Scuola aperta d’estate, Turi (Uil Scuola): “Docenti volontari devono essere pagati. Ma prima si pensi a tornare in classe dopo Pasqua”

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Il segretario della Uil Scuola, Pino Turi, chiede chiarezza in merito alla proposta delle attività estive previste anche dal decreto sostegni oltre ad una maggiore presa di responsabilità nazionale da parte del Governo.

Il decreto sostegni destina alla scuola 150 milioni per il 2021 per le attività di potenziamento dell’offerta formativa e il recupero delle competenze di base degli studenti. Ovvero, si tratta dei fondi che riguardano dunque i famosi recuperi formativi a cui Bianchi e la squadra di esperti costituita stanno lavorando.

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Tuttavia, alcuni aspetti restano ancora in ombra. Ecco perchè il segretario della Uil Scuola Pino Turi, chiede che sia fatta chiarezza, sottolineando che “le risorse stanziate nulla hanno a che vedere con la scuola. I docenti su base volontaria possono partecipare ma andranno pagati come il terzo settore che sarà coinvolto“.

Il Ministro Bianchi “sulla cosidetta scuola in estate chiarisca chi fa cosa. E se i fondi ci sono. Definisca se finanzieranno anche eventuali attività extrascolastiche integrative organizzate oltre che dal terzo settore anche dagli insegnanti, attività che nulla hanno a che vedere con quelle curriculari. Perché stiamo parlando di interventi socio assistenziali, non di scuola“, precisa Turi.

Secondo il segretario Uil Scuola, tuttavia, “la faccenda di giugno si sta trasformando in uno scontro ideologico mentre la questione immediata da risolvere è la riapertura delle scuole dopo Pasqua attivando tamponi obbligatori al rientro, tracciamenti e presidi sanitari. Perchè la dad è un fallimento“.

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Infatti, “tutti devono tornare a scuola. Occorrono riduzione alunni per classe, possibile anche subito grazie alle risorse disponibili per l’assunzione temporanea di altri docenti; prevenzione e tracciamento”, dice il sindacalista.

Infine lancia un appello al Ministro della Salute: “Speranza si faccia carico dei tamponi gratuiti alla comunità scolastica e non si nasconda dietro le regioni, perché la scuola è competenza nazionale. Non bastano i soldi? Si usino quelli del Mes. La mancanza di questa assunzione di responsabilità denuncia l’assenza di volontà effettiva a riaprire” – incalza il sindacalista

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