Scuola media anello debole. Per Harvard la soluzione è in un percorso unico

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dp – Abbiamo già parlato delle rapporto della Fondazione Agnelli sulla scuola in Italia nel 1011 che ha messo in evidenza come la scuola media sia l’anello debole dell’istruzione in Italia. L’ADI, però, ne critica la ricetta.

dp – Abbiamo già parlato delle rapporto della Fondazione Agnelli sulla scuola in Italia nel 1011 che ha messo in evidenza come la scuola media sia l’anello debole dell’istruzione in Italia. L’ADI, però, ne critica la ricetta.

Il rapporto ha messo in evidenza come la scuola media metta in risalto in modo drammatico i divari di apprendimento determinati dall’origine socio-culturale degli studenti, che invece le scuole elementari riescono a contenere con successo

La fondazione ha anche accompagnato le critiche con una ricetta di cinque ingredienti per riportare la scuola media alla sua originaria missione:

  • un forte orientamento alla personalizzazione dell’insegnamento da realizzarsi attraverso un’estensione del tempo scuola con una vera “scuola del pomeriggio”;
  • maggiore attenzione alla progettazione comune degli insegnanti;
  • un arricchimento della “cassetta degli attrezzi” dei docenti che permetta loro soluzioni didattiche che integrino o sostituiscano la lezione frontale (ad es. il cooperative learning);
  • una valorizzazione pedagogica del modello dell’istituto comprensivo (e del curricolo verticale);
  • una seria riflessione nazionale sul tema dell’essenzializzazione delle materie.

Non solo. Andrea Gavosto, direttore della Fondazione, in una intervista rilasciata ad Italia Oggi, tiene a precisare che la soluzione non è l’abolizione della scuola media e che il modello scandinavo, che consta di due soli cicli, non è applicabile in Italia e che la scuola media deve mantenere la sua specificità.

Dello stesso parere non sono i docenti dell’associazione ADI che, in un articolo apparso sul loro sito, prendono come punto di riferimento un identico studio pubblicato in USA sulla scuola media statunitense redatto dalla Harvard University.

"Lo studio – dicono dall’ADI – ha lanciato un identico allarme sulla drammatica transizione dalla scuola elementare alla scuola media, ma diversamente dal Rapporto della Fondazione Agnelli, ha concentrato l’analisi sulla suddivisione dei percorsi. Ha esaminato le diverse aggregazioni e configurazioni dalle elementari alle scuole superiori : 1. il modello tripartito scuola primaria, scuola media, e scuola secondaria di 2° grado; 2. il modello finlandese (ma non solo) di percorso generalista senza discontinuità per tutta la scuola dell’obbligo (9 o 10 anni) seguito dalla scuola superiore differenziata; 3. il modello tedesco di canalizzazione precoce a 10 anni. A questi si aggiunge il percorso unico di 8 anni che unifica scuola elementare e scuola media. In USA sono presenti tutte le diverse configurazioni, sebbene il modello tripartito sia il più diffuso. Questa pluralità di modelli ha permesso ai ricercatori di Harvard di effettuare un’analisi comparata dei risultati. La conclusione a cui è pervenuto lo studio è stata che il percorso meno problematico è quello unico di 8 anni, senza frattura fra scuola elementare e media."

Chiara la critica alle posizioni della Fondazione Agnelli. alla critica legata al mantenimento del percorso tripartito si lega anche quella relativa al suggerimento della fondazione che mira ad un aumento del tempo scuola. Dicono dall’ADI: "Il tempo prolungato nella media è fallito, perché riesumare cadaveri e perché continuare a pensare che solo aggiungendo ore a scuola si migliorino gli apprendimenti? Spesso si migliora sottraendo!"

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