Scuola: accade a Trieste, vuoi continuare il tuo percorso di studi? Devi sperare nel sorteggio

di redazione
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Marco Barone – Il 5 maggio 2014 l'ITIS Volta di Trieste riceveva il ministro dell'Istruzione, il quale “si diceva consapevole del valore del sistema scuola della nostra regione”. A questa consapevolezza, a quanto pare, si risponde in modo incredibile, un modo che lede in modo inequivocabile il diritto allo studio, e nel mentre si parla di buona scuola, che insiste molto sul concetto di competenze, auto-imprenditorialità, standardizzazione degli apprendimenti correlati al sistema Invalsi.

Marco Barone – Il 5 maggio 2014 l'ITIS Volta di Trieste riceveva il ministro dell'Istruzione, il quale “si diceva consapevole del valore del sistema scuola della nostra regione”. A questa consapevolezza, a quanto pare, si risponde in modo incredibile, un modo che lede in modo inequivocabile il diritto allo studio, e nel mentre si parla di buona scuola, che insiste molto sul concetto di competenze, auto-imprenditorialità, standardizzazione degli apprendimenti correlati al sistema Invalsi.

Sulle pagine del Piccolo di Trieste è stata pubblicata una notizia che scuoterà e non potrà che scuotere gli animi. Come è noto il MIUR ha fornito le indicazioni relative all'organico di diritto, sulle classi che si possono attivare in FVG, rispettando i parametri fallimentari, per il diritto allo studio, del risparmio di spesa, ergo tagli, fatti passare tecnicamente sotto la voce di una semplice razionalizzazione della spesa, che tanto ragionevole a dire il vero non è , visto quello che accade.

Il Piccolo di Trieste segnala che “il Volta potrà attivare solo 26 classi che non potranno più essere, come negli anni passati, “articolate” ovvero non potranno contemplare al loro interno la compresenza di diversi indirizzi di studio.

Perciò i ragazzi che avevano iniziato i propri studi in una classe articolata di elettronica ed elettrotecnica o di meccanica, meccatronica ed energia o ancora di informatica e telecomunicazioni non potranno proseguire il loro percorso. Dovranno “riorientarsi” per consentire la formazione di classi non articolate e far tornare i numeri: nel caso di indirizzi particolarmente richiesti solo alcuni potranno entrare a far parte della classe corrispondente”.

E se gli studenti non decideranno di mutare il proprio orientamento, se non rinunceranno ad un diritto laicamente sacrosanto, quale quello di continuare il proprio ordinario percorso di studi? Non si esclude l'ipotesi di un sorteggio. Cioè sarà la sorte a determinare chi o non chi potrà continuare frequentare il proprio percorso. E gli altri? O cambieranno indirizzo, o scuola, o città.

Altro che buonascuola, pseudo-investimenti e tante dicerie, questo è l'ennesimo esempio concreto di quello che accade nelle nostre scuole, disastrate, massacrate da politiche determinate, chiare e sistemiche.

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