Scuola anche di domenica, De Micheli: “Mai detto, sì ad ingressi oltre le 9 di mattino”

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Risponde così il Ministro dei trasporti alle polemiche scatenatesi ieri dopo la pubblicazione di una intervista al quotidiano “La Repubblica” firmata Corrado Zunino che riportava la proposta, per evitare gli assembramenti nei trasporti, di fare scuola anche di domenica.

Ieri, un coro di no alla possibilità di fare scuola anche nei fine settimana sia da parte del mondo politico che sindacale.

Nell’intervista a La Repubblica la De Micheli metteva il dito sul nervo scoperto dei trasporti e della riapertura delle scuole. I numero dei bus, secondo il Ministro, non può bastare, è necessario un ripensamento dell’orario scuola che dovrà essere spalmato tra le 8 del mattino e le 20 di sera.

Sull’opportunità di utilizzare anche le domeniche per diluire il tempo scuola, il Ministro replica al titolo comparso su Repubblica affermando di non aver mai detto che bisogna andare a scuola domenica e, aggiunge durante una trasmissione su Radio Capital, “non mi occupo di scuola”, ma “ho posto il problema degli scaglionamenti, anche per le attività produttive”.

“Non ho smentito il titolo dell’intervista fatta dal quotidiano perché serve ad aprire una discussione vera sullo scaglionamento degli orari”, ha aggiunto. La ministra ha spiegato che, per quanto riguarda la scuola, è stato chiesto di prevedere ingressi anche oltre le ore 9 del mattino.

“Devono cadere i tabu degli orari se vogliamo mantenere il riempimento del 50% dei mezzi pubblici”, ha ribadito la ministra spiegando che questa decisione è stata presa perché il riempimento all’80% “ha generato una situazione sociale di grande preoccupazione” ed “era necessario far stare le persone più tranquille” nonostante “gli studi internazionali dicano che il contagio sui mezzi di trasporto è dell’1%”. De Micheli ha spiegato che il governo ha messo, con diversi provvedimenti, risorse per potenziare il trasporto – 30 milioni nel 2020 e altrettanti nel 2021 – e che questo hanno consentito di mettere 10mila mezzi in più in servizio, attraverso noleggi di bus turistici. Ma – ha aggiunto – “il sistema dei trasporti non è completamente flessibile, soprattutto nelle grandi città”.

Il ministero ha fatto degli studi su Roma, Milano e Napoli. “Faccio l’esempio di Milano – ha detto la ministra – Se tra le 7 e le 10 facciamo entrare in funzione 500 bus, come servirebbe, non potrebbero circolare le auto. Il sistema è semirigido”.

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