Scuola non può rifiutare iscrizione studente con handicap a primo superiore, anche se ha 18 anni

Il diritto all’istruzione dei disabili, di cui il diritto all’integrazione scolastica costituisce parte integrante, è connesso allo sviluppo della personalità per il legame sussistente tra il principio di solidarietà (articolo 2 Cost.) ed il diritto all’istruzione (articolo 34 Cost.). Tali diritti hanno avuto pieno riconoscimento: nell’art. 26 della Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, nell’art. 2 del Primo Protocollo della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nell’art. 15 della Carta Sociale Europea, nella Convenzione di New York del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone disabili. Consegue l’illegittimità di un provvedimento di esclusione dalla I classe della scuola superiore di un disabile ultradiciottenne.

Lo ha stabilito la I Sezione del Consiglio di Stato (15 luglio 2020, n. 1331).

La vicenda. A un ragazzo veniva rifiutata l’iscrizione al I anno del corso di Istituto tecnico economico tecnologico. Secondo l’istituto scolastico “le attuali disposizioni prevedono che lo studente diversamente abile che consegue l’attestato di credito formativo comprovante la conclusione del primo ciclo di istruzione, ha titolo a richiedere iscrizione alla classe prima dell’istituto di scuola secondaria di secondo grado, potendo usufruire delle misure di integrazione previste dalla l. n. 104 del 1992. Tale titolo, tuttavia, è riconosciuto purchè lo studente non abbia compiuto il diciottesimo anno di età prima dell’inizio dell’a.s.”.Destinataria di un’istanza diriesame, l’Amministrazioneribadiva che “appare chiaro che uno studente ultra-diciottenne, se a conclusione del I ciclo consegue un’attestazione di frequenza, non ha diritto ad iscriversi, in quanto ormai fuori dall’obbligo formativo. Al contrario, qualora lo stesso consegua la licenza di I grado, esso ha diritto a frequentare per un altro quinquennio la scuola di II grado”. La questione approda sulle aule della giustiziaamministrativa.

Le differenze di età tra studenti. Richiamando la normativa sia interna che internazionale, vigente in materia, la I Sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto senza fondamento le deduzioni dell’Amministrazione riguardanti le differenze di età tra gli studenti di I classe della scuola superiore ed il ricorrente.

Il diritto all’integrazione scolastica dei disabili maggiorenni. Non è stato condiviso neppure quanto dedotto dall’amministrazione secondo cui non vi sarebbe un diritto all’integrazione scolastica per studenti disabili che abbiano raggiunto la maggiore età e che, in tal caso, occorrerebbe fare riferimento all’offerta di corsi per disabili adulti: dette considerazioni sono risultate prive di fondamento normativo ed in contrasto col sistema costituzionale. In tal modo, infatti, verrebbero separati il diritto all’istruzione e quello all’integrazione scolastica che il sistema costituzionale integra indissolubilmente.

Il diritto all’istruzione. Quello del disabile non contrasta con quello dello studente normo-dotato, pertanto tali interessi non vanno considerati come confliggenti bensì, al contrario, come potenzialmente convergenti.

L’integrazione scolastica. Non rappresenta solo l’attuazione dei diritti individuali dei portatori di handicap, bensì la realizzazione di un progetto sociale coerente con i valori costituzionali di:

  • coesione,
  • solidarietà,
  • riconoscimento delle differenze quale fonte di ricchezza delle dinamiche sociali.

La convergenza tra interessi dei disabili e degli studenti normo-dotati. Si può realizzare solo se la scuola dispone di risorse necessarie per individualizzare l’istruzione ove e nella misura in cui questo si renda necessario in ragione delle diverse capacità degli alunni. La possibilità che persone, pure di età diverse, convivano nella stessa comunità va considerata, secondo la moderna pedagogia, una ricchezza, ove accompagnata dalla definizione di percorsi individuali che assicurino contestualmente l’efficacia dell’apprendimento sia dei soggetti disabili sia di coloro che non hanno disabilità.

Il limite dei 18 anni. La giurisprudenza amministrativa ha affermato, in plurime occasioni, che il limite del compimento del diciottesimo anno di età, ritenuto costituzionalmente legittimo, è riferito solamente al completamento della scuola dell’obbligo.

Il precedente. In una vicenda similare, era stato impugnato un provvedimento col quale il Preside di una scuola media statale aveva respinto la domanda di iscrizione alla classe II di un alunno disabile, in quanto il medesimo aveva già compiuto il 18° anno di età, quindi la Corte Costituzionale (sentenza del 6 luglio 2001, n. 226) aveva statuito che l’obbligatorietà dell’istruzione di primo grado per gli alunni disabili cessa con il raggiungimento del 18° anno di età e che, superato tale limite, gli stessi hanno il diritto di completare la scuola dell’obbligo frequentando appositi corsi per adulti. Tuttavia, il principio affermato dalla Corte Costituzionale riguarda il caso specifico della frequenza della scuola dell’obbligo da parte di alunni disabili. Viceversa, nel caso trattato dal Consiglio di Stato, non è in gioco l’assolvimento dell’obbligo scolastico primario, bensì l’iscrizione di un alunno maggiorenne disabile ad una scuola di istruzione superiore, con la conseguenza che il limite di 18 anni di età, oltre il quale le persone handicappate sono ammesse a frequentare la scuola dell’obbligo, risulta privo di rilevanza giuridica (Tar Catania n. 707 del 2017). Tale diritto comporta che l’integrazione scolastica avvenga considerando le necessità dello studente disabile e quelle del gruppo di studenti della classe in cui questi viene inserito: l’equilibrio tra questi interessi deve essere raggiunto distribuendo le ore tra percorsi individuali e percorsi integrati e, la definizione di tale percorso, spetta al Gruppo di lavoro operativo handicap (G.L.O.H.).

Il verdetto. In riferimento al caso in esame, non si è rintracciata, nel sistema normativo, alcuna disposizione di ostacolo all’iscrizione dell’alunno disabile, il quale abbia già compiuto diciotto anni, alla I classe della scuola secondaria di II grado. Alla luce dei principi richiamati dai giudici:

  • il limite di età del 18° anno è privo di rilevanza ostativa,
  • il diritto all’istruzione e all’integrazione scolastica deve ritenersi violato ove si neghi ad uno studente disabile maggiorenne la possibilità di accedere alla scuola media superiore.

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