Scuola sotto l’occhio del ciclone, il silenzio è d’oro. Lettera

di redazione
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Mario Bocola – In un periodo molto delicato e abbastanza agguerrito di campagna elettorale in vista delle Politiche del 4 marzo 2018 le esternazioni dei politici disorientano sempre più l’opinione pubblica creando una confusione stratosferica.

Il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca che ha dichiarato che Lei a scuola “non si sedeva mai in prima fila, ma all’ultimo banco in fondo alla classe e che faceva copiare gli alunni più bisognosi” poteva assolutamente risparmiarsela.

In campagna elettorale certe esternazioni vengono enormemente amplificate dai media e creano reazioni spropositate da parte dell’opinione pubblica. La nostra Ministra, immaginiamo, sappia che la scuola è nell’occhio del ciclone per le vicende legate agli episodi di aggressione subiti dai docenti, che la legge 107 della “Buona Scuola” è invisa alla quasi totalità del corpo insegnante etc.

Quindi andando ad alimentare il clima già arroventato è sicuramente fuori luogo e monta ancora di più la rabbia che i docenti hanno contro la mala gestione della scuola pubblica.

Sarebbe il caso che il responsabile di Viale Trastevere faccia delle proposte concrete, fattibili per venire incontro alle richieste di tutta la classe docente mostrando rispetto, comprensione ed attenzione in un periodo molto difficile che stiamo attraversando. Affermare che “si sedeva all’ultimo banco e aiutava i compagni a copiare” è una frase equivocabile che, detta in questo periodo particolare, può ingenerare numerose interpretazioni che generano ulteriore guazzabuglio in un sistema scolastico terribilmente terremotato. Del resto bisogna dire che a rasserenare il clima non è bastato nemmeno il rinnovo del contratto di lavoro, una vera e propria “mancetta” dal gustoso sapore elettorale. Quindi il silenzio è d’oro e ancor più è d’obbligo.

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