La scuola alza la testa. Una piattaforma di richieste

di Lalla
ipsef

inviato da Mila Spicola – L’assemblea regionale degli operatori della scuola siciliani, svoltasi a Palermo il 2/09/2013, ha elaborato questo documento e lo condivide con i colleghi di tutta Italia. Sono proposte/richieste e vogliamo prima sottoporle alla firma dei colleghi e delle colleghe, dei cittadini e delle cittadine per parlare finalmente con una voce sola: quella della scuola.

inviato da Mila Spicola – L’assemblea regionale degli operatori della scuola siciliani, svoltasi a Palermo il 2/09/2013, ha elaborato questo documento e lo condivide con i colleghi di tutta Italia. Sono proposte/richieste e vogliamo prima sottoporle alla firma dei colleghi e delle colleghe, dei cittadini e delle cittadine per parlare finalmente con una voce sola: quella della scuola.

PROPONIAMO DUNQUE QUESTA PIATTAFORMA DI RICHIESTE COMUNI:

1) Sblocco immediato degli stipendi e riapertura della fase contrattuale partendo dalle risorse da immettere nella scuola.

2) Valorizzazione delle professionalità, in termini economici e sociali. Chiediamo che il nuovo contratto nazionale dei lavoratori della scuola contenga: – il riconoscimento contrattuale e organizzativo del tempo scuola complessivo sommerso svolto oggi dal personale scolastico e la reintroduzione nel contratto della formazione in servizio entro l’orario di lavoro per riqualificare costantemente il ruolo del personale scolastico come portatori di studio e ricerca.

3) Piano di immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili, al fine di esaurire definitivamente le graduatorie ad esaurimento (in cui è inserito personale vincitore di concorso), consentendo una nuova e seria fase di formazione e reclutamento;

4) Risoluzione della vergogna degli inidonei con conseguente attenzione nei riguardi della normativa sulla tutela della salute dei lavoratori della scuola;

5) Aumento dell organico di sostegno bloccato all anno 2006/2007 e trasformazione di tutte le cattedre di fatto in cattedre di diritto;

6) Sbocco delle immissioni in ruolo del personale Ata e piano di stabilizzazione che esaurisca definitamente le graduatorie;

7) Un piano organico di investimenti per affrontare la questione dell edilizia scolastica e del diritto allo studio.

8) Incremento del tempo pieno e del tempo prolungato in modo uniforme in tutte le regioni come mezzi per combattere la dispersione scolastica, aumentare i livelli di rendimento, con ricadute positive in termini occupazionali e con l’obiettivo di rispettare il mandato costituzionale dell’uguaglianza dei diritti.

Noi riteniamo che la Scuola sia il primo strumento di crescita e di identità di una nazione e come tale debba essere in cima ad ogni agenda: politica o sociale. Il sistema di istruzione pubblico statale invece in questi anni è stato oggetto di un saccheggio di risorse economiche, come anche di saccheggio di senso. La politica, col silenzio assente della collettività non ha considerato la scuola nella sua essenza più vera ma un semplice comparto, un cassetto, da cui attingere per risanare le casse dello stato.

Le politiche economiche dei vari governi che si sono succeduti, oltre a privare il nostro paese del principale motore di sviluppo dell Italia post-resistenziale, hanno svilito la funzione sociale e culturale dei suoi
lavoratori, determinando negli anni un progressiva perdita di valore di quanti hanno contribuito alla crescita delle generazioni di ieri e di oggi. Sono innumerevoli le azioni susseguitesi negli anni che hanno condotto i lavoratori della scuola in posizione marginale, economica, sociale e collettiva, tanto da non sentirsi più dei lavoratori, portatori di diritti, di tutele e di salario corrispondente, ma dei missionari da un lato o dei mangiasoldi, degli sprechi dall altro.

Noi pensiamo che la vera qualità della scuola, il vero obiettivo di offrire un insegnamento migliore ai nostri studenti venga dal recupero della dignità e del valore del nostro ruolo a partire dalla difesa del nostro ruolo di lavoratori.

Il processo di precarizzazione del personale docente ed Ata di ruolo e a tempo determinato, il blocco degli stipendi per tutto il 2014, il mancato rinnovo del contratto scaduto nel 2009, la squallida questione degli inidonei, la truffa del concorso a cattedra, le irrisorie immissioni in ruolo del personale docente e quelle non avvenute del personale Ata, sono tutti i tasselli di una serie di interventi legislativi che dimostrano la volontà precisa di alcuni, come la totale incapacità di altri, classe politica e classe dirigente italiana, di cogliere il valore collettivo fondante del sistema d istruzione di un Paese.

Stanchi di delegare ad una politica nel peggiore dei casi incapace e nel migliore impotente, riteniamo che sia giunto il momento, per quanti lavorano nella scuola, di indicare con chiarezza i punti essenziali da cui ripartire per una ripresa forte e strutturale del sistema di istruzione pubblico statale.

Il link per firmare la petizione

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