“La Scuola che non c’è”: Inidonei/Precari/Soprannumerari/

Di Lalla
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Cobas – All’interno della vasta e complessa problematica della scuola pubblica italiana, se ne inserisce una, quella della Scuola che non c’è, la scuola sommersa, quella di cui non ci si occupa perché marginale, sconosciuta e quasi invisibile ai più.

Cobas – All’interno della vasta e complessa problematica della scuola pubblica italiana, se ne inserisce una, quella della Scuola che non c’è, la scuola sommersa, quella di cui non ci si occupa perché marginale, sconosciuta e quasi invisibile ai più.

E’ composta da parti di categoria diverse tra loro, ma in realtà coinvolte da uno stesso progetto e cioè impoverire la scuola pubblica statale, immiserendola nella componente docente e ATA e nelle risorse. Ciò pone simbolicamente tale personale (inidonei, precari, soprannumerari) al centro del processo di dismissione del patrimonio pubblico statale, merce di scambio tra altre merci di scambio.

Inidonei – In questi ultimi anni si è potuto analizzare tale processo partendo da un punto di osservazione apparentemente marginale, ma in realtà emblematico: la vicenda dei docenti inidonei (3.500 docenti malati che avendo contratto malattie invalidanti non possono più rimanere in classe).

Con il passaggio da quella che possiamo chiamare la scuola del diritto (quella per intenderci che va dal 1974 al 1994, ovvero dai Decreti Delegati del 1974 al Testo Unico del 1994) alla scuola azienda, con il sistema scolastico integrato (dal 1997 al 2001- Autonomia scolastica- Legge di parità-Trasformazione del Titolo V della Costituzione), le leggi finanziarie che si sono susseguite hanno utilizzato in senso peggiorativo gli elementi normativi contenuti nelle disposizioni, con un’operazione che è sfociata in una vera e propria persecuzione nei confronti dei presunti ‘improduttivi’.

Dalla legge finanziaria 2003 (Legge n. 289. Art. 35, comma 5 “gli inidonei passano nei ruoli ATA o sono licenziati entro 5 anni), passando per quella del luglio 2011 (Legge n. 111/2011 domanda di passaggio nei ruoli ATA e/o successiva, obbligatoria, mobilità intercompartimentale con passaggio nei ruoli amministrativi dello stato), si è arrivati alla spending review (D.L. 95/2012, convertito nella L. 135/2012), che si è rivelato il peggior provvedimento sino ad oggi mai varato nei confronti dei docenti inidonei.

Con la spending si è tentato di attuare in via definitiva la ‘deportazione’ degli insegnanti malati nelle segreterie scolastiche (operazione che gli insegnanti ‘inidonei’ hanno infatti chiamato Aktion T4, dal nome dell’operazione con la quale i nazisti iniziarono l’internamento dei ‘malati’ (fisici e psichici) nelle “strutture protette”).

Il progetto è stato svelato grazie alla mobilitazione incessante dei Docenti Inidonei che, dal luglio 2011, si sono opposti decisamente al trasferimento nei profili ATA attraverso diffide, pubbliche denunce e mobilitazioni, che hanno bloccato il provvedimento, senza fermarsi neppure di fronte al peggiorativo testo di legge del governo Monti. I docenti, con le loro patologie e utilizzando le proprie ferie, sono rimasti in presidio permanente dal 23 luglio al 4 agosto ( tra Senato e Camera dei Deputati e uno di essi ha digiunato per 12 giorni ) per riprendere la mobilitazione il 24 agosto e continuarla sino a quando si è avuto, nei fatti, il congelamento del decreto interministeriale. Come dimostrano, però, gli interventi degli Uffici Scolastici Regionali o Territoriali o di singoli Dirigenti Scolastici, tale persecuzione non è terminata ed ancora oggi, nonostante il blocco della normativa, si cerca, di imperio, di spostare i docenti sui profili amministrativi o tecnici.

I Docenti Inidonei che, dai Decreti Delegati in poi, sono stati utilizzati su attività di supporto alle funzioni istituzionali della scuola (servizio di biblioteca e documentazione-organizzazione dei laboratori-supporti didattici ed educativi- attività relative al funzionamento degli organi collegiali e del progetto di istituto)

Chiedono

1) l’abrogazione dei commi 13-14-15 dell’Art. 14 della Legge 135/2012;
2) che il Docente Idoneo ad altri compiti rimanga nel ruolo posseduto dallo stesso secondo la professionalità acquisita e i propri titoli di studio;
3) che il docente idoneo ad altri compiti rimanga nella propria sede di titolarità e/o di servizio ( sede scelta proprio per motivi di salute e di opportunità);
4) che il Docente Idoneo ad altri compiti svolga compiti connessi al proprio ruolo e professionalità, così come previsto dalla normativa vigente;
5) che il Docente Idoneo ad altri compiti mantenga l’orario di servizio proprio del docente e le ferie proprie del docente;
6) il ripristino della dispensa dal servizio per coloro che volessero richiederla;
7) il ripristino della causa di servizio per i docenti, visto che il 99% delle inidoneità all’insegnamento sono dovute a causa di servizio.

La proposta degli Inidonei

I Docenti Inidonei hanno avanzato e presentato a politici, governo e partiti una concreta proposta per poter permanere sui posti oggi occupati, nelle scuole dove sono, ricoprendo il ruolo per il quale hanno studiato, si sono laureati, hanno superato concorsi, si sono specializzati, rispondendo nei fatti, persino alle raccomandazioni del Presidente del Consiglio, Senatore Mario Monti, il quale ha sostenuto che ad ogni cambiamento proposto doveva corrispondere il mantenimento delle cifra totale del risparmio previsto.
I docenti idonei ad altri compiti hanno individuato le somme necessarie per coprire il risparmio previsto. Tale proposta è stata trasformata anche in una specifica interrogazione parlamentare consegnata, durante le mobilitazioni svoltesi a Roma, ai senatori e onorevoli impegnati nella discussione del testo della revisione di spesa, prima, e della legge di stabilità, poi.
Pur se non possono più essere in classe per gravi motivi di salute, i colleghi e le colleghe inidonei continuano a prestare la propria esperienza professionale e culturale, ponendola al servizio della comunità scolastica, poiché la loro funzione è di supporto al Piano dell’Offerta Formativa ( POF), che è il documento centrale sul quale si fonda il patto formativo tra la scuola, gli studenti e le famiglie.
Poiché il Governo ha indicato in circa 100 milioni di euro il risparmio determinato dall’operazione di revisione di spesa, i Docenti Inidonei hanno individuato delle possibili alternative. Utilizzando, infatti, le cifre stanziate per lo svolgimento di funzioni di supporto al piano dell’offerta formativa ( ruolo che svolgono già molti fra gli Insegnanti Inidonei), che corrisponde a circa 140 milioni di euro, si riconoscerebbe la compatibilità tra la funzione da loro svolta e quella delle funzioni strumentali che ne hanno proprio una specificamente dedicata al supporto dell’Offerta Formativa.
Poiché l’intervento previsto pone problemi di legittimità, si parla di personale affetto da gravi patologie, dequalificato a causa della propria malattia ( spesso malattia professionale) che dal settimo/sesto livello viene declassato al quarto livello, con il concreto rischio che tale personale si trovi in immediata situazione di esubero, con successiva messa in disponibilità per due anni e conseguente licenziamento, si ritiene imprescindibile una netta presa di posizione da parte delle forze politiche che si apprestano a governare perché, anche attraverso tale proposta, si fermi l’applicazione di quanto previsto dalla L. n. 135/2012, utilizzando quindi le cifre derivanti dal finanziamento delle Funzioni Strumentali, finanziamento che servirebbe a risolvere non solo la questione dei Docenti Inidonei, ma anche degli insegnanti soprannumerari e appartenenti alle classi C555 e C999, salvando, quindi il personale precario ATA da un sicuro allontanamento dal lavoro e, contemporaneamente, la qualità e la funzionalità della scuola italiana.
La mobilitazione messa in atto dai docenti ‘Idonei ad altri compiti’, ha però contribuito a rivelare la vera posta in gioco nascosta dietro il tentativo del trasferimento ‘coatto’ : la definitiva espulsione dei precari amministrativi e tecnici (sostituiti dagli insegnanti malati e dagli insegnanti tecnico-pratici delle classi di concorso C999 e C555, provenienti dagli enti locali e soprannumerari). Non è un caso, infatti, che i posti a tempo indeterminato per amministrativi e tecnici sono stati ‘congelati’ e i precari costretti ad accettare nomine dei dirigenti scolastici fino ad avente diritto, perdendo, così, sia il ruolo che l’incarico annuale. Ma per inidonei, precari e soprannumerari non finisce qui, infatti, se da un lato le attuali condizioni di lavoro nella scuola rendono già difficile la gestione di gruppi classe sempre più numerosi e complessi, l’innalzamento dell’età pensionabile comporterà un aumento percentualmente significativo di “ inidoneità” all’insegnamento, fenomeno rispetto al quale la risposta dell’amministrazione è già pronta: i futuri docenti inidonei, sempre più numerosi per i motivi già esposti, occuperanno le segreterie. La stessa sorte toccherà ai soprannumerari (il cui numero è destinato ad aumentare, vista anche la recente proposta di ‘taglio’ dell’ultimo anno delle scuole superiori), i quali potranno essere spostati sugli attuali posti dei docenti ‘inidonei’, ricoprendo funzioni di supporto all’offerta formativa ( e/o ai ‘ servizi’ didattici) o saranno trasferiti a loro volta, come nel caso degli ITP ex enti locali, sui profili amministrativi e tecnici, con buona pace del personale precario che avrebbe avuto diritto all’immissione in ruolo. Il personale amministrativo e tecnico, come ribadito anche dalla sentenza della corte europea, in attuazione delle norme comunitarie in materia di assunzione a tempo indeterminato del personale precario, dopo i 36 mesi di lavoro, mentre invece verrà definitivamente estromesso dalla scuola.
Ciò però ha creato una saldatura tra gli spezzoni di categoria e sinergia di forze che ha permesso di unire le comuni rivendicazioni e piattaforme.

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TUTELE A FAVORE DEL PERSONALE ATA PRECARIO (ASSISTENTI AMMINISTRATIVI E ASSISTENTI TECNICI) E DEI DOCENTI PRECARI.
Convegno Cesp del 9 febbraio 2013 – Gruppo di lavoro ATA e docenti precari.

In attesa di un pronunciamento del MIUR in merito alla immissione nei ruoli dei profili di assistente tecnico ed amministrativo del personale ATA della scuola, circa 2200 precari storici per l’a.s. 2012/13 hanno visto sfumare la possibilità di poter firmare il contratto a tempo indeterminato, per effetto dell’articolo 7 del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla L. 135/12 – art. 14, commi 13-14-15 che prevede il transito sui posti vacanti e disponibili dei docenti dichiarati permanentemente inidonei all’insegnamento, ma idonei ad altri compiti e degli insegnanti tecnico pratici (ITP) ex Enti locali delle classi di concorso C555 e C999. Ma oltre alla mancata assunzione a tempo indeterminato, nell’anno scolastico in corso 1500 assistenti amministrativi (A.A.) e circa 700 assistenti tecnici (A.T.) hanno subìto una ulteriore penalizzazione rispetto agli altri profili del personale ATA in quanto, per le ragioni sopra esposte, il Ministero ha disposto il conferimento delle supplenze fino a nomina dell’avente diritto (art. 40, comma 9 della Legge 449/97) sui posti vacanti in Organico di diritto e di fatto, anziché assegnare incarichi annuali (31/8) o fino al termine delle attività didattiche (30/6) come per gli altri profili ATA. Conseguentemente ai Dirigenti Scolastici è stato dato incarico di individuare i supplenti dalle rispettive Graduatorie di Istituto di 1^ Fascia, determinando in tal modo innumerevoli sperequazioni tra gli “aventi diritto” delle Graduatorie Provinciali Permanenti; molti di questi, infatti, non sono stati nemmeno convocati, mentre invece ciò si è verificato per numerosi aspiranti delle Graduatorie di Istituto di 3^ Fascia. Ma se formalmente l’intero procedimento si è svolto nel rispetto della normativa vigente in materia di Reclutamento del personale ATA è innegabile che nei fatti i precari storici inseriti nelle Graduatorie Provinciali Permanenti sono stati danneggiati da ogni punto di vista, per il peggioramento del tipo di nomina avuto, per il punteggio non maturato per l’intero a.s. e nella conseguente riduzione del compenso economico, ma anche nella fruizione di permessi e assenze per malattia, molto più restrittivi rispetto agli incarichi annuali, ecc.

Prendendo atto della volontà da parte del ministero di cancellare i precari A.A. e A.T. attuando il transito dei docenti inidonei all’insegnamento perché malati su tutti i posti disponibili, dimostrando in tal modo la totale mancanza di rispetto dei diritti dei lavoratori di entrambe le categorie, oltre che la totale mancanza di conoscenza delle competenze richieste per lo svolgimento dell’attività amministrativa e tecnica nelle scuole, svelando così la strategia in base alla quale si vorrebbero utilizzare sui posti destinati al personale a.a. e a.t., tanto gli insegnanti soprannumerari (gli ITP ex Enti locali delle classi di concorso C 999 e C555) quanto tutti coloro che sono ‘malati’, mettendo in atto una vera e propria operazione di mobbing sociale.

Considerata l’inapplicabilità del procedimento amministrativo messo in atto dalle Istituzioni Scolastiche per il Reclutamento del personale docente ed ATA, ai sensi della Legge 190/2012 riguardante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” i precari della scuola denunciano l’impossibilità di controllare le posizioni degli aspiranti amministrativi e tecnici nelle Graduatorie per incarichi e supplenze attraverso l’uso dell’albo pretorio on- line. Ancora una volta le politiche di tagli, dimensionamenti, riduzione degli organici hanno avuto, infatti, pesanti ripercussioni sull’efficienza/efficacia del lavoro svolto nelle segreterie scolastiche che, a causa della sempre maggiore mole di lavoro da gestire, articolato in parte secondo la tradizionale gestione “cartacea” dei documenti ed in parte mediante l’utilizzo delle procedure informatizzate, fa sì che un gran numero di scuole non risultino in regola, ad esempio, con la pubblicità legale prevista dalla normativa vigente in materia di trasparenza.

Considerato inoltre che il ruolo di Assistente Tecnico ha subito negli anni una sostanziale trasformazione, in relazione alla continua innovazione tecnologica costantemente in atto, per effetto della quale i lavoratori sono costretti a sostenere autonomamente la formazione necessaria ad adeguare le proprie capacità di gestione, controllo e manutenzione dei laboratori, sembra evidente come le professionalità acquisite dai precari storici, che dispongono dei know-how necessari e che hanno adottato buone prassi sviluppandole anche attraverso esperienze dirette, debbano essere valorizzate, altrimenti si corre il rischio di azzerare tutta le conoscenze e le competenze finora maturate dopo anni di precariato.
Alla luce poi della sempre maggiore informatizzazione dell’amministrazione scolastica mediante l’uso del Sistema Informativo del MIUR (istanze on line, Albo on line, siti web, registri elettronici, iscrizioni on line, assenze e voti on line ecc…) e alla didattica in classe (LIM, proiettori, reti Lan, Ipad, tablet, notebook, ecc…) appare evidente come si renda necessario rivedere al rialzo l’assegnazione dei posti in organico degli a.a. e a.t.

Pertanto, gli assistenti amministrativi e tecnici, visto che l’azzeramento dei posti disponibili per le immissioni in ruolo dei precari storici del personale ATA risulta palesemente in contrasto con quanto previsto dal Decreto Legislativo 16/04/1994, n. 297, con il quale sono state istituite le Graduatorie Permanenti al fine di stabilizzare la posizione lavorativa dei precari inclusi ormai da diversi anni nelle suddette Graduatorie di cui all’art. 554; viste le procedure aperte dalla Commissione europea (proc. 2010/2045 e 2010/2124) nei confronti dello Stato italiano per la mancata attuazione della clausola 5 della direttiva UE 1999/70 (misure preventive e repressive per evitare il formarsi del precariato a seguito della reiterazione di contratti a termine); rilevato che sussiste anche la oggettiva perdita di chance e per tale si intende quella perdita attuale della possibilità di ottenere un futuro risultato utile, cioè una effettiva occasione favorevole di conseguire un determinato vantaggio economico e giuridico, qualificabile e quantificabile

CHIEDONO

– il reperimento delle cifre necessarie alla rimodulazione delle riduzioni di spesa ( di cui al comma 41, art. 1 della Legge 24 dicembre 2012 n. 228), così come previsto dalle specifiche proposte presentate dai docenti ‘inidonei’;

– il conseguente annullamento del provvedimento con il quale si prevede il passaggio coatto dei docenti inidonei sui profili tecnico/amministrativi.

Immissione in ruolo del personale amministrativo tecnico su tutti i posti disponibili ( in organico di diritto e di fatto) dopo due anni di servizio ( 180 giorni annui come per i docenti ) o, in subordine, applicazione dei parametri europei e diritto all’assunzione a tempo indeterminato entro i 36 mesi di incarico. In prima applicazione assunzione a tempo indeterminato del personale sui posti congelati per gli inidonei a partire dalle graduatorie ancora in vigore nell’anno scolastico 2012/13 e retrodatazione giuridica del ruolo per coloro che verranno assunti;
PROPONGONO

L’INTEGRAZIONE DEL D.M. DI AGGIORNAMENTO DELLA GRADUATORIA PERMANENTE DEL PERSONALE ATA TECNICO/AMMINISTRATIVO IN BASE AI SOTTOELENCATI PUNTI

aggiornamento della Graduatoria permanente del personale ATA di cui all’articolo 554 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, valida per l’immissione in ruolo e per l’assegnazione gli incarichi annuali e t.a.d. a salvaguardia delle posizioni esistenti. Il decreto istitutivo deve salvaguardare il riconoscimento giuridico del punteggio dei candidati inseriti nell’attuale graduatoria che non hanno ricevuto l’incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche, a causa dei tagli determinati dall’art 64 della L. 133/2008 (cosiddetta legge Gelmini/Tremonti ); graduatorie di circolo o di istituto: sostituzione delle 30 istituzioni scolastiche utili per l’inserimento nelle rispettive Graduatorie di Istituto di 1^ Fascia con i Distretti scolastici.
istituzione degli elenchi prioritari dei candidati inseriti nelle Graduatorie Provinciali Permanenti, su base distrettuale, per l’assegnazione delle supplenze da parte dei Dirigenti Scolastici con precedenza assoluta sugli aspiranti inseriti nelle Graduatorie di I, II e III Fascia di Istituto e riconoscimento giuridico del punteggio per il personale inserito nella graduatoria permanente che non è stato convocato a causa delle indicazioni contenute nella Nota Ministeriale del 30 agosto 2012 ( prot. n AOOODGPER 6340/bis) o che non è stato assunto in servizio con ritardo su posti vacanti e disponibili;
richiesta nota chiarimento prerogative contrattuali nomina avente diritto (art. 40, comma 9 della Legge 449/97) riguardanti assenze, permessi, malattia (computo e retribuzione delle stesse) poiché ogni istituzione scolastica applica la normativa in modo discrezionale e lo stesso Sistema Informativo del MIUR dà indicazioni differenti rispetto ai Software locali utilizzati dalle segreterie per la gestione delle assenze.
Per i profili degli assistenti tecnici: revisione delle tabelle di corrispondenza dei titoli di studio che danno accesso alle specifiche aree, prevedendo la valutazione oltre che del Diploma anche di titoli di studio di grado superiore maggiormente qualificanti;
Blocco triennale della mobilità dei neo immessi in ruolo da un’area all’altra dei profili di a.t. a tutela dei precari che pur avendo un punteggio maggiore si sono visti scavalcare nella nomina in ruolo a causa dei tagli degli organici e della mobilità A-B da chi con minor punteggio è risultato destinatario di un contratto a tempo indeterminato su un’area con un numero maggiore di posti disponibili. Ciò si è verificato per la prima volta per effetto della C.M. 73 del 10 agosto 2011, hanno permesso che, sulla “graduatoria unica” divisa per aree degli assistenti tecnici (tutte le aree in ordine di punteggio per titoli e servizio svolto) si immettesse in ruolo il personale in ragione dei posti vacanti effettivamente disponibili. Non c’era mai stato un precedente del genere ed è stato un grave illecito, perpetrato ai danni dei precari con maggior anzianità di servizio.

Per tutte le ragioni sopra esposte e vista l’imminente pubblicazione dell’O.M. di aggiornamento delle Graduatorie Provinciali Permanenti del personale ATA si chiede con la massima urgenza un incontro con i funzionari del MIUR.

Docenti Inidonei/Precari/Soprannumerari

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