Scuola carcere Rebibbia, SGB: passerella Fedeli non copre fallimento CIPIA!

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comunicato Sindacato Generale di Base (SGB) – Dall’asilo all’Università, la scuola a Rebibbia è fatta da decine di docenti e centinaia di studenti che ogni giorno si conquistano uno spazio di libertà per scoprire che la vita può essere altro dal degrado, dallo sfruttamento e dall’ingiustizia.

La cultura e l’educazione come prima “arma” della Costituzione per combattere  soprusi e violenza: è questo il senso più profondo della scuola in carcere.

Non è facile lavorare reclusi. L’insegnamento, arte cosi delicata, in carcere può segnarti la vita, l’animo più profondo.

In questi ultimi anni gli ostacoli maggiori, però, sono stati posti dalle istituzioni a chi ogni giorno realizza i compiti e gli scopi previsti da tante e “buone” leggi, dal Regolamento Penitenziario del 1970 in poi, dalle innumerevoli dichiarazioni e Accordi tra Ministero della Giustizia e quello dell’Istruzione, per non parlare delle Direttive Europee sulla Long Life Learning e oltre.

Il Ministro Fedeli viene a farci visita, non è la prima delle innumerevoli autorità che vengono a portare il proprio messaggio tra le recluse e i reclusi.

Le diamo il benvenuto e le vogliamo fare alcune domande:

•    perché non risponde alle richieste di incontro che i docenti le fanno almeno da luglio scorso?

•    ha controllato la documentazione per la costituzione del CPIA1: delibere dei Collegi Docenti e Consigli d’Istituto? Ha mai verificato anche solo la forma dell’Accordo?

•    come mai i fondi ordinari destinati alle scuole superiori dotate (da anni) di sezioni carcerarie vengono decurtati, mentre aumentano i fondi di un entità come il CPIA che non ha organi istituzionali di controllo e rendicontazione?

•    quale ruolo avranno i privati nella didattica pubblica del CPIA1, quando coi primi periodi comuni (ex “bienni”) si tagliano più della metà delle ore di insegnamento e degli organici?

•    quanti “risparmi” porteranno i tagli ai già esigui Premi per il Rendimento Scolastico agli alunni?

•    sa il Ministro che dall’avvio del CPIA1 non è stata mai fatta la riunione della Commissione Didattica prevista dal Regolamento Penitenziario fondamentale per stabilire una convivenza fruttuosa tra l’amministrazione penitenziaria e la scuola?

•    sa il Ministro quante e quali sono le responsabilità dei docenti che varcano ogni giorno questi cancelli?

Le risposte cominciamo a darle noi, aspettando quelle del Ministro:

Verifichiamo ogni giorno sulla nostra pelle e quella dei nostri studenti lo sfascio che si sta facendo della scuola pubblica statale. Meritocrazia, valore della scuola, “rieducazione”, legalità: sono solo parole vuote quando si traducono in tagli sulla scuola.

I fondi europei del Long Life Learning (istruzione per adulti) sono un bottino cui i privati non ammettono che possano concorrere pericolosi (titolati) “competitor” pubblici; meglio tanti “progettini”, slegati, fuori controllo, che illudono e promettono lavoro piuttosto che un sistema scolastico che da gli strumenti per capire il mondo, a chi a scuola non è mai andato e finisce in carcere proprio perché un lavoro fuori non c’è: parliamo sempre più di italiani reclusi magari per lunghi anni in attesa di giudizio.

Tutto questo è talmente vero e pressante per gli interessi forti, che si passa sopra alla legge istitutiva dei CPIA e si procede a atti come i Patti Formativi senza che nessun istituto superiore abbia deliberato in tal senso nel Collegio Docenti e nel Consiglio di Istituto, senza che sia mai stata legittimamente istituita l’apposita Commissione di Valutazione.

Si fa carta straccia dello stato di diritto e della Scuola pubblica della Costituzione.

SGB saluta il Ministro dell’Istruzione Fedeli,  Le rinnova la richiesta urgente di incontro, Le assicura che i docenti a Rebibbia non lasceranno nulla di intentato per riconquistare la Scuola Pubblica Statale!

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