Scuola media anello debole del sistema? Gli utenti si dividono: “La parte carente è la primaria”, “le lacune sono più profonde”, “mancano adeguati finanziamenti”

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La scuola media è davvero l’anello debole del sistema scolastico? Il dibattito sui nostri social è stato molto vivace. Diverse le opinioni che si sono contrapposte.

C’è Penelope che difende il sistema: “Anello debole non direi, sono tre anni in cui questi dolcissimi mostri crescono, cambiano, si ribellano, acquisiscono il senso di sé, la famiglia diventa odiosa, gli insegnanti nonostante odiati diventano i punti di riferimento. I figli amati, coccolati diventano esseri sconosciuti e fanno gruppo, manifestano atteggiamenti, pensieri, critiche per poter diventare finalmente adulti. I docenti delle scuole medie sono eroi in perenne guerra. Rispettiamoli”.

Per Ermanna, invece: “La parte più debole è la primaria, nella maggioranza dei casi arrivano alle medie impreparati, privi degli strumenti essenziali per procedere, non sanno leggere, non sanno scrivere, non sanno parlare, ne’ fare di conto in maniera efficace. Le lacune sono così profonde che con difficoltà in moltissimi casi si può far fronte ad esse e le competenze di base si acquisiscono alle elementari, più avanti è estremamente più complicato farlo, si può tamponare qui e là, ma i vuoti rimangono e si trascinano per tutto il corso di studi. Piaccia o non piaccia è così che funziona, ed è su questi dati di fatto oggettivi che bisognerà riflettere”.

Per Luisa il problema è più profondo: “Tutto risiede in quella fascia di età che è l’anello debole dello sviluppo personale degli studenti. Credo che non solo tutti i docenti e tutti i genitori concordino su questo, ma che lo sappia anche chiunque abbia vissuto quella fase della vita. Poi, se si è deciso di eliminare la scuola secondaria di primo grado, ditelo chiaramente, senza cercare motivazioni stupide. Anche perché si può eliminare quel livello di scuola ma non la preadolescenza”.

Per Massimo, invece, tutto il sistema scolastico italiano è in crisi: “Ho paura che sia tutto il sistema scolastico italiano ad essere un’unica catena debole. Soprattutto per mancanza di adeguati finanziamenti al settore. Non capisco l’accanimento verso la scuola media sinceramente”.

Per Titti il discorso è semplice: “Gli insegnanti non hanno la preparazione adatta per poter gestire ragazzini che si trovano in una fase dello sviluppo individuale molto delicato. Si limitano ad una didattica sterile,a giudizi spesso affrettati e errati”.

Per Laura, invece “la scuola italiana funziona a scarica barile. È sempre colpa della scuola primaria, poi della secondaria di primo grado e via discorrendo. Che ognuno facesse il suo lavoro, bene. Continuando ad aggiornarsi e ad adattarsi alla didattica che richiede attenzione, studio e novità sempre”.

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