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Scuola Infanzia: criteri per la prassi didattica, metodologia e attività di progettazione. Scarica la declinazione dei campi di esperienza

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Abbiamo disquisito, nel precedente articolo, sui capisaldi per una progettazione adeguata nella scuola dell’Infanzia. Vera roccaforte per questo percorso valoriale nel primo ciclo di studi (ciò nonostante la non obbligatorietà, naturalmente. Peccato!) Prima di soffermarci sulla metodologia e sull’attività nella progettazione per la scuola dell’Infanzia, ci preme sottolineare quali sono i criteri-guida che orientano la prassi didattica.

Criteri-guida che orientano la prassi didattica

Per la scuola dell’Infanzia sono:

  • il riferimento continuo alla dimensione ludica e all’esperienza diretta, che stimolano la motivazione e l’interesse dei piccoli. L’esperienza diretta ed il gioco consentono, infatti, al bambino di effettuare le prime scoperte, che gli insegnanti accolgono e valorizzano costruendo specifici progetti di apprendimento;
  • l’attenzione ai bisogni educativi speciali di cui ogni bambino è “portatore”;
  • la promozione di attività laboratoriali, nelle quali l’apprendimento è basato sull’osservazione, sull’esplorazione, sull’esperienza diretta e sulla rielaborazione delle esperienze effettuate in attività individuali, in grandi e in piccoli gruppi;
  • la valorizzazione della componente educativa rivestita dai momenti di convivialità e routine.

Come organizzare le attività didattiche nella scuola dell’Infanzia

Concretamente le attività didattiche vengono organizzate con modalità diverse, allo scopo di rendere più efficace il progetto educativo, in considerazione dei diversi ritmi, tempi e stili di apprendimento dei bambini. La flessibilità organizzativa – così realizzata, ad esempio, dagli eccellenti docenti del brillante Istituto Comprensivo “Via Poseidone” di Roma diretto con grande capacità dal Dirigente Scolastico Prof.ssa Annalisa Laudando – consente di rispondere in modo puntuale ai bisogni educativi di ogni bambino, con attenzione particolare alle necessità specifiche dei bambini stranieri, dei bambini in situazione di disabilità e, in generale, di tutti i bambini in difficoltà.

La mediazione didattica, la regia dell’insegnante e il metodo della ricerca-azione

Nella scuola dell’Infanzia sono e devono essere favoriti, attraverso la mediazione didattica e la regia dell’insegnante secondo il metodo della ricerca-azione:

  • educazione linguistica (poesie, racconti , filastrocche…)
  • attività grafico-pittoriche e manipolative;
  • educazione ritmico-musicale;
  • attività logico-matematiche e scientifiche (giochi e percorsi strutturati e semi-strutturati…);
  • gioco libero e strutturato individuale e in piccolo gruppo.

Rapporti scuola famiglia: partecipazione attiva, cooperazione, condivisione delle finalità

Le insegnanti con modalità diverse e, qualora necessario, utilizzeranno la piattaforma d’istituto organizzeranno incontri che coinvolgeranno i genitori per favorire la partecipazione attiva, la cooperazione, la condivisione delle finalità.

Osservazione, valutazione e verifica

Nella Scuola dell’Infanzia, l’osservazione dei bambini da parte del docente e la valutazione del loro comportamento e degli elaborati, va collocata in una prospettiva di verifica del raggiungimento più o meno adeguato dei traguardi per lo sviluppo delle competenze. Importante è quindi, all’inizio, in itinere ed al termine dell’anno scolastico, saper utilizzare le osservazioni e i prodotti dei bambini per verificare l’adeguatezza delle proposte e l’efficacia delle strategie impiegate. Tutto ciò sarà possibile mediante: l’osservazione, le conversazioni e la valutazione di elaborati individuali o di gruppo. Questo percorso permetterà, se opportuno, una riflessione sulla progettazione iniziale (feed-back) con l’apporto di eventuali e adeguate modifiche.

Progettare interventi specifici da compiere con ogni bambino

L’azione preventiva degli insegnanti – di legge nella progettazione realizzata dai docenti dell’Istituto Comprensivo “Via Poseidone” di Roma, che si allega come esempio tangibile di un pregevole impegno sul fronte metodologico – servirà a rilevare eventuali disagi evolutivi negli alunni, per progettare interventi specifici da compiere con ogni bambino. In tal senso, le attività connesse con la valutazione aiuteranno a rilevare precocemente la presenza di eventuali disturbi di apprendimento (DSA) o difficoltà dovute a particolari situazioni sociali, economiche ed emotive comprese nella definizione di BES. Rilevando una difficoltà nel meccanismo di apprendimento si potrà agire positivamente attraverso strumenti adeguati e aiutare il bambino ad affrontare le proprie difficoltà prima dell’ingresso nella scuola primaria. Per tale motivo si proporranno delle schede di verifica iniziale per i bimbi di 5 anni, predisponendo, successivamente, delle attività di potenziamento sugli apprendimenti mancanti per quella fascia d’età. Le attività proposte per il recupero saranno finalizzate ad una maggiore padronanza, a livello grafico, dello schema corporeo (attraverso la storia dell’omino di niente di Gianni Rodari), attività di rinforzo sui colori (attraverso la storia che fungerà da sfondo integratore per l’intero anno) e attività motorie mirate per rafforzare la lateralizzazione.

Sviluppare particolari attitudini dei bambini

I bambini con particolari e originalissime capacità saranno guidati ad accrescere ancor di più il bagaglio delle loro competenze e sviluppare così le loro particolari attitudini.

Osservazioni sistematiche, schede strutturate, disegni liberi, conversazioni guidate, drammatizzazioni e altro ancora

Altri strumenti, oltre alle schede di verifica, che saranno utilizzati per verificare se e quanto le conoscenze e le abilità incontrate durante le attività didattiche siano diventate competenze degli alunni saranno:

  • le conversazioni guidate
  • le drammatizzazioni
  • le osservazioni sistematiche
  • le schede strutturate
  • i giochi liberi e guidati
  • i disegni liberi
  • le griglie per la valutazione finale dei livelli di competenza raggiunti dagli alunni di 5 anni.

Tutto questo (anzi, l’ultimo di questi strumenti, in maniera particolare) in vista dell’ingresso nella scuola primaria. È da verificare, naturalmente, ci soffermeremo in seguito, quelle che sono le competenze in uscita.

Allegato la declinazione delle ultime competenze in chiave europea rispetto ai campi di esperienza

In allegato la declinazione delle ultime cinque competenze chiave rispetto ai campi di esperienza. Con questa progettazione si definisce il percorso avviato nel precedente articolo nel quale avevamo posto attenzione alle prime tre competenze in chiave europea.

COMPETENZE CHIAVE SCUOLA INFANZIA

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