Scuola in ospedale. Una filastrocca cancella la paura e vince il Premio Caccia

di Lalla
ipsef

Emanuela Micucci – Primo posto al laboratorio ludico del Gruppo Gioco in Ospedale del Regina Margherita di Torino. Menzione speciale alla campagna sull’igiene delle mani a scuola di SIPPS e AGe e agli studenti dell’Istituto tecnico Covolli di Brescia. La premiazione a Roma nell’XI convegno nazionale degli Ospealii di Andrea, promosso da AGe e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Emanuela Micucci – Primo posto al laboratorio ludico del Gruppo Gioco in Ospedale del Regina Margherita di Torino. Menzione speciale alla campagna sull’igiene delle mani a scuola di SIPPS e AGe e agli studenti dell’Istituto tecnico Covolli di Brescia. La premiazione a Roma nell’XI convegno nazionale degli Ospealii di Andrea, promosso da AGe e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Farfallinghe volano nell’Ospedale dell’Infanzia Regina Margherita di Torino. Farfalle dal potere magico: cancellare la paura dai bambini in ospedale. Con un battito d’ali prendono le loro domande, timori sulle terapie
mediche ma anche le loro speranze, sogni, desideri di evadere dal reparto, le mettono dentro una scatola magica e… Incantesimo. Dallo scrigno escono fate e streghe, draghi e mostri. Le siringhe dei dottori diventano farfallinghe, i guanti degli infermieri galletti. Tutti personaggi di una filastrocca da ripetere come una formula magica scacciapaura, abbasaaggressività e abbattisolitudine dei bambini ricoverati in ospedale.

E’ “La Storia Cancellapaura”, un’attività di laboratorio sulla trasformazione del materiale sanitario in materiale ludico realizzata dal Gruppo Gioco in Ospedale di Torino che ha vinto, nei giorni scorsi, il Premio “Guido
e Marcella Caccia”. Promosso dall’Associazione Italiana Genitori (Age), dal network Gli Ospedali di Andrea e dall’Ospedale dei Bambini di Brescia per la promozione della salute e l’integrazione e la cooperazione tra il mondo della sanità e quello della scuola, il concorso è stato assegnato durante l’XI convegno nazionale degli Ospedali di Andrea organizzato dall’AGe e dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma alla Pontificia Università Urbaniana (1-3 dicembre 2011).

A ricevere una menzione speciale due progetti. “La salute di mano in mano”, la campagna educativa per la corretta igiene delle mani promossa in Lombardia a Campania per studenti e docenti delle primarie dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Socaile (SIPPS) in collaborazione con l’AGe. E il progetto “Ho imparato che la solita vita non è poi così male” realizzato dall’Istituto Tecnico Costelli di Brescia e dalla studenti delle superiori della scuola dell’Ospedale Civile di Brescia che hanno incontrato i coetanei dell’its per raccontare l’esperienza della loro malattia.

“La Storia Cancellapaura è un attività ludica, non un’esperienza di scuola in ospedale – spiega Renata Bronzino del Gruppo Gioco in Ospedale -. Utilizziamo il gioco come risposta al bisogno di comunicare, scegliere, fare, creare qualcosa di unico e di personale. Come una vera terapia per affrontare con coraggio le diverse situazioni, ma per far trovare ai bambini ricoverati in ospedale la giusta fantasia per superare le difficoltà”. Si è partiti da una prima raccolta occasionale di oggetti creati in situazioni di gioco e creatività libera con gli strumenti abituali che accompagnano l’esperienza del ricovero (guanti in lattice, abbassalingua, siringhe), per poi proporre una attività guidata di laboratorio di trasformazioni degli oggetti sanitari, cercando di vederli in modo diverso. “Tutto ciò che è sconosciuto incute timore e diffidenza – sottolinea Bronzino -. Si è cercato di
chiarire in modo semplice e corretto quale sia l’utilità dei più comuni strumenti sanitari per renderli meno ostili, attraverso una conoscenza mediata dal gioco del cosa può diventare”. Si aprono nuove finestre da dove sono entrati personaggi buoni o cattivi, storie e filastrocche.

Con un po’ di fantasia e un po’ di colla, cartoncino, colori, si sono trasformate siringhe, guanti, calzari, mascherine. I ragazzi hanno inventato una filastrocca, “Cancellapaura”, pubblicata in un libro illustrato con i disegni degli stessi piccoli pazienti e con una parte dedicata alle idee per trasformare gli oggetti sanitari. Dal progetto, realizzato in collaborazione con il Comune di Roma, è stato realizzato un video. Inoltre, per un anno si sono anche sensibilizzati i giovani del corso infermieristico pediatrico a dedicare tempo per il bambino e con il bambino ricoverato. Il laboratorio ha fornito una corretta e semplice spiegazione dell’utilità degli strumenti sanitari che i bambini non conoscevano, ha chiarito come gli oggetti sono loro alleati e amici che servono per superare la malattia, recuperare salute, ha insegnato a vedere oltre l’apparenza per scoprire nuove possibilità e dar vita a qualcosa di nuovo e personale, ha liberato fantasie e scaricato i vissuti dei pazienti, ha favorito la manualità rinforzando le capacità dei bambini in ospedale di essere soggetti attivi.

Sempre malato? Hai le mani sporche. Perché una corretta igiene delle mani, secondo l’OMS, riduce l’incidenza delle malattie respiratorie del 30% e di quelle respiratorie del 40%, diminuendo le assenze per malattia di studenti e insegnanti.

Partendo da queste considerazioni, la SIPPS ha promosso, in collaborazione cn l’AGe, la campagna “La salute di mano in mano” in 150 scuole primarie della Lombardai e della Campania, coinvolgendo 1.000 classi, 10mila bambini e 1.000 insegnati. Riunioni con i docenti e pediatri della SIPPS sui diversi spetti dell’igene delle mani a scuola. Una cartellina a classe con un vademecum sull’igiene delle mani per gli insegnati, materiale didattico e ludico per gli alunni, tra cui il Manopoli, gioco sull’igiene delle mani. Un concorso di disegni per gli studenti, in occasione della Giornata Mondiale per la Pilizia della mani, il 15 ottobre scorso, da cui si è
ricavato un libro. Un volume sulla corretta igiene delle mani rivolto ai genitori. Questi i contenuti della campagna.

La scuola in ospedale entra a scuola con il progetto “Ho imparato che la solita vita non è poi così male”, promosso dall’Ospedale dei Bambini di Brescia per gli adolescenti ricoverati nella struttura e i coetanei dell’Istituto tecnico Costelli di Brescia. L’iniziativa è nata dai docenti della scuola del nosocomio per trasmettere ai ragazzi sani gli insegnamenti che si ricevono dal rapporto con i giovani malati e per sensibilizzarli a condividere tempo e amicizia con loro e alla donazione del sangue e del midollo osseo. La prima conoscenza tra i due gruppi di ragazzi è avvenuto attraverso un gruppo chiuso su Facebook. Sono stati i giovani pazienti a scegliere il titolo del progetto. Poi, si sono incontrati con i coetanei sani per dare una testimonianza della propria esperienza di vita con la malattia: chi voleva è intervenuto parlando di persona, altri hanno scritto i propri pensieri
affidandoli alla lettura di un amico, altri ancora si sono espressi con le note e le parole di una canzone famosa scelta per raccontarsi agli studenti dell’Its. Un video raccoglie l’interno progetto. “L’amicizia con una ragazza – racconta Giorgio – mi ha salvato la vita come la terapia”. Mi immagini, parole, musica, storie parlano di una forza interiore trovata dentro di sé, di una malattia affrontata in modo positivo, di solidarietà e aiuti che arrivano da dove meno te l’aspetti, di precarietà della vita e di amore che vince su tutto.

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