Scuola: Azzolina, stop a linguaggio dell’odio, anche io vittima di campagna denigratoria. Formeremo i docenti [INTERVISTA]

di Elisabetta Tonni

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“Media Education: più consapevolezza, più opportunità, più futuro!”. È questo il titolo del convegno che si è tenuto lunedì 3 febbraio 2020, alle ore 10.30, nella Nuova Aula dei Gruppi alla Camera dei Deputati (Via di Campo Marzio, 78). L’evento è stato promosso dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che ci ha rilasciato alcune dichiarazioni.

Media education tema centrale, anche io vittima di campagne denigratorie

“Personalmente ritengo che ‘Media Education’ sia un tema centrale nella formazione dei ragazzi. Anzi, che rappresenti una vera e propria urgenza educativa occuparci di questi argomenti a scuola”.

“La competenza digitale – ha proseguito la ministra – è una nuova forma di alfabetizzazione. I nostri ragazzi hanno in mano strumenti potentissimi. Apparentemente, proprio perché nativi digitali, sembrano poterli usare nel pieno in tutte le loro funzionalità e con estrema cognizione. Non è sempre così. Anzi. Hanno bisogno di una bussola. Di essere guidati. La scuola ha questo compito e può assolverlo, alleandosi con tante realtà che si muovono su questo fronte. Tutti insieme possiamo educare i nostri ragazzi, e cioè, come ci dice l’etimologia di questa parola, possiamo ‘ex-ducere’, tirar fuori da loro il meglio. E possiamo farlo orientandoli, accompagnandoli, fornendogli competenze e strumenti adeguati al mondo che li circonda. Un mondo, lo vediamo tutti, che corre veloce, dove le informazioni circolano rapide e spesso è difficile arginare l’avanzata di quelle che tutti ormai chiamiamo fake news. Vere e proprie bufale che vanno a colpire i singoli, a volte con grave danno per la loro persona, per la loro identità, per la loro immagine, oppure che innescano processi di pensiero che portano a pregiudizi e ad alimentare menzogne, basate su notizie false comunicate come se fossero vere. Ne sono stata vittima anche io e so cosa significa. Così come sono stata vittima di campagne denigratorie. La scuola, le studentesse e gli studenti, che sono poi i cittadini di oggi e di domani, possono essere un argine a tutto questo. Dobbiamo lavorare affinché nei più giovani nasca l’urgenza di mettere un freno alle volgarità e alla brutalità che stanno caratterizzando il vissuto sociale nei contesti digitali. Dobbiamo formare cittadini consapevoli e coscienti. L’educazione digitale è educazione alla cittadinanza consapevole. Oggi più che mai”.

Stop linguaggio odio, anche attraverso educazione civica

“Come Ministero stiamo lavorando per contrastare il linguaggio dell’odio. E per dare ancora più consapevolezza ai ragazzi di come si usano certi strumenti. Lo faremo nell’ambito delle attività già in essere, attraverso l’Educazione civica e stringendo nuove alleanze o rafforzando quelle già in campo con le realtà che stanno lavorando su questi temi, penso a parole ostili o a chi, oggi presenterà qui, come farà il professor Marco Gui, un vero e proprio appello alla politica perché sia d’esempio ai più giovani. Stiamo anche scrivendo le Linee Guida per l’Educazione civica con un chiaro riferimento alla Media Edcation che riteniamo importante come l’Educazione ambientale”.

“La scuola deve aiutare i giovani a rovesciare il paradigma attuale: oggi siamo spesso in balia dell’emotività incontrastata di individui o gruppi che si scontrano come tifoserie sui social su qualsiasi argomento, che si cimentano nell’esercizio dell’odio, del disprezzo, dell’insulto gratuito o della denuncia inappropriata, dell’approssimazione moralistica. Non si tratta di reprimere l’individualità che può esprimersi attraverso i social media. Si tratta – ha spiegato il Ministro – di temprare all’umanità consapevole, si tratta di educare alla saggezza, si tratta di recuperare quell’Etica del discorso che Habermas ci ha insegnato”. “Gli adulti sono i primi protagonisti negativi di queste vicende. La politica non dà il buon esempio e, anzi, spesso è origine di tutto questo. Perché alimentando gli egoismi, l’individualismo si guadagnano voti, certo, si parla alla pancia. Ma a farne le spese è la collettività. Quando si perde il senso di comunità, quando si guarda solo al proprio interesse si mette a rischio la convivenza civile. Anche il bullismo e il cyberbullismo sono frutti amari che derivano da questo stato di cose. Tutto questo va arginato. E la risposta è l’Istruzione”.

Formeremo i docenti

“Rilanceremo i temi del Piano Nazionale Scuola Digitale: faremo il punto sulle azioni che sono state effettuate o meno in questi anni e su quelle che vanno potenziate, lavoreremo per formare sempre meglio i docenti. Già nel decreto scuola si parla, ad esempio, della formazione in relazione alla programmazione informatica. Faremo una ricognizione delle risorse che ci sono ancora da spendere e di quelle che possiamo mettere su questo fronte. Creerò un gruppo di docenti esperti sull’innovazione didattica. Su questo lavorerò insieme alla Vice Ministra Anna Ascani”.

“Da una parte dobbiamo fornire agli studenti le competenze digitali per utilizzare in modo corretto il web, comprese le nozioni di base del coding. Dall’altra però è indispensabile anche la modernizzazione in chiave digitale degli istituti scolastici, fornendo alle scuole le tecnologie per connettersi alla rete e strumenti didattici moderni. Anche questo è un fronte su cui abbiamo ripreso i lavori e velocizzare pianificazione e spesa. Da oggi riparte il confronto su questi temi, lo ripeteremo sui territori. E le porte del Ministero saranno sempre aperte per chi vorrà dare il suo contributo”.

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Bullismo e cyberbullismo: conoscere e contrastare il fenomeno

 

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