Scuola-lavoro, aiuta studenti a trovare un impiego? Uno studio rivela: Italia 15%, Paesi Bassi 60%

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Un articolo di Glenda Quintini ha comparato l'attività di alternanza scuola-lavoro in 23 paesi, che hanno partecipato al 2012 Survey of Adult Skills (PIAAC).

Un articolo di Glenda Quintini ha comparato l'attività di alternanza scuola-lavoro in 23 paesi, che hanno partecipato al 2012 Survey of Adult Skills (PIAAC).
Lo studio ha rilevato che il 39% degli studenti lavora con una percentuale che va dal  15% in Italia ad oltre il  60% in Olanda.
Gli studenti lavoratori lavorano molto di più in part time rispetto alle altre tipologie di lavoratori, in particolare degli apprendisti: infatti il 73% di questi ultimi dichiara di lavorare a tempo pieno rispetto al solo 49% degli studenti IEFP e al 40% degli studenti che frequentano altri corsi di studio.

Lo studio ha messo in luce anche che, sebbene i programmi di apprendistato e di formazione professionale raggiungano il 50% delle ore del curriculum scolastico in alcuni paesi, la stragrande maggioranza degli studenti lavora al di fuori di questi programmi formalizzati, in particolare in posti di lavoro che non sono legati ai loro curricula scolastici.

Un mercato del lavoro flessibile riguardo ad assunzioni e licenziamenti aiuta di più gli studenti a trovare lavoro, ma peggiora il rapporto tra salario minimo e medio, in quanto è molto più costoso per i datori di lavoro assumere studenti inesperti.

Infine, lo studio ha dimostrato che esiste una correlazione negativa tra la percentuale di studenti che lavorano e la disoccupazione giovanile, anche se la causa di questo fenomeno non è ancora chiara.

 

 

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