Scuola e temi sensibili: Miur riconosce consenso informato dei genitori

di redazione
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Comunicato – “Una vittoria storica per i diritti dei genitori italiani”.

Saluta così Chiara Iannarelli – Vicepresidente di Articolo 26 – la nota diffusa dal MIUR con cui è stato ufficialmente prescritto l’obbligo per le scuole di esonerare gli alunni dai progetti scolastici che non fanno parte delle discipline obbligatorie e per i quali i genitori non esprimono il proprio consenso informato.

Dopo quattro anni di segnalazioni e proteste da parte di migliaia di famiglie ed il lavoro incessante di molte associazioni di genitori, che fin nelle ultime settimane si sono interfacciate con Viale Trastevere, il Ministero – dopo parziali riconoscimenti nel passato – ha finalmente ribadito che la libertà di educazione dei genitori deve essere un diritto involabile anche nel nostro paese.

“Da oggi, in particolare per quei temi più delicati e sensibili, legati alle scelte educative delle famiglie – come affettività, sessualità, educazione “di genere” e molti altri – che in questi ultimi anni hanno messo a rischio il già delicato rapporto scuola- famiglia, i genitori non potranno più veder loro imposti progetti non condivisi, spesso senza alcuna informazione, e che per i loro contenuti sono invece da sottoporre alle scelte educative delle singole famiglie, anche se svolti nel normale orario scolastico.

Non si tratta di indebite ingerenze nella didattica quindi – continua Iannarelli – ma si è lavorato insieme per una sana corresponsabilità educativa nel rispetto degli specifici ruoli di scuola e famiglia, a beneficio di tutti gli attori coinvolti”.

In base alla Circolare Ministeriale, inoltre, le scuole dovranno tener contro dei pareri e delle proposte delle associazioni dei genitori nella predisposizione dell’offerta formativa.

“Articolo 26 – conclude Iannarelli – che è stata in prima linea in questa battaglia di civiltà ed è da poco entrata a far parte dell’Associazione Europea dei Genitori (EPA), continuerà a incoraggiare il ruolo educativo dei genitori e a diffondere l’associazionismo italiano nella scuola, nello stesso modo in cui è diffuso in altri Stati, dove il primato educativo della famiglia, la libertà educativa ed il pluralismo formativo sono riconosciuti come valori fondanti della società laica e democratica.

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