Scuola didattica o dirigente? Lettera

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Inviato da Francesco Polopoli – Sempre più il corpo docente lamenta prevaricazioni dirigenziali: eppure si lascia che si sia indebolito all’interno della scuola, che dovrebbe essere «Magistra vitae» per tutta la Comunità.

Di fatto non fa specie quanto succede ogni giorno, soprattutto se si pensa che la visione manageriale è di gran lunga superiore rispetto al resto: l’economia fa cassa ed incasso, lo abbiamo capito tutto, oramai, la formazione viene dopo, purtroppo! Siamo sottopagati apposta! Rimpiangiamo i tempi in cui il Ds era «primus inter pares»: allora sì che la cultura era interesse comune per dare lustro al territorio.

Ora la realtà è completamente diversa: dirigenti che fanno i «principes inter servos» e gli insegnanti? Sottoposti ai venti più contrari tra studenti, famiglie, presidi, cui dar conto, come si fa in questura.

Qualche boccata d’ossigeno sono i sindacati con cui condividere le proprie ragioni e i tribunali con sentenze per quanti pervicacemente reclamano la propria libertà d’insegnamento. Che dire!?

Se restiamo contenuti di fronte ai «fortiores» facciamo capitolare i contenuti, quelli più veri! Pertanto è una questione di senso, che non solo è una direzione ma anche un valore: il collegio è sovrano e non può intronizzare alcuno, ricordiamocelo!

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