La scuola non va in vacanza

WhatsApp
Telegram

On. D'Ottavio (PD) – La Camera ha approvato in modo definitivo il disegno di legge sulla scuola. Forse vale la pena ripercorrere questi 10 mesi di gestazione.

On. D'Ottavio (PD) – La Camera ha approvato in modo definitivo il disegno di legge sulla scuola. Forse vale la pena ripercorrere questi 10 mesi di gestazione.

Settembre 2014, il Presidente del Consiglio illustra un documento di 136 pagine intitolato "la Buona Scuola" fatto di 12 capitoli che pone all'attenzione del mondo della scuola e non solo, ipotesi di lavoro e proposte concrete come quella della lotta al precariato. Viene lanciata una campagna di consultazione, soprattutto on line, che entro novembre avrebbe dato ulteriori indicazioni di lavoro. Il tutto affermando che si sarebbe concretizzato già a partire dall'anno scolastico successivo, cioè 2015/2016. Per questo accompagnava l'impegno con la promessa che la legge di stabilità avrebbe contenuto le risorse necessarie.

Novembre 2014, alla consultazione on line partecipano circa un milione di persone, il PD in due mesi organizza centinaia di incontri pubblici, tutti molto partecipati, soprattutto dai precari della scuola che chiedevano conferma della loro possibile inclusione nel piano delle assunzioni. Dicembre 2104, il PD organizza una assemblea nazionale per definire il suo contributo programmatico ( si fanno 12 gruppi di lavoro ed ognuno predispone un documento), il Parlamento approva la legge di stabilità con la destinazione per "la buona scuola" di un miliardo per il 2015 e tre miliardi per gli anni successivi, il MIUR illustra i risultati della consultazione, difficilmente sintetizzabili in modo coerente. Infatti, secondo me, non esiste in questo Paese una idea condivisa di scuola! Comunque il Governo propone che, per rispettare gli impegni, si farà un decreto legge per le urgenze relative al 2015 e un disegno di legge per le questioni che richiedono più tempo di riflessione e confronto.

Marzo 2015. A conferma delle difficoltà di fare sintesi, tra riforme, risorse (sempre poche), urgenze e tempi del confronto e, aggiungerei l'evidenza di un errore di impostazione, quella di partire dalle assunzioni e non da quello che serve alla scuola (tra cui ovviamente più insegnanti), il Governo presenta un disegno di legge e affida al dibattito parlamentare la possibilità di migliorarlo, ovviamente nei limiti imposti dalle disponibilità finanziarie e facendo attenzione ai tempi. Viene deciso di partire dalla Camera dei Deputati legando il provvedimento al Documento di Economia e Finanza, cioè, inserito nel programma delle riforme che il Governo ha definito anche con l'Unione Europea per il 2015. Questo comporta vincoli alla discussione e tempi più stretti. Aprile 2015. Dopo un teso confronto in Commissione sulle procedure e sui tempi, si decide d'accordo anche con la corrispondente Commissione del Senato di fare un vasto calendario di audizioni congiunte (circa 90). Tutti i partecipanti, al di là del tempo a disposizione, presentano memorie scritte con osservazioni, critiche e proposte di emendamenti. La VII Commissione della Camera decide di assumere come testo base quello del Governo e furono presentati di circa 2000 emendamenti, molti dei quali approvati e non esito a dire che il testo uscito dalla Commissione ha di fatto riscritto il provvedimento (basterebbe fare un confronto), dando una impostazione al provvedimento che motiva meglio, per esempio, le assunzioni. Il M5S decide di non partecipare ai lavori. Maggio 2015. Il 5 maggio è il giorno della grande mobilitazione unitaria contro "la buona scuola", definita autoritaria e contro la scuola pubblica. In un clima pesante e con molti altri emendamenti approvati in aula, la Camera approva il testo di legge 2294 con le modifiche apportate. La legge passa al Senato.

Giugno 2015. Il Senato, come è di sua competenza, imposta un percorso che non tiene assolutamente conto del percorso comune fatto con la Camera e ripete le consultazioni e vede la presentazione in Commissione di circa 3000 emendamenti. La possibilità di conciliare i tempi parlamentari con quelli dell'inizio dell'anno scolastico, già in parte compromessi, diventano impossibili. Il Presidente del Consiglio comunica che forse è meglio un rinvio di un anno. Questa sua affermazione sveglia "finalmente" i precari che aspettano di essere stabilizzati e fa prendere in considerazione l'idea di un voto di fiducia su un maxi emendamento che, modificando il meno possibile il testo della Camera, riduce a pochi giorni i tempi di approvazione. Così avviene e il provvedimento viene approvato al Senato con modifiche.

Luglio 2015. Il testo torna alla Camera che può intervenire solo sulle parti modificate al Senato. Vengono presentati circa 150 emendamenti, la Presidenza della Camera ne consente la discussione di 65 e il giorno 7 va in aula, l'8 per tutto il giorno si discute di scuola e il 9 mattina viene approvato in modo definitivo il testo di legge n. 2994. Ovviamente questa sintesi, troppo sintetica e me ne scuso, serve solo per un piccolo ripasso per me che ho dedicato tutto il tempo a mia disposizione affinché il risultato fosse il migliore possibile. E' stato un grande esercizio di partecipazione democratica e di mediazione. Ringrazio il Forum Istruzione del PD di Torino per la fattiva collaborazione fatta di lettura, commento e proposta e per quanto mi è stato possibile di emendamenti al testo.

Adesso abbiamo una legge e, questa in particolare, ha bisogno di insegnanti, dirigenti, studenti, personale della scuola, famiglie che la applichino, altrimenti rimangono solo belle intenzioni. Intanto gli Uffici del Ministero, sia quelli centrali che periferici non possono andare in vacanza, ci sono disposizioni urgenti da applicare a cominciare dal piano delle assunzioni e dall'avvio dell'anno scolastico 2015/2016. Buon lavoro!

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur