Scuola e futuro. Alcune indicazioni operative di come anticiparlo

Stampa

Scuola e futuro, un binomio naturale. L’istituzione deve fare prove tecniche di futuro. La Dad o Did consentono di fare questo rodaggio. Per il docente il lavoro diventa più complesso, ma sicuramente più gratificante, in quanto risponde al suo profilo professionale fortemente aperto all’oltre.

Scuola e futuro un binomio confermato in questo periodo

Scuola e futuro. l’istituzione scolastica è per sua natura esposta al futuro. Tratta la formazione che è un processo che apre alla prospettiva. Non a caso si parla di formazione continua e permanente. Ci voleva la pandemia per far scoprire il ruolo della scuola. Dietro l’impegno  di aprire le scuole  è possibile individuare questa esigenza di trattenere  il futuro nell’orizzonte esistenziale. In prospettiva è di vitale importanza l’impegno di mettere in sicurezza le scuole e la sanità, investendo risorse. Non a caso il Recovery fun si caratterizza per la sua apertura al futuro (Next Generation edu).

L’emergenza sanitaria ha costretto l’istituzione scolastica a dare piena cittadinanza al digitale. Terminata l’epidemia -speriamo presto- la didattica in presenza e quella online dovranno trovare un punto di sintesi, elaborando un modello blended learning  accettabile per il sistema scolastico. La Did (Didattica integrata digitale).

La necessità di anticipare didatticamente il futuro. La ricerca attiva e critica nel Web

Fatta questa premessa, occorre dire che il futuro non è una dimensione che da attendere, sperando che la sua configurazione sia corrispondente alle nostre aspettative. E’ necessario anticiparlo fin d’ora, fare prove tecniche di prospettiva nella didattica di oggi, consapevoli però che la storia ha le sue gambe, non si lascia imbrigliare dall’uomo. Seneca esortava a non imparare per la scuola, ma per la vita. La prospettiva del filosofo romano, oggi si declina in sei abilità fondamentali (World Economic Forum). Una di queste rimanda all’ Alfabetizzazione tecnologica: capacità di usare e creare contenuti fondati sulla tecnologia (incluso il reperire e condividere informazioni) e di interagire con altre persone tramite le TIC.

Occorrerà fare i conti con questa prospettiva. Sarà inevitabile una maggiore interazione tra il reale e il virtuale. Il filosofo L.Floridi è ancora più drastico, ipotizzando un abbattimento tra le due dimensioni (Onlife).
La Dad e/o Did rappresentano una grande opportunità per la scuola di sperimentare, verificare quanto sia concreta la prospettiva di una realtà aumentata, offerta dalla possibilità di lavorare con applicazioni duttili e flessibili. Queste due caratteristiche rappresentano, appunto un valore aggiunto alla rigidità di molte situazioni concrete e tradizionali.
Il lavoro condiviso sull’informazione (il nuovo oro 2.0) anticipa il futuro. Il profilo grezzo dell’informazione  diviene conoscenza,  incidendo sui processi cognitivi profondi solo se condivisa anche in ambienti (Meet, Zoom…) e opportunità virtuali.

Dividendo il gruppo classe  in sottogruppi di cinque-sei allievi/studenti è possibile proporre loro ricerche su argomenti, attraverso l’utilizzo dei motori di ricerca. In questa prima fase si può fare molto sul versante di un lavoro consapevole e critico, attraverso il reperimento delle informazioni e la loro selezione. Quest’ultima operazione deve passare attraverso una loro valutazione che rimanda alle sotto-fasi dell’accuratezza, autorevolezza, attualità, copertura, obiettività e rilevanza. La prima deve portare a un controllo sulla visibilità dell’informazione in altri siti e individuare il grado di oggettività dell’informazione (assenza di pregiudizi o fini personali dell’autore). La fase successiva richiede  la ricerca nel sito indagato o nel Web  di indizi sulla reputazione dell’autore (titoli scientifici e accademici). Dall’esito di questa ricerca si possono avere informazioni su altri aspetti del profilo dell’autore. Se è un accademico, un ricercatore, un professore il grado di obiettività è probabilmente alto, come la capacità di articolare il  pensiero e quindi renderlo completo rispetto all’obiettivo. Infine il profilo dell’autore fornisce  delle informazioni sul grado di appropriatezza del contenuto, riferite a un particolare pubblico.

Si prosegue con le mappe e gli schemi dinamici

Dopo questa fase si arriva attraverso un confronto  alla selezione ed elaborazione di  mappe   e schemi(= mappe più leggere prive di parole-legame). A differenza di quelle statiche, chiuse e realizzate da altri presenti nei libri di testo, le rappresentazioni concettuali prodotte con software  gratuiti e presenti in servizi online,  consentono di creare delle immagini conoscitive dinamiche, aperte a ulteriori integrazioni o rivisitazioni. Del resto questa è la natura della nostra conoscenza: mai conclusa, sempre aperta a destrutturazioni e ristrutturazioni.  Questo lavoro assume le caratteristiche di profondità se si realizza attraverso un confronto, una collaborazione online. Non ultimo elemento da considerare la piena aderenza del lavoro con la rete concettuale dei ragazzi.

Le mappe e gli schemi ben strutturati secondo modelli (Novak-Gowin) che esaltano la presenza dei soli concetti negli ovali o rettangoli, favoriscono la generazione di un  testo online sempre condiviso e strutturato per paragrafi. Ognuno dei quali fa riferimento a una particolare idea presente nella rappresentazione concettuale . Nulla impedisce di invertire l’ordine: dal testo alla mappa o schema e di svolgere il lavoro anche oralmente ( si pensi alla presentazione di un lavoro per superare un esame o un’interrogazione).

L’apertura delle rappresentazioni concettuali al testo scritto, ma anche orale,  evidenza  la centralità delle parole e dei discorsi prodotti socialmente. Solo questi nella loro articolazione garantiscono lo  sviluppo del pensiero critico (Vygotskij)

Siamo ben lontani dalla pratica diffusa del copia/incolla di testi presenti nel Web, che favorisce il regresso cognitivo, culturale e sociale (Spitzer, Carr, Casati).
Solo attuando questa circolarità (rappresentazione concettuale/testo e viceversa)  è possibile acquisire la metacompetenza dell’imparare ad imparare (Novak-Gowin 1978) formando le teste più che a riempirle (E. Morin), in un contesto sempre sociale. Sicuramente diverso da quello fisico, ma con le caratteristiche di poter rappresentare un valore aggiunto al lavoro tradizionale.

Stampa

Graduatorie terza fascia ATA: incrementa il punteggio con le offerte Mnemosine, Ente accreditato Miur