Scuola: l’irrazionalità della legge. Lettera

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Inviato da Enrico Maranzana – L’origine dello stallo in cui langue la scuola affiora dall’osservazione dei movimenti tettonici della normativa scolastica.

1974 – I dettami della scienza dell’organizzazione sono l’architrave della struttura decisionale degli istituti scolastici disegnati dalla legge: il suo fondamento è il principio di distinzione, che separa le responsabilità politiche da quelle dirigenziali, attribuendole a soggetti differenti. 

Una vera rivoluzione: la scuola interagisce con il territorio e la funzione strategica è assegnata a un organismo presieduto da un genitore. 

Anche il mandato dirigenziale assume una diversa connotazione. I presidi non sono più dei monarchi. La loro responsabilità primaria è la redazione delle convocazioni degli organismi collegiali, da stilare in funzione dei traguardi di sistema; ordini del giorno tesi all’unitarietà, che vincolino il funzionamento dell’apparato.

I dirigenti scolastici hanno eluso il compito. Agli organismi collegiali non sono state sottoposte le questioni vitali: hanno lavorato su problematiche secondarie.  

2008 – Il disegno di legge 953 è presentato alla Camera dei deputati: “La riforma degli organi collegiali della scuola degli anni settanta ha cercato di superare il centralismo dello Stato, ma ha mostrato, quasi subito, tutti i suoi limiti. I poteri riconosciuti agli organi collegiali sono stati di fatto esautorati dall’eccessivo formalismo centralistico e dalla limitatezza delle risorse, e ciò ha determinato una continua deresponsabilizzazione della componente dei genitori e l’affievolirsi della loro partecipazione”. 

Un resoconto senza fondamento, che nasconde la generale e documentata disubbidienza per la voce del legislatore.

2015 – La legge 107 compendia il lavoro delle commissioni istruzione di Camera e Senato che per sette anni hanno messo a punto il modello di scuola proposto nel 2008: una conferma e un rinforzo della gestione trasgressiva delle scuole. 

E’ stata annacquata la funzione strategica del Consiglio di Circolo/d’Istituto ed è stata reintrodotta la sovranità dei dirigenti scolastici, che nel 1974 era stata ridefinita.

Da quanto riportato traspare la necessità di rimuovere l’esplicito rifiuto opposto agli avanzamenti scientifici, di affermare che la complessità del problema educativo non si domina semplificandolo, di esigere il rispetto delle regole. 

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