Scuola media? In Italia si vuole cancellare, in Svizzera rafforzare. Partiamo dalla diminuzine degli alunni per classe

di redazione
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Il "buco nero", "anello debole", comunque da rivedere. Anche il Ministro l’ha detto, che così non va. Ma altrove si vuole, invece, rafforzare.

Il "buco nero", "anello debole", comunque da rivedere. Anche il Ministro l’ha detto, che così non va. Ma altrove si vuole, invece, rafforzare.

"Invecchiata, fatta male", alcuni degli epiteti utilizzati da chi non vede di buon occhio questa "scuola di mezzo" tra le elementari e le superiori, che si occupa dei ragazzi in  un momento importante della loro formazione di studenti, cittadini e persone.

Alla base della richiesta di riforma, i dati dei test PIRLS sulle capacità di lettura che sono al di sotto della media OCSE  (486 contro 493 punti)

Eppure le ultime rilevazioni Invalsi, quelle 2013. In esse, la scuola media ne esce rinfrancata, tanto che lo stesso Roberto Ricci sostiene che i dati non dicono, affatto, che le scuole media siano un anello debole, ma che è più appropriato affermare che "in questa fascia di età le difficoltà cominciano ad assumere una consistenza maggiore, per poi aumentare in quelle successive." Non c’è un anello debole, ma una intera catena, che parte dalle medie per accentarsi alle superiori.

Ma ad essere sotto accusa è soltanto la secondaria di I grado che qualcuno vorrebbe smembrare tra primaria e superiori.

In Svizzera è nato un comutato popolare che ha dato il via ad una iniziativa: “Rafforziamo la scuola media – Per il futuro dei nostri giovani”, depositata nel 2011 con 10’000 firme.

Tra le richieste, la riduzione a 20 allievi al massimo per classe e più sostegno con il potenziamento dell’orientamento scolastico e professionale, curriculi differenziati, maggiore sostegno pedagogico, nonché il potenziamento del doposcuola.

Punti assolutamente condivisibili che potrebbero essere punto di partenza per un potenziamento anche della nostra scuola media.

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