto di motivazione.

Si metta fine alla scuola del progettificio. Lettera

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