Scuola: l’insostenibile pesantezza del PON. Lettera

di redazione
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Dilaga l’ ”elemosinomania” per la Scuola povera. Lo stesso Stato che, annualmente, dilapida miliardi di euro di denari dei contribuenti onesti finanziando i “nuovi corsari”, cioè gli imprenditori rapaci che amano privatizzare gli utili e “pubblicizzare” le perdite, tanto paga sempre Pantalone, persevera nel distribuire elemosine alle Scuole povere.

Disgraziatamente, le Istituzioni scolastiche sono quasi tutte povere. Proprio in questi giorni, staff stressati di docenti volontari partecipano alla parafantozziana “Lotteria Nazionale dell’Elemosina alle Scuole Povere”…

Mi chiedo, e giro la domanda ai Deputati e ai Senatori impegnati “perinde ac cadaver” nella battaglia referendaria per un’Italia migliore: l’Istruzione Pubblica del nostro Paese, al pari della Sanità, Previdenza e Sicurezza, pilastro dello Stato moderno, può essere sostenuta economicamente con delle riffe? Il futuro dei nostri giovani, cioè il domani del nostro Paese, può essere condizionato dal lancio della monetina per un tragico “testa o croce”?

È incredibile che nei bandi dei P.O.N. (Piano Operativo Nazionale) per la richiesta dei fondi strutturali dell’Unione Europea, si applichino alle Scuole, Istituzioni della Repubblica Italiana, i criteri burocratici stringenti che dovrebbero essere applicati agli operatori economici privati.

Risultato, diversi imprenditori rapaci finiscono davanti ai Giudici per finanziamenti concreti utilizzati per assunzioni fantasmatiche, mentre la Scuola Pubblica rinuncia ai fondi europei per mancanza di personale docente e ATA che abbia il tempo, che andrebbe retribuito in modo dignitoso, per lavorare ai P.O.N.

Possibile che un Governo non riesca a mettersi in testa che la Scuola deve essere finanziata dallo Stato in modo almeno sufficiente, in termini di personale e fondi, trasparente ed omogeneo sull’intero territorio nazionale? E non mi vengano a dire che è necessario “controllare”: quanti cittadini sanno che gli anoressici bilanci delle Scuole della Repubblica sono controllati con estrema perizia da Revisori dei conti retribuiti ad hoc? Aggiungere un capitolo di bilancio sui fondi europei rappresenterebbe un peso eccessivo? Perchè spiegare a oscuri burocratici, che non capiscono un diesis di Scuola, le problematiche delle nostre classi e dei nostri ragazzi con la speranza che ci forniscano graziosamente i denari necessari per affrontarle in modo efficace?

I Docenti devono insegnare e non trasformarsi in procacciatori di risorse economiche; il nostro campo d’intervento è quello didattico-disciplinare, non l’economico-finanziario. Altrimenti avremmo fatto un altro lavoro. Se poi il piano top secret fosse quello di smantellare la Scuola Pubblica per favorire quella privata, la nebbia si diraderebbe in men che non si dica…

Antonio Deiara

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