In una scuola di Pavia 37 insegnanti su 53 chiedono trasferimento per problemi con il Dirigente Scolastico

di redazione
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Quanto incide sulla buona scuola il rapporto di relazione e di fiducia che si instaura tra gli insegnanti e il Dirigente scolastico? Tanto, tantissimo. E quando ciò non avviene a risentirne è ogni aspetto della vita scolastica.

Quanto incide sulla buona scuola il rapporto di relazione e di fiducia che si instaura tra gli insegnanti e il Dirigente scolastico? Tanto, tantissimo. E quando ciò non avviene a risentirne è ogni aspetto della vita scolastica.

La Provincia pavese ci riporta un caso limite, quello di un istituto comprensivo in cui 37 docenti su 53 hanno presentato domanda di trasferimento (la scadenza era fissata il 22 marzo mentre la mobilità ATA è ancora aperta) per allontanarsi da quella scuola in cui ci sono "problemi relazionali e di fiducia, che è venuta meno, con la nuova dirigente"

L'articolo riporta anche la versione dei fatti fornita dal Dirigente, alla guida dell'istituto solo da questo anno scolastico. Secondo la Dirigente nella scuola vigeva una sorta di "autoreggenza", e le domande di trasferimento sono una protesta ai traguardi fissati, traguardi che potranno durare nel tempo.

Una questione che è diventare addirittura oggetto di una interrogazione parlamentare presentata dal Sen. Centinaio, in cui si chiede al Ministro l'invio di un ispettore.

In un periodo in cui le espressioni presidi – manager, presidi – sceriffio, presidi dai superpoteri (utilizzate a torto o ragione) sono all'ordine del giorno in conseguenza delle modifiche all'assetto ordinamentale della scuola che il DDL approvato in Consiglio dei Ministri il 12 marzo vuole imprimere alla scuola, un episodio del genere desta qualche perplessità.

Potrà infatti un ispettore – qualora venisse inviato – trovare il bandolo della matassa? Questioni come la fiducia, la capacità di lavorare in team, la stima professionale delle parti sono qualità di un rapporto di lavoro che non si possono scrivere in un contratto, che non si trovano nelle norme, nascono dalla sensibilità e dalla capacità di ciascuno di operare per il raggiungimento dell'obiettivo.

Quel che è certo – al di là dell'esempio di Pavia sul quale non è possibile fornire un giudizio – è che non sono poche le voci che si levano dal coro di proteste sul DDL per definire eccessivi i poteri che verrebbero conferiti ai Dirigenti.

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