Scuola in estate non scelta obbligata o ripiego ma chance per risanare mente e cuore dei giovani

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Giuliana Ammannati Pedagogista clinico ANPEC – Dare ai ragazzi la possibilità di frequentare la scuola in estate, offrire loro uno spazio costruttivo, nel quale sentirsi accolti, è una scelta educativa buona e intelligente. In questo difficile periodo segnato dalla pandemia, da ansia, angoscia ,sofferenze personali, dubbi sul futuro della propria esistenza, avere punti di riferimento culturali é fondamentale.

Bisogna ripartire dalla realtà, dalla evidenza del persistente malessere giovanile; dei disagi che spesso essi avvertono; delle tante fragilità, dovute sia alla crescita individuale che alla insicurezza, nella formazione scolastica e, anche, nella risposta consona di sé da dare agli altri.

Sarebbe opportuno ripartire dalla motivazione, che bisogna stimolare in loro, e non dare niente per scontato.

Spiegare, quindi, anche il senso (che molti hanno perso) dell’andare a scuola, in modo che torni ad essere non un dovere forzato, ma una priorità e un piacere legato alla scoperta conoscitiva e al fare un ottimo investimento per la propria vita.

Non una scelta obbligata, dunque, o un ripiego, ma una chance, una opportunità per amore di conoscenza.

Occorre avere, altresì la consapevolezza che, adesso, é necessario favorire al massimo l’interazione sociale, sulla base di regole precise da condividere, quali il rispetto di sé e degli altri, del ruoli nei gruppi – classe, della dignità del pari valore di ogni persona.

Il giusto rapporto con la realtà di riferimento e le sane interazioni umane impediscono, infatti, la fuga in mondi paralleli e virtuali , che generano dissociazione, chiusura, isolamento dagli altri e dipendenza psicologica dal cellulare.

Molti ragazzi, da noi intervistati, pensano che, oltre le medie, della scuola non c`é bisogno perché :« tanto trovi tutto su internet…»

Quindi non hanno capito la finalità della scuola, la funzionalità degli insegnamenti, delle dinamiche relazionali, dei linguaggi, né della loro formazione personale.

Promuovere cultura significa risanare gli ambienti educativi e sociali, risanare la mente e il cuore dei giovani.

Significa appassionarli al vivere, alla scoperta della loro creatività, del loro essere persone capaci di mettere a frutto innumerevoli talenti e risorse.

Per questo sarà importante, nei prossimi mesi, prediligere l’oralità e lo sviluppo della intelligenza emotiva, con la lettura, il dialogo, il teatro, il cinema, la musica, lo sport, ecc…

In pratica, tutte quelle attività in cui la persona diventa protagonista, collabora, interagisce attivamente e si sente utile. Partecipa, esplora le sue capacità, impara a conoscersi, a gestire le proprie emozioni, e ha modo, anche dai piccoli successi, di formare o rinsaldare la propria autostima.

Pertanto qualsiasi attività ludica, di apprendimento, di progetto o servizio al territorio, che la scuola offre non può mai essere slegata dalla attenta e mirata riflessione e azione pedagogica -educativa; per non svilire il luogo istituzionale, la formazione degli studenti e l`essenza stessa della nostra scuola.

Scuole aperte d’estate, solo recuperi di socialità: per gli apprendimenti la DaD è stata sufficiente [ESITO SONDAGGIO]

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