La scuola insegna ad essere precari

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inviato da Marco Barone – Un giorno potrai svegliarti e vivere la realizzazione di ciò che sapevi essere non possibile ma probabile.
La fine del tuo contratto.
Potrà arrivare il momento del termine apposto, oppure scadere un contratto senza alcun termine apposto perché arriverà l’avente titolo.
Scade il tuo turno.
Fine.
Usato.
Una stretta di mano nella migliore delle ipotesi, un forse arrivederci nella illusoria ipotesi, un è così la vita nella fredda reale ipotesi.

inviato da Marco Barone – Un giorno potrai svegliarti e vivere la realizzazione di ciò che sapevi essere non possibile ma probabile.
La fine del tuo contratto.
Potrà arrivare il momento del termine apposto, oppure scadere un contratto senza alcun termine apposto perché arriverà l’avente titolo.
Scade il tuo turno.
Fine.
Usato.
Una stretta di mano nella migliore delle ipotesi, un forse arrivederci nella illusoria ipotesi, un è così la vita nella fredda reale ipotesi.
Avanti il prossimo.
Nella scuola la percentuale più alta di lavoratori sono in realtà lavoratrici e questo vorrà dire qualcosa come vorrà dire qualcosa chi colpisce ancor di più la precarietà.
Come insegnare nella scuola le pari opportunità, i diritti sociali, l’equità, la giustizia sociale, i principi fondanti la Costituzione italiana oppure la Carta europea dei diritti dell’essere umano, quando il primo a vivere una ingiustizia credibile e reale è proprio chi dovrebbe insegnarti il tutto?
Ti insegna l’utopia?
No. Ti insegna quella civiltà giuridica mai applicata, perché esiste il senso di responsabilità.
Ma sarà solo illusione, perché lo studente comprenderà che in quel momento la scuola è la massima espressione della incoerenza.
130 mila persone che vivono la persecuzione della precarietà.
130 mila esseri umani sfruttati ed illusi.
130 mila docenti o Ata che quando entreranno nella scuola, sapranno già che dovranno in un qualche momento deciso o solo rinviato, andare via.
Una scuola usa e getta.
La scuola insegna la precarietà, e non può che insegnare la precarietà.
Generazioni precarie.
Precarie nel lavoro, precarie nella vita.
La figura dell’avente diritto è la precarietà nella precarietà.
Un contratto che viola ogni etica, normato dal 1997 , di cui conoscerai l’inizio ma non la fine, una fine che potrà arrivare da un momento all’altro.
Chi ha deciso che sarà la persona X e non la Y ad aver diritto a quel posto di lavoro?
E penserai perché non posso essere io l’avente diritto?
Come si vive la situazione da tappa buchi?
Mobbing sociale perennemente diffuso ed affermato.
Partono i ricorsi, alcuni si vinceranno, altri si perderanno, ma tutto rimarrà così come oggi è.
Il diritto reale è l’ interpretazione della Legge.
La Legge non è espressione della sovranità popolare ma dell’interesse da tutelare determinato ab origine dal sistema ultracentenario vigente.
Tutto ordinario.
Questa è la prigione dei sogni,della libertà di progettare la propria vita in modo incondizionato.
La precarietà è la violazione legittimata della libertà, perchè non potrai scegliere.

Marco Barone
xcolpevolex

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