“Scuola okkupata”, studenti danneggiano portone per entrare. Cassazione li assolve: non c’è rischio sociale

La II Sezione Penale della Corte di Cassazione, confermando la decisione del Tribunale, ha detto no alla convalida dell’arresto per tre studenti che hanno danneggiato il portone della scuola per togliere il lucchetto ed occuparla, così rigettando il ricorso del P.M.: non c’è pericolosità sociale.

Effrazione del lucchetto e asportazione di pezzi di legno dal portone della scuola: no alla convalida dell’arresto

Con ordinanza il Tribunale di Roma non aveva convalidato l’arresto di tre giovani, uno classe 1999, gli altri due del 2001, eseguito dalla Polizia giudiziaria, nel 2019, in relazione al reato di danneggiamento (cui all’art. 635, comma secondo, codice penale). Il giudice ha ritenuto la mancanza gli indizi sufficientemente gravi, altresì ritenendo l’arresto non giustificato né dalla gravità del fatto, trattandosi di un danneggiamento risoltosi nell’effrazione di un lucchetto e nell’asportazione di pezzi di legno dal portone della scuola, né dalla personalità degli arrestati, tutti giovanissimi, non gravati da precedenti penali o di polizia, e che hanno tenuto un buon comportamento al momento del loro arresto.

L’impugnazione del P.M.

Il pubblico ministero ha impugnato l’ordinanza e, dopo avere illustrato gli elementi presi in considerazione dal giudice, cioè le dichiarazioni degli arrestati e quelle dell’operante di polizia giudiziaria, ha sostenuto che dalla loro lettura era possibile evincere l’avvenuto danneggiamento ad opera degli arrestati di un portone di un istituto scolastico verosimilmente al fine di occupazione. Il pubblico ministero ha inoltre evidenziato che gli operanti di polizia procedettero all’arresto dopo aver constatato un rilevante danneggiamento del portone di ingresso di un istituto scolastico di primaria importanza con strumenti idonei (tronchese, sampietrino ed altri), trattandosi di un fatto grave che giustificava l’arresto anche per impedire la reiterazione degli atti in un secondo momento.

La Cassazione conferma la mancata convalida dell’arresto: non c’è pericolosità sociale

Nel rigettare le doglianze esposte dal Pubblico Ministero, la II Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sentenza n. 17591 depositata il 9 giugno 2020) ha rilevato che la gravità del fatto posto in essere dai giovani è stata esclusa in considerazione dell’entità del danno, così come annotato sul verbale, e che il giudice ha ritenuto di scarso valore in quanto risoltosi in un tentativo di effrazione di un lucchetto e nella rimozione di frammenti di legno. La pericolosità dei soggetti, d’altro canto, è stata esclusa guardando anche ai precedenti penali e di polizia e al comportamento tenuto al momento del controllo ossia, in definitiva, facendo riferimento alla personalità dei soggetti desunta dalle modalità della vicenda.

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