Scuola “centro civico del quartiere, del paese, piuttosto che della città”

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"Nel futuro – ha spiegato Francesco Profuno, a Radio Uno, intervistato da ‘Prima di tutto‘ – credo che debba essere diverso, debba esserci una scuola aperta: una scuola in cui l’aula e il laboratorio coincide, una scuola in cui ci siano modalità diverse anche di insegnamento e di apprendimento da parte degli allievi".

"Nel futuro – ha spiegato Francesco Profuno, a Radio Uno, intervistato da ‘Prima di tutto‘ – credo che debba essere diverso, debba esserci una scuola aperta: una scuola in cui l’aula e il laboratorio coincide, una scuola in cui ci siano modalità diverse anche di insegnamento e di apprendimento da parte degli allievi".

"Oggi, – ha continuato – credo che circa il 20% delle competenze i nostri studenti le acquisiscano a scuola, le altre hanno input di tipo diverso. La scuola deve diventare il centro civico del quartiere piuttosto che del paese piuttosto che della città: una scola aperta con una stretta relazione con il territorio che non è aperta solo per 6/7 ore ma che diventa anche un luogo in cui i cittadini si ritrovano con attività di tipo culturale"

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