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Scuola e ore eccedenti l’orario di lavoro: influiscono sul calcolo della pensione?

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Le ore eccedenti vengono utilizzate per i contributi versati e vanno ad incidere sul calcolo della pensione.

Le ore eccedenti, a differenza di quelle aggiuntive, sono retribuite dal Tesoro e proprio per questo coperte da contribuzione che potrebbe comportare un aumento dell’assegno previdenziale. Ma facciamo attenzione, non sempre a parità di anni di contributi spetta la stessa pensione. Cerchiamo di chiarire rispondendo alla domanda di un nostro lettore che ci chiede:

Buondi, Vi scrivo perche’ sin’ora non sono riuscito ad avere chiarezza, neppure da chi avrebbe dovuto darmela (CSA, INPS, PATRONATO). Dal 1 settembre 2021 sono in pensione, dopo 37 anni di servizio e 42 e 8 mesi di contributi. Ho svolto dal 2000 al 2012 ore eccedenti( dalle 2 alle 5 h), per la cattedra AO60 (Scienze naturali nei licei scientifici), con retribuzione al 31 agosto e nel 2017 sino a giugno. Ebbene, il mio importo della pensione e’ lo stesso di coloro che invece non hanno mai effettuato ore eccedenti. Temo per il TFS e che ci sia stato un errore nel calcolo. Dopo una vita lavorativa credo sia giusto avere equita’ e giustizia. Vi ringrazio anticipatamente.

Importo pensione e ore eccedenti

Due assegni previdenziali possono essere messi a confronto solo se i due pensionati hanno svolto lo stesso numero di anni di lavoro a servizio dello stesso, identico, datore di lavoro, svolgendo la stessa mansione e accedendo alla pensione alla stessa età.

In tutti gli altri casi un confronto tra l’importo di due pensioni è inutile. Il calcolo dell’assegno previdenziale, infatti, si basa sulle retribuzioni dell’intera vita lavorativa su cui sono stati calcolati i contributi versati (una docente scuola infanzia a parità di contributi versati non avrà la stessa pensione di un docente di scuola superiore).

Ma anche a parità di contributi versati calcolati su retribuzioni erogate dallo stesso datore di lavoro identiche, se due lavoratori accedono alla pensione uno a 60 e uno a 61 anni, l’importo della pensione sarà diverso. Anche accedendo alla pensione con la stessa età, poi, l’importo potrebbe essere diverso in base all’anno di accesso e dai coefficienti di trasformazione applicati (che ricordiamo variano ogni biennio per adeguarsi alla speranza di vita ISTAT).

Il confronto che lei fa, quindi, tra la sua pensione e quella di altri colleghi che non hanno svolto ore aggiuntive non ha un fondamento: magari lei è andato in pensione ad un’età più giovane vedendosi applicare, quindi, un coefficiente di trasformazione meno favorevole rispetto ai suoi colleghi di cui parla e, proprio in virtù delle ore eccedenti, si è visto erogare una pensione simile e non più bassa.

Le variabili tra due pensioni possono essere talmente tante che un confronto non è quasi mai possibile tra due trattamenti previdenziali. Per questo motivo quello che le consiglio è di guardare l’estratto conto contributivo per capire se le ore eccedenti che ha svolto sono state considerate nell’accredito dei contributi (le settimane al diritto e quelle alla misura coincidono? gli anni in cui ha fatto ore eccedenti riportano contributi maggiori) e guardare se le retribuzioni su cui sono stati calcolati i contributi coincidono a quelle da lei realmente percepite (comprensive di ore eccedenti).

Per quanto riguarda, invece, il TFS le ore aggiuntive andranno ad aumentarne l’importo solo se contenute anche nell’ultimo anno di retribuzioni precedente il pensionamento.

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