Scuola Infanzia, appena il 29% dei bambini gode di buona autostima. Ma il 67% è desideroso di imparare. Dati Invalsi

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Bambini

Finalmente pubblicati, da INVALSI, i risultati relativi alla sperimentazione del Rapporto di autovalutazione per la scuola dell’infanzia (“RAV Infanzia”). Frutto di un ampio e certosino lavoro, talvolta complesso, la costruzione Rapporto di autovalutazione per la scuola dell’infanzia ha richiesto quasi un lustro di impegni, sperimentazione e di attività. Ricordiamo che una prima fase è stata dedicata alla predisposizione del Format per l’autovalutazione. Ci si è avvalsi di esperti, associazioni professionali e sindacali, rappresentanti delle scuole paritarie e degli enti locali.

È seguita una fase di due anni, dedicata, compiutamente, alla sperimentazione sul campo degli strumenti elaborati con la partecipazione diretta di un grande numero di scuole.

La sperimentazione, affidata all’INVALSI dal MIUR, ha coinvolto complessivamente 1.828 istituzioni scolastiche, delle quali solamente 464 sono state individuate mediante campionamento statistico, e 1.364 autocandidate.

Scuole dell’Infanzia interessate alla sperimentazione

Hanno preso parte alla sperimentazione le scuole dell’infanzia delle tre principali tipologie della scuola italiana, ovvero: 1.155 statali (pari al 63,2% del totale), 80 comunali (4,4%) e 593 paritarie (32,4%). L’ampia adesione, anche spontanea, delle scuole, e la fattiva collaborazione degli USR, degli Enti locali e di numerose associazioni e organizzazioni operanti nel mondo dell’Infanzia evidenziano l’interesse verso la proposta di autovalutazione elaborata dall’Istituto nell’ambito del Sistema nazionale di valutazione.

Importanza e caratteristiche della scuola dell’infanzia

In Italia la scuola dell’infanzia si caratterizza per tipologia.

I primi 8 anni di vita del bambino sono fondamentali per costruire la base delle acquisizioni successive (Shonkoff & Philips, 2000; Heckman, 2008). La scuola dell’infanzia in Italia è la più capillarmente diffusa. È articolata in tipi differenti a seconda della gestione e dello stato giuridico (statale, comunale, regionale, privata paritaria, privata non paritaria). È gratuita (statale) e inclusiva per tutti i bambini, costituisce il primo gradino del sistema dell’istruzione, ma non è obbligatoria. È iscritto il 94% dei bambini in età 3-5 anni (OECD EAG 2019). È organizzata per campi di esperienza dei bambini, non per materie, e sviluppa le abilità e competenze cognitive, socio-emotive e di cittadinanza previste nel profilo in uscita delle Indicazioni Nazionali (MIUR, 2012; 2018) e dal Parlamento Europeo (2006; 2018).

Tali esperienze contribuiscono alla costruzione di identità, autonomia, e competenza dei bambini e li avviano alla cittadinanza.

Il RAV dell’Infanzia

Al pari del RAV degli altri ordini e gradi scolastici, precisa nella nota l’INVALSI, il RAV Infanzia si presenta come uno strumento digitale per sostenere la riflessione e l’autovalutazione della singola scuola da parte del personale che vi lavora, coinvolgendo direttamente responsabili e insegnanti (in larga maggioranza donne). ll Rapporto illustra i dati scaturiti dai due questionari proposti nella prima fase della sperimentazione (Questionario Scuola e Questionario Docente), dalla compilazione delle varie aree in cui si articola il RAV (contesto, esiti, pratiche educative e didattiche e pratiche organizzative e gestionali) e dal livello di qualità che ogni scuola si è attribuita in relazione a 10 distinte rubriche di valutazione.

Finalità della sperimentazione RAV infanzia

  1. effettuare una prima prova sul campo di strumenti e procedure per l’autovalutazione nella scuola dell’infanzia (dal RAV Infanzia cartaceo alla versione digitale)
  2. comprendere chi compila il RAV Infanzia specialmente nelle scuole mono-ordinamentali
  3. validare i questionari per la composizione di indicatori e descrittori RAV Infanzia Creare l’infrastruttura tecnologica per l’autovalutazione nella scuola dell’infanzia.

Finalità, invece, del RAV Infanzia

Queste le finalità del RAV relativo all’Infanzia:

a) Il Rapporto di Autovalutazione per la scuola dell’Infanzia estende anche a questo importante segmento scolastico quanto già avviene, dal 2015, nei successivi ordini di scuola

b) La finalità principale dell’autovalutazione è quella di promuovere una riflessione da parte del personale scolastico e delle altre componenti della comunità scolastica

c) Tale riflessione, basata su dati ed evidenze, consente di individuare le priorità di miglioramento di ogni scuola

d) A partire dalle priorità individuate possono essere avviati appropriati processi di miglioramento.

Il rapporto

Duecento le pagine che compongono il Rapporto. Pagine ricche di dati finora inediti sulla scuola dell’infanzia che spaziano dalla percentuale di sezioni eterogenee (con bambini di 3, 4 e 5 anni insieme) alla diffusione delle routine quotidiane (come, ad esempio, l’accoglienza al mattino e la registrazione delle presenze). I dati danno conto, inoltre, delle professionalità presenti nelle scuole, delle tecniche di programmazione, della formazione del personale e di molti altri indicatori utili a conoscere questo segmento della scuola italiana. L’INVALSI, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, nel prossimo anno scolastico 2020-2021 si impegnerà in un’accurata campagna di informazione e formazione sulle finalità e le potenzialità del RAV Infanzia, così come nella fase di adattamento del RAV stesso per la definitiva messa a sistema dello strumento che, come indicato dalla normativa che lo ha introdotto, ha lo scopo di promuovere il miglioramento del servizio offerto dalle scuole.

Contesto

• Circa 14.000 scuole statali e paritarie, articolate in 27.000 sedi fisiche
• Dimensioni scuola: piccole dimensioni con una sola sede (49%)
• Svantaggio e Povertà educativa

  • In media, il 14% dei bambini vive in famiglie con situazione di svantaggio socio-economico
  • mediamente 11 bambini con cittadinanza non italiana per scuola, max 19 in Emilia Romagna e min 3 in Sardegna.
  • La dimensione e l’organizzazione delle sezioni conta. Infatti, quasi la metà delle scuole (49% circa) ha una sola sede o plesso e generalmente la media di bambini frequentanti è di 65 per scuola, con circa 12 bambini per docente, organizzati prevalentemente in sezioni con età disomogenee (79%).

Esiti

Esiti dei bambini: percezioni un po’ diverse tra scuola e docenti.

Descrittore Essenziale i_2.1.a.1

Relativamente ai seguenti descrittori, la sperimentazione ha avuto il seguente esito:

  1. Opinione della scuola sul benessere del bambino a scuola: l’interesse è “Molto”
  2. I bambini hanno una buona autostima, per il 28,7% dei casi;
  3. I bambini mostrano buona disposizione ad apprendere, per il 48,4% dei casi oggetto di autovalutazione;

Descrittore Essenziale i_2.2.b.1

Caratteristiche dello sviluppo globale del gruppo sezione

  1. Hanno maturato una sufficiente fiducia in sé il 45,0% dei casi autovalutati;
  2. Sono molto curiosi e desiderosi di imparare, per il 66,6%;

Anche, se, in effetti, solo il 16% circa delle scuole ha però criteri condivisi per comprendere se i traguardi formativi sono stati raggiunti.

Come si valutano le scuole?

Percentuale di scuole sopra il livello 4 nelle rubriche RAV di valutazione per l’Infanzia.

Esiti

Risultati in termini di benessere dei bambini al termine del triennio 1516, 84,0 % dei casi;

Risultati di sviluppo e apprendimento 1514, 68,8 % dei casi;

Risultati a distanza 1502, 83,6 % dei casi;

Processi

Pratiche educative e didattiche Curricolo, progettazione e valutazione 1516, 78,9 % dei casi;

Ambiente di apprendimento 1513, 66,0 % dei casi;

Inclusione e differenziazione 1508, 80,4 % dei casi;

Continuità 1509, 65,1 % dei casi;

Processi gesionali e organizzativi

Pratiche gestionali e organizzative Orientamento strategico e organizzazione della scuola 1507, 70,1 % dei casi;

Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane 1506, 73,8 % dei casi oggetto di autovalutazione;

Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie 1504, 65,2 % dei casi.

Come è stato percepito il percorso di autovalutazione

Il rapporto tiene conto, anche, del percorso di autovalutazione. Ma come viene percepito?

• Il Dirigente scolastico/Coordinatore riconosce il collegamento con il Piano di miglioramento e il PTOF, meno con la rendicontazione sociale.

• Il collegamento strategico con il PTOF e con la rendicontazione sociale è percepito soprattutto dai Dirigenti/Coordinatori delle scuole con più ordinamenti, mentre quello con il piano di miglioramento non denota differenze tra tipi di scuole dell’infanzia diversi.

• I Dirigenti scolastici/Coordinatori riconoscono l’utilità dei diversi aspetti del RAV Infanzia (descrittori essenziali, spazi aperti, domande guida), esprimendo un maggior apprezzamento per quanto riguarda l’utilità delle domande guida.

• La maggior parte delle scuole dell’infanzia riconosce la coerenza del RAV con l’organizzazione della scuola dell’infanzia, con un’incidenza positiva superiore delle scuole pluri-ordinamentali, rispetto a quelle monoordinamentali o dell’infanzia con nido.

C’è soddisfazione nelle scuole coinvolte? E perché?

La soddisfazione dei Dirigenti scolastici e dei Coordinatori della scuola dell’Infanzia può, in generale, considerarsi, discreta:

• Su una scala da 1 a 10, i Dirigenti scolastici/Coordinatori, esprimono una soddisfazione generale rispetto al RAV Infanzia media pari a 7,4. Anche per tipo di scuola, la soddisfazione media è uguale o superiore a 7.

• La guida all’autovalutazione RAV Infanzia cartacea è lo strumento che riscontra una soddisfazione media più elevata e una convergenza tra scuole di tipo diverso, confermando l’utilità soprattutto formativa della sua funzione rispetto al processo di autovalutazione.

• Sempre positiva, ma minore è la soddisfazione media delle scuole dell’infanzia nei confronti degli strumenti più informativi come le faq o i tutorial.

Quali prospettive?

• Dall’analisi dei dati del questionario finale, emerge una visione positiva rispetto all’integrazione del RAV Infanzia con il RAV per gli altri ordini di scuola, nell’ottica di valorizzare la realtà della scuola dell’infanzia.

• Per contro, si denota una richiesta di supporto da parte delle scuole dell’infanzia non pluri-ordinamentali, come ad es. le scuole comunali, ed emerge la necessità di una maggiore aderenza alla loro realtà, in particolare per quanto riguarda le pratiche organizzative e gestionali.

• Ulteriore aspetto sul quale concentrare l’attenzione è la formazione e i percorsi di accompagnamento delle scuole dell’infanzia nel processo autovalutativo, dedicati per tipo di scuola e in risposta a bisogni diversi.

Principali risultati

• Lista scuole infanzia in costante aggiornamento e miglioramento qualitativo, grazie alla prima indagine campionaria nazionale nel settore infanzia.

• Alta partecipazione anche rispetto alla compilazione del RAV Infanzia digitale, non scontata

• No prove INVALSI nell’infanzia, la misurazione in questo ambito è molto delicata, importante la percezione dei docenti sullo sviluppo dei bambini (unico questionario docenti nell’SNV)

• Pratiche educative e didattiche per la prima volta analizzate a livello nazionale

• DS/Coordinatori e docenti non sempre con parere simile sugli esiti e necessità di promuovere formazione e collegialità nella fase di lettura dei dati durante l’autovalutazione.

• Sviluppo e Apprendimento e Benessere le aree più scelte come priorità dalle scuole, con accentuazioni diverse a seconda del tipo di scuola

• Formazione docenti, finora svolta relativamente da poche scuole, è argomento chiave nelle scelte sugli obiettivi di processo

• Professionalità docente si sposta da aspetti di cura a una riflessione a tutto tondo su benessere, coinvolgimento, sviluppo e apprendimento dei bambini

• Gradimento delle scuole molto elevato su alcuni aspetti del RAV Infanzia, come le domande guida per la riflessione sulla qualità del servizio

• Confronto fra autovalutazioni delle scuole (generalmente positive) e dati del gruppo di riferimento sugli esiti (con qualche criticità) apre piste di approfondimento sulla formazione all’autovalutazione e una riflessione sistemica verso l’autovalutazione esterna.

Conclusioni

• Il RAV Infanzia è strumento di riflessione e confronto nella comunità scolastica

• Con dati nazionali di riferimento per l’autovalutazione

• Con un’infrastruttura creata ad hoc per l’infanzia

• Proiettato verso il miglioramento

• Nel rapporto completo, tutti i dati della sperimentazione

Video della presentazione

Infografiche

Rapporto_RAV_Infanzia

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