Scuola primaria, bene alunni su lettura e comprensione del testo. Ma alla scuola media in matematica studenti indietro rispetto agli altri Paesi. I numeri

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La scuola primaria italiana gode di ottima salute: in lettura e anche in matematica i nostri bambini della quarta primaria raggiungono risultati anche sopra la media rispetto ad altri Paesi europei o extra europei. I dolori inizierebbero con la scuola secondaria di primo grado, dove in matematica i nostri ragazzi vanno sotto rispetto alla maggior parte dei loro coetanei fuori dall’Italia.

Riportiamo alcuni dati presenti nel volume edito da Giunti “Scuola, i numeri da cambiare“, in cui si osservano le performance della scuola italiana rapportata con quelle di altri Paesi europei (Francia, Germania, Spagna, Regno Unito) ed extraeuropei (Stati Uniti, Corea, Giappone).

Scuola primaria: bene l’Italia

Si parte con l’indagine PIRLS 2021 (Progress in International Reading Literacy Study), che coinvolge circa 50 Paesi e ha come obiettivo la valutazione dell’abilità di lettura degli studenti al quarto anno di scuola primaria (Grado 4). 

Come si evince dal grafico, vengono messi in comparazione i risultati medi dell’indagine PIRLS per l’Italia e Paesi europei come Spagna, Francia, Germania, Regno Unito.

Si nota subito che gli alunni italiani si posizionano al di sopra della maggior parte degli altri Paesi analizzati, piazzandosi al secondo posto dopo gli studenti inglesi. Ne consegue che gli alunni in possesso di tali competenze sono in grado di comprendere e analizzare un testo scritto, individuare le informazioni e rielaborarne i contenuti.

Parliamo di un segmento di alunni nella fascia compresa fra i 9 e i 10 anni che adesso hanno “maneggiano” la lettura e la comprensione del testo, il che significa che possono utilizzare quanto appreso per sviluppare un pensiero critico.

Per non raggiungendo gli stessi livelli, le competenze matematiche degli alunni di scuola primaria, sempre grado 4, risultano soddisfacenti e in linea con Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti e comunque superiore a quello della media internazionale.

Stavolta i dati provengono dall’indagine TIMSS (Trends in International Mathematics and Science Study), che rileva l’apprendimento della Matematica e delle Scienze, nelle classi di quarta primaria (Grado 4) e di terza secondaria di primo grado (Grado 8). 

Da notare come i Paesi dell’Est Asiatico primeggiano e distanziano ampiamente gli altri Paesi, con gli studenti italiani di quarta primaria che raggiungono un punteggio medio pari a 515 punti sulla scala di Matematica.

In particolare, gli studenti italiani ottengono nel 2019 punteggi medi superiori a quelli di tutti i precedenti cicli di indagine.

Da questo quadro emerge dunque uno stato positivo della scuola primaria sia in lettura e comprensione del testo che in matematica. Come anticipato, la situazione cambia con la scuola secondaria di primo grado.

Competenze scuola media in matematica: l’Italia in fondo

Mancano indagini internazionali aggiornate volte a misurare il livello in lettura e comprensione del testo degli studenti di scuola media. Però c’è l’indagine TIMSS che rileva i risultati in matematica.

Qui la situazione cambia radicalmente e se vede confermarsi il predominio di Giappone e Corea, posizionati ben sopra la media, l’Italia appare molto in ritardo, in una situazione critica anche in riferimento agli Stati Uniti e il Regno Unito, che pure faticano a raggiungere un punteggio in linea con la media.

Anche se rispetto al 2011 e 2015 si registra un lieve incremento, la situazione per quanto concerne le competenze matematiche degli studenti di scuola secondaria di primo grado sono critiche.

Scuola media anello debole

Leggendo tale quadro appare senza dubbio appropriato il dibattito in corso sulla scuola media, considerato anello debole del sistema scolastico. Un tema affrontato da diversi punti di vista dalla nostra testata.

Risulta chiara, anche leggendo tali risultati di performance, la difficoltà della scuola secondaria di primo grado di imporsi come sistema efficace dal punto di vista pedagogico e formativo. Per questo in molti spingono per una riforma dei cicli che intervenga massicciamente sulla scuola media.

Uno dei sintomi più evidenti di tale difficoltà si rintraccia anche nel numero di bocciati al primo anno di scuola secondaria di secondo grado: a quanto pare, oltre a variabili come l’adolescenza e il cambio di metodologia incontrati dai ragazzi, ci sarebbe proprio una debolezza di competenze sviluppate durante il triennio precedente della secondaria di primo grado a fare la differenza.

Già il Ministero su questo punto ha avviato un piano per quanto riguarda l’orientamento, che potrebbe senza dubbio fornire maggiore consapevolezza e lucidità agli studenti in merito alle scelte future. Ma si attendono altre mosse.

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