Scuola: gravi le dichiarazioni di Monti a “Che tempo che fa”

di
ipsef

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL – Le dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio alla trasmissione televisiva "Che tempo che fa" sono gravissime perché offendono la scuola pubblica e gli insegnanti.

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL – Le dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio alla trasmissione televisiva "Che tempo che fa" sono gravissime perché offendono la scuola pubblica e gli insegnanti.

Confermano il carattere autoritario e liberista del Governo Monti, espressione dei banchieri e dei poteri forti, che intende privatizzare l’istruzione pubblica.

Il presidente del Consiglio non sa di cosa parla.

L’aumento dell’orario di lavoro a parità di salario era di 6 ore e non di 2, violava il contratto nazionale e non riconosceva le altre ore funzionali all’insegnamento. Si confonde l’orario di funzionamento delle scuole con quello di lezione frontale e, peraltro, senza alcuna attenzione al rapporto tra qualità della didattica e orario. Per queste ragioni il Parlamento ha cancellato quella norma con un emendamento.

Se qualcuno ha in testa di riproporre il tema dell’aumento dell’orario sappia che la FLC CGIL non è disponibile ad aprire alcuna discussione se non nell’ambito del rinnovo del contratto nazionale.

I veri conservatori sono Monti e Profumo che non hanno alcun progetto di innovazione della scuola pubblica italiana e stanno continuando sulla stessa linea di tagli del precedente Governo.

Sono lontani anni luce dai problemi veri dell’Italia e stanno portando il sistema d’istruzione al fallimento sociale. Alla disperazione delle nuove generazioni, vittime delle loro politiche di austerità, non offrono alcuna risposta. Ma non ci fanno paura perché siamo riusciti a realizzare con gli studenti una forte unità che saprà ricostruire una scuola migliore e aperta a tutti. Continueremo a rivendicare più salario, più diritti e più qualità del lavoro rinnovando il contratto.

Non arretreremo nella richiesta di stabilizzare i precari, cancellare le norme odiose sugli inidonei e rivedere le norme sulle pensioni.

Il 24 Novembre è stata un’ulteriore tappa della mobilitazione che continuerà per sconfiggere i conservatori che vogliono affermare le logiche aziendali anche nella scuola pubblica mentre fanno di tutto per garantire i privilegi delle private.

In tutte le scuole resteranno in piedi tutte le azioni di lotta decise nelle settimane scorse.

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