Scuola infanzia, in Italia più del 40% dei maestri ha 55 anni e oltre

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Stamattina, alla presenza della vice ministra dell’Istruzione, Anna Ascani, la presidente Invalsi Anna Maria Ajello, il direttore generale Paolo Mazzoli, la responsabile dell’area valutazione Michela Freddano e Cristina Stringher, responsabile del settore infanzia dell’Invalsi, hanno presentato il quadro della situazione della scuola nel segmento tre – sei anni.

I bambini hanno relazioni molto positive con i docenti (77,8%) e si sentono molto sicuri (77,1%), mentre c’è da lavorare sulla loro autostima (molto alta solo per il 28,7% delle scuole rispondenti) e sulla loro disposizione ad apprendere (molto buona per meno della metà dei bambini, secondo le dichiarazioni delle scuole).

Preoccupa che solo il 26% circa dei bambini, secondo i docenti, abbia acquisito la lateralizzazione e sappia distinguere la mano destra dalla sinistra, aspetto essenziale per imparare a leggere, scrivere e far di conto.

Sono solo alcuni dei dati inediti usciti dalle 200 pagine del rapporto sulla sperimentazione dell’autovalutazione per la scuola dell’infanzia.

Uno dei dati più preoccupanti riguarda l’età dei docenti: quasi il 40% dei maestri ha 55 anni o più, mentre circa il 18% degli insegnanti conta meno di cinque anni di servizio.

Quasi l’80% dei docenti possiede un diploma di scuola secondaria e oltre il 72% può contare su una certa stabilità di servizio nella scuola, in cui insegna da cinque anni o più, mentre sono percentualmente poche (meno del 10%) le scuole che hanno organizzato formazione su temi rilevanti quali le Indicazioni Nazionali o l’osservazione dei bambini.

“L’emergenza sanitaria attuale, obbligando a una scuola a distanza, ha evidenziato quanto sia importante la scuola dell’infanzia in presenza per i bambini e per le loro famiglie e quanto siano rilevanti le relazioni dei bambini con la scuola, per assicurare a tutti una base di competenze cognitive e socio-emotive sulle quali costruire il futuro. Una scuola dell’infanzia gestita da professionisti, che progettano significative attività educative in presenza, può garantire a bambini e bambine uno sviluppo armonico, in linea con le attese delle Indicazioni Nazionali 2012. La qualità dell’azione educativa sarà tanto più evidente quanto più la scuola dell’infanzia sarà capace di dotarsi di modalità affidabili di osservazione e documentazione dei suoi esiti per i bambini”, spiegano gli esperti dell’Invalsi.

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