Scuola d’estate e valutazione studenti: il Ministero suggerisce l’insegnamento personalizzato e compensativo

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Da giugno a settembre attività di rinforzo e recupero socialità: è questo il programma per il piano estate 2021. In totale oltre 500milioni di euro, di cui 320 dal Pon e per il quale è possibile partecipare entro il 21 maggio. Ma come valutare gli studenti che parteciperanno alle attività estive, in considerazione del difficile anno scolastico che volge al termine?

Il ministero dedica ampia parte a questo aspetto nella circolare 643 del 27 aprile.

Uno dei temi in maggiore evidenza, dopo un anno e più di pandemia, è quello del gap che si è venuto a creare tra i livelli di apprendimento teoricamente definiti per lo scorso e per il presente anno scolastico e quanto effettivamente appreso (e mantenuto) dagli studenti.

Un gap – spiega il ministero -si è certamente creato, per quanti sforzi si siano fatti con la didattica a distanza. Tale divario è
diverso da alunno ad alunno, da situazione a situazione.

Ecco che in quest’ottica, “misurare” in modo standardizzato i risultati di apprendimento può fornire un indicatore, della cui fragilità occorre essere consapevoli.

Perché “ciò che si può vedere, e magari misurare, è molto meno rilevante di ciò che è nascosto sotto la superficie”.

Nella nota si suggerisce pertanto di dialogare con i ragazzi, scartando modalità standardizzate o schematiche. Mai come in questo caso la personalizzazione dell’insegnamento è fondamentale e questa chiede di conoscerli.

Un secondo elemento che il ministero considera è che i ragazzi hanno imparato altre cose, durante questa pandemia, e che per poter costruire un insegnamento efficace occorre sapere quali sono queste altre cose e come possono essere utili per gli
apprendimenti formali. L’apprendimento non consegue necessariamente da un insegnamento formale. E si cita un famoso verso di John Lennon: “la vita è ciò che ci accade mentre facciamo altro”.

La scuola ha il compito di ricollegare apprendimenti informali (“sparsi” e a volte inconsapevoli) degli alunni, in questo periodo di pandemia, con quelli formali.

I mesi di giugno e settembre, in particolare, potranno consentire di consolidare in modo compensativo apprendimenti formali. Questo suggerisce, in un tempo permeato di emozioni e sentimenti contrastanti, di favorire ancor più la comprensione della connessione fra l’oggetto dello studio e la realtà. La scuola sa bene che, per essere effettivo, l’apprendimento deve essere significativo per colui che apprende. Se non significa nulla, se non si collega alla persona e al suo
essere e sentire, verrà presto accantonato e dimenticato.

Gli apprendimenti formali, indica il Mi, oltre che in ottica compensativa, vanno considerati in ottica evolutiva e dialogica, di servizio rispetto a ciò che gli alunni sono ora, che non è come erano un anno fa e certamente non come sarebbero stati se la pandemia non si fosse presentata.

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