Scuola appena restaurata deve essere demolita e ricostruita. Il paradossale caso in Sicilia. Docenti e studenti: “No allo spreco di denaro pubblico”

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Una storia paradossale a Castelbuono, in provincia di Palermo. Una scuola media è stata soggetta a lavori di restauro per l’efficientamento energetico, poi, però, si è deciso di abbatterla per costruirne una nuova.

Studenti e docenti sono contrari: “Non siamo contenti di com’è stato pensato, non avremo gli spazi che abbiamo oggi”, affermano alcune insegnanti al TGR Sicilia. Con loro, nella protesta, anche gli alunni che hanno manifestato il proprio disagio.

Per loro, saranno due anni di disagi perché la scuola sorgerà accanto a quella vecchia e bisognerà convivere col cantiere. Quello approvato dagli organi tecnici della Regione, segnala il Giornale di Sicilia, è stato finanziato dal Ministero dell’Istruzione, con 3,4 milioni. Prevede che al posto del vecchio edificio (che per ora resta in piedi) ne sorgerà un altro. Per questo è stata individuata un’area attigua che le ruspe stanno in questa fase liberando con l’abbattimento di muri e altre strutture

Il sindaco di Castelbuono si dice aperto all’ipotesi di cambiare il progetto, ma non di fermare il progetto: “Le priorità dei bandi sono cambiate: ora è la sicurezza e i tecnici dicono che questa scuola non si può salvare, ci hanno consigliato una nuova struttura. Si sono prospettate due alternative. La prima: rinunciare al finanziamento e conservare l’edificio attuale, nonostante presenti gravi problemi strutturali, con la consapevolezza di non aver adeguato – avendone l’opportunità – un edificio scolastico alla normativa in materia di sicurezza sismica. L’altra alternativa è quella di accettare la nuova ipotesi progettuale, anche con le relative condizioni e prescrizioni, condividendola con le istituzioni scolastiche”.

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