Scuola, partiti sostengano emendamenti Italia dei Valori a Decreto Sviluppo

di Lalla
ipsef

M. Letizia Bosco e Ilaria Persi (Responsabili nazionali Scuola Idv) – L’art. 9 del Decreto Sviluppo, in linea con le scelte distruttive fin ora effettuate da questo governo in materia di istruzione, propone, tra le altre cose, disposizioni sul precariato scolastico estremamente inique e discriminanti rispetto alle misure, oramai condivise dall’Unione Europea,  volte alla tutela dei lavoratori con contratto a tempo determinato.

M. Letizia Bosco e Ilaria Persi (Responsabili nazionali Scuola Idv) – L’art. 9 del Decreto Sviluppo, in linea con le scelte distruttive fin ora effettuate da questo governo in materia di istruzione, propone, tra le altre cose, disposizioni sul precariato scolastico estremamente inique e discriminanti rispetto alle misure, oramai condivise dall’Unione Europea,  volte alla tutela dei lavoratori con contratto a tempo determinato.

Il governo infatti, non solo viene meno alle sue dichiarazioni propagandistiche divulgate nel corso della campagna elettorale per le amministrative e riguardanti l’inclusione nel Decreto Sviluppo di un presunto piano di stabilizzazione dei precari della scuola (non fornisce infatti alcuna quantificazione certa sulle immissioni in ruolo dei prossimi tre anni; parallelamente, nella Circ. MIUR n. 21 del 14 marzo 2011 conferma i tagli di ulteriori 19.700 unità per l’anno scolastico 2011-2012), ma, cosa che risulta di una gravità inaudita, vuole eludere palesemente le oramai numerose sentenze emesse dalla magistratura sulla necessità di trasformare, per i precari della scuola, i contratti di lavoro a tempo determinato protrattisi per almeno 36 mesi, in contratti a tempo indeterminato, in applicazione della Direttiva comunitaria 1999/70/CE recepita nel nostro ordinamento dal D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368.

L’Italia dei valori ha presentato una serie di emendamenti (AC 4357) all’art. 9 del Decreto Sviluppo, tra cui l’emendamento n. 7 per sopprimere il comma 18 e cioè quello che mira ad escludere la scuola dall’applicazione della Direttiva comunitaria contro gli abusi di contratti a termine da parte dei datori di lavoro; l’emendamento n. 6 che individua nel numero di 150.000 docenti e 40.000 ATA il contingente di immissioni in ruolo da effettuarsi in tre anni sulla base delle reali esigenze del nostro sistema di istruzione;

l’emendamento n. 11 che stabilisce la riapertura delle graduatorie ad esaurimento per i neo-abilitati e gli abilitandi;

ed infine l’emendamento n. 9 che prevede la riapertura annuale delle graduatorie e mira a salvaguardare il principio del merito, in base al quale esse sono redatte, offrendo la possibilità a chi è in possesso di più titoli (e quindi più abilitazioni all’interno dello stesso ambito disciplinare) e più anni di servizio, e ha visto notevolmente diminuite le possibilità lavorative per effetto del taglio alle ore d’insegnamento delle proprie discipline, di concorrere con pieno punteggio al conferimento di incarichi per tutti gli insegnamenti per cui è in possesso del titolo abilitante, secondo il principio della cascata.

L’Italia dei valori chiede alle forze politiche di sostenere in Parlamento tali emendamenti, presentati dai deputati Zazzera, Di Giuseppe, Borghesi, Cambursano, Barbato, Messina e, in tal modo, contrastare in maniera radicale le iniziative deprecabili attuate dal presente governo ai danni della scuola e dei suoi lavoratori, dimostrando così di saper costruire convergenze costruttive con senso di responsabilità rispetto ad una situazione di tensione sociale che rischia di esplodere nei prossimi mesi.

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