Scuola chiede etnia iscritti. USR Veneto, viola privacy

di redazione
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“Nelle scorse ore è stato obiettato all’Istituto Comprensivo l’utilizzo di un modulo di iscrizione (peraltro destinato ad un uso interno e saltuario, essendo la regola l’iscrizione on-line) nel quale la richiesta di alcune informazioni di dettaglio potrebbe essere fraintesa come avente carattere discriminatorio”.

Lo si legge stamane nell’homepage dell’istituto in relazione al modulo di iscrizione che chiede ai genitori l’etnia degli studenti. La precisazione è firmata del dirigente dell’istituto.

“A scanso di ogni equivoco, va ribadito che l’operato dell’Istituto e di tutti coloro che vi lavorano è teso a tutelare l’interesse di ogni alunna e di ogni alunno – prosegue il testo -, la sua crescita umana e culturale, nel rispetto e nella valorizzazione di ogni caratteristica personale. A questo fine vengono raccolti dati personali, anche sensibili, trattati sempre nella dovuta riservatezza”. “I valori inclusivi sono e debbono essere a fondamento dell’azione di questa come di ogni altra scuola appartenente al sistema scolastico nazionale: lo prevede la nostra Costituzione e la nostra identità europea – conclude -. Gli atteggiamenti discriminatori vanno cercati lontani dalla scuola, che ogni giorno affronta sfide grandissime in condizioni di costante ristrettezza di risorse economiche ed umane”.

Sulla questione è intervenuta Augusta Celada, direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto:”Probabilmente il modulo non è in linea con le disposizioni in materia di riservatezza, ed è anche poco efficace: i bisogni educativi si affrontano in classe con strumenti di natura pedagogica, non con atti amministrativi”.

“Il dirigente scolastico si renderà conto che si tratta di un’iniziativa inopportuna, sempre che sia farina del suo sacco e non di qualche segreteria un po’ troppo zelante – rileva Celada -. Le scuole sono autonome e i loro atti sono definitivi, ma se il dirigente ci chiederà una valutazione siamo a sua disposizione. La vicenda non presenta una rilevanza disciplinare, forse una violazione della privacy di cui eventualmente dovrà rispondere il dirigente scolastico”

“E’ anticostituzionale, contro tutte le normative europee e contro il diritto dell’uomo”, ha affermato Davide Casadio, vicentino, presidente della Federazione Rom e Sinti insieme in relazione al modulo per l’iscrizione scolastica redatto da un istituto scolastico di Fossò (Venezia).

“È pura discriminazione, sono le forme di razzismo che si usano per identificare le persone a livello di istruzione – aggiunge -. Queste cose devono essere denunciate, alla luce di quello che sta succedendo in Italia. Oltre al resto ci si mettono anche le scuole a fare le distinzioni come negli anni ’70, quando mettevano tutti i bambini rom e sinti nelle scuole per loro. Queste distinzioni non ci devono più essere”

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