Meno fondi per l’istruzione: tutta “colpa” del calo delle nascite. Lo prevede il DEF 2023

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Nessuna novità eclatante in tema di scuola dal Documento di programmazione economica e finanziaria approvato dal governo. Per la scuola non ci sono fondi aggiuntivi, anzi, previsti minori esborsi visto il progressivo calo delle nascite e, quindi, della quota di popolazione in età scolare.

Partendo da un livello del 3,6% del PIL nel 2027, si osserva un andamento stabile dell’indice di spesa nei primi anni, seguito da una leggera diminuzione tra il 2030 e il 2040. Questa riduzione è dovuta al calo degli studenti, come conseguenza delle dinamiche demografiche.

Tuttavia, tra il 2040 e il 2055, l’indice di spesa evidenzia una lieve crescita di circa lo 0,2% del PIL, che si riassorbe successivamente. Al 2070, la spesa in proporzione al PIL si stabilizza a un valore pari al 3,4%.

Per il governo, però, scuola e università sono due asset essenziali e complementari della stessa strategia, che è quella di riportare la conoscenza e il merito al centro della crescita del Paese.

DEF 2023 [PDF]

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