Scuola primarie e programma di educazione motoria: l’interrogazione parlamentare

di Patrizia Del Pidio
ipsef

Con l’interrogazione parlamentare 5-05052 presentata da Maria Valentina Vezzali, si è evidenziata l’importanza di un corretto programma di educazione motoria nella scuola primaria che faccia acquisire oltre alle competenze motorie anche gli stili di vita della persona.

Con l’interrogazione parlamentare 5-05052 presentata da Maria Valentina Vezzali, si è evidenziata l’importanza di un corretto programma di educazione motoria nella scuola primaria che faccia acquisire oltre alle competenze motorie anche gli stili di vita della persona.

La Vezzali sostenendo che è fondamentale acquisire le giuste competenze motorie e gli stili di vita appropriati fin dalla scuola primaria attraverso il programma di educazione motoria e proprio per questo il sistema scolastico italiano sempre più deve avvicinarsi agli standard europei.

L’interrogazione, indirizzata al ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, riguarda in modo particolare la chiusura degli uffici provinciali di educazione fisica, prevista per il 31 agosto 2015.

In seguito a tale chiusura l’organizzazione dello sport nelle scuole sarà delegata agli uffici regionali e anche se, i coordinamenti territoriali hanno elaborato innumerevoli progetti di avviamento allo sport nelle scuole primarie, integrando negli stessi anche alunni portatori di handicap, gli insegnanti di educazione fisica si chiedono quale possa essere il futuro dell’organizzazione degli eventi sportivi.




Attualmente era previsto, nonostante la mancanza di risorse economiche, la presenza di un docente precario senza nessuna prospettiva lavorativa futura, che affiancasse le insegnanti delle scuola primaria per 30 ore l’anno da febbraio a maggio, per ogni classe della scuola primaria. Nonostante la buona volontà del CONI al riguardo, la partecipazione della scuole al progetto è stata molto ridotta poiché l’amministrazione scolastica doveva in ogni caso adempiere a procedure burocratiche con strette esigenze di programmazione che non riuscivano a conciliarsi con i vincoli imposti dal MIUR sovrapponendosi con i calendari scolastici esistenti.

Quello che la Vezzali chiede è come si intende, alla luce di quanto esposto, provvedere all’organizzazione di nuovi progetti nell’offerta formativa che si inizierà a programmare dal mese di maggio per il prossimo anno scolastico anche alla luce delle linee guida contenute ne “La Buona Scuola” che contengono proposte per inserire un insegnante di educazione fisica nella scuola primaria per affiancare il docente che al momento si occupa, anche non essendo formato al riguardo, di tale insegnamento.

Risposta

“ Come ricordato dagli On.li interroganti, l'articolo 1, comma 328 della legge n. 190 del 2014, che ha riformato l'articolo 307 del decreto legislativo n. 297 del 1994, ha disposto una riconduzione dei progetti di educazione fisica al coordinamento di un unico ufficio per ciascuna regione al fine di garantire, pur salvaguardando l'esigenza di prossimità al territorio, una maggiore uniformità nei livelli di partecipazione alle iniziative attivate e di favorire la diffusione di buone pratiche tra territori diversi. È interesse di questo Ministero promuovere e garantire una governance territoriale per la gestione dello sport scolastico. “ si legge nel testo della risposta a sottolineare come anche una nuova organizzazione non precluda la pianificazione di eventi sportivi anche in collaborazione con il CONI.

“l'articolo 2 del disegno di legge n. 2994, tutt'ora all'esame del Parlamento, prevede che le istituzioni scolastiche individuino il fabbisogno di posti dell'organico dell'autonomia, in relazione all'offerta formativa che intendono realizzare, al fine di raggiungere prioritariamente alcuni obiettivi formativi, tra i quali: il potenziamento delle discipline motorie e lo sviluppo di comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all'alimentazione, all'educazione fisica e allo sport e l'attenzione alla tutela del diritto allo studio degli studenti praticanti attività sportiva agonistica” si legge ancora, per rendere più stabile l’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria cercando di superare la precarietà.

Nelle  «Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione» si legge che “nel primo ciclo educazione fisica promuove la conoscenza di sé e delle proprie potenzialità nella costante relazione con l'ambiente, gli altri, gli oggetti. Contribuisce, inoltre, alla formazione della personalità dell'alunno attraverso la conoscenza e la consapevolezza della propria identità corporea, nonché del continuo bisogno di movimento come cura costante della propria persona e del proprio benessere”.

“ Premesso che la collaborazione con il CONI, il CIP (Comitato italiano paraolimpico) e le Federazioni sportive è da questa Amministrazione ritenuta un prezioso arricchimento dell'attività sportiva scolastica, si intende però ridisegnare un percorso che sia più corrispondente alle finalità del MIUR e del CONI. 
Infatti, al MIUR compete istituzionalmente la divulgazione e la trasmissione della cultura e dei valori dello sport, ivi comprese tutte le iniziative che possono consentire un corretto avviamento alla pratica sportiva e, pertanto, il Ministero concentrerà gli sforzi organizzativi e finanziari per l'incremento delle attività di promozione sportiva sul territorio a livello di istituzioni scolastiche e ambiti provinciali, momenti in cui sono coinvolti la gran parte degli studenti e degli insegnanti. 
L'azione del CONI e degli Enti sportivi che ad esso fanno capo, sarà invece prevalentemente dedicata alle attività di carattere nazionale, nelle quali sono coinvolti alunni che di fatto già praticano attività sportiva con regolarità e metodo e per i quali l'obiettivo di avvicinarli allo sport ed alla sua cultura è già stato raggiunto. 
In tal senso, non si rinvengono controindicazioni a tornare alla denominazione Giochi Sportivi Studenteschi, sottolineando che l'ipotizzata nuova impostazione dell'attività sportiva scolastica per la scuola secondaria di secondo grado non può prescindere da un sempre maggior coinvolgimento del CONI e degli Enti sportivi ad esso riferibili. 
È intendimento del MIUR proporre entro il mese di luglio del corrente anno la nuova proposta progettuale per l'educazione fisica e l'avviamento alla pratica sportiva, sia per la scuola primaria che per quella secondaria.” conclude la risposta.

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