Scuola ancora sotto il mirino dei tagli, possibili riduzione anche agli organici. Addio ai docenti di sostegno?

di
ipsef

red – Sembra che le parole del ministro Profumo, quando tranquillizzava su eventuali tagli che avrebbero riguardato la scuola, saranno smentite; almeno secondo il quotidiano "La Repubblica" che in un articolo apparso in queste ore anticipa che nel piano Giarda sulla spending review ci sono anche tagli agli organici.

red – Sembra che le parole del ministro Profumo, quando tranquillizzava su eventuali tagli che avrebbero riguardato la scuola, saranno smentite; almeno secondo il quotidiano "La Repubblica" che in un articolo apparso in queste ore anticipa che nel piano Giarda sulla spending review ci sono anche tagli agli organici.

Aumento del numero di alunni per classe
Ad essere colpiti saranno le regioni del sud: Calabria, Sardegna, Basilicata, Molise. In particolare regioni nelle quali il rapporto alunni/docente è inferiore alla media nazionale

Budget unico e finanziamenti sulla base delle performance degli alunni
Si pensa ad un "fondo di funzionamento dell’autonomia" che recupererebbe in un’unica voce tutti i finanziamenti ministeriali, in modo da sperimentare finanziamento che non lato tiene conto del fabbisogno dall’altro dei risultati raggiunti dai propri alunni. Immaginiamo che ruolo fondamentale sarà svolto dalle prove Invalsi.

Riduzione costi di gestione delle scuole
Nel mirino ad esempio l’esternalizzazione dei servizi di pulizia ma anche, come anticipato eccedenti articoli, l’acquisto di beni e servizi on-line o l’uso del Voip nelle scuole.

Docenti di sostegno
Si pensa di formare tutti gli insegnanti sulla gestione dei portatori di handicap. I docenti di sostegno potranno essere utilizzati sul posto comune o per altri scopi.

Distaccamenti
Le polemiche dei mesi scorsi sulla questione legata ai docenti distaccati sembra essere state prese in considerazione nel dettaglio alle risorse da tagliare. La parola d’ordine è: eliminazione dei privilegi

Razionalizzazione della rete scolastica
Non si tratta di un deja vu. L’attuale governo avrebbe individuato altre 2000 scuole con meno di 500 alunni, il doppio rispetto alle 1013 istituzioni scolastiche accorpate a seguito della razionalizzazione del precedente governo.

Eliminazione dei provveditorati
Decentramento agli uffici scolastici regionali alle scuole di alcune delle mansioni degli AT.

Risparmi della struttura centrale
Riduzione degli affitti, dei costi di gestione degli immobili, dematerializzazione degli esami di Stato e delle iscrizioni. Un piano di riduzione drastica che porterà notevoli risparmi.

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