Scuola a Settembre, come? Proposte dei Verdi, esempio disciplina con 4 ore settimanali su una classe di 24 alunni

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Elisabetta Patelli Presidente onoraria Verdi della Lombardia –  Le dichiarazioni della ministra Azzolina sono scollegate dalla realta’
Ipotizzare un rientro tal quale  cioe’ tutti insieme in presenza non tiene conto dei rischi per la salute, della realta’ oggettiva degli spazi scolastici inidonei ad ospitare le classi pollaio nel rispetto delle distanze, del violento impatto della mobilita’ scolastica sul sistema dei trasporti che gia’ non sa a che santo votarsi.

Ipotizzare che gli enti locali trovino edifici in norma per compensare la necessita’ di spazi pari almeno al doppio degli attuali e’ uno scaricabarile surreale e l’assunzione a settembre di pattuglie di nuovi docenti a governare queste classi sparpagliate su improbabili e indefinibili nuovi edifici, rappresenta una fantasia che butta a mare i pochi effetti positivi della didattica a distanza (averci costretti a ripensare e innovare la didattica) . te di un settembre denso di problemi da affrontare.

Infine, plexiglass, divisori e visiere sono uno scenario inquietante, che per giunta ignora totalmente i bisogni essenziali di inclusione dei soggetti piu’ deboli. Un po’ piu’ di buon senso e meno spreco di soldi pubblici ci aiuterebbe in una ripartenza soft, a rischio sanitario basso, che non trasformi i nostri figli in individui inscatolati e che non faccia saltare per aria altri sistemi, a partire dalla mobilita’ per arrivare all’economia che non puo’ permettersi un secondo lockdown.

Proposte per la scuola superiore di secondo grado

Sicuramente sarà una scuola diversa, non si potrà più pensare a classi di trenta alunni in pochi metri quadri o ai bus e treni carichi di ragazzi, adulti, anziani ecc. che tutti alla stessa ora devono raggiungere il luoghi di lavoro.

Questa emergenza ci ha costretto e per un po’ ancora ci costringerà a cambiare le nostre abitudini e, dobbiamo farlo nel modo migliore possibile
Un ripensamento sulla didattica è ormai già in corso e naturalmente non puo’ esserci una risposta univoca, ogni istituzione conosce le proprie esigenze e dovra’ trovare una sua soluzione, ma alcune indicazioni generali a nostro parere potrebbero essere:

1) suddivisione delle classi in almeno 2 gruppi-classe , per numero o per indirizzo ( nel caso si tratti di classi “articolate”, cioè nelle quali convivono indirizzi diversi)

2)fase iniziale di didattica mista: una suddivisione delle ore curriculari di ogni materia in parte online e in parte in presenza

3) priorità in presenza alle materie caratterizzanti progettuali e laboratoriali e alle classi con esami di stato

4)turnazione dei gruppi-classe in presenza all’interno di ogni istituto scolastico spalmata su mattina e pomeriggio e/o su parte della settimana .
Il monte ore curriculari settimanali va da 27 a 36 ore ; riducendo a meta’ la didattica in presenza si andrebbe dalle 13 alle 18 ore, ben organizzabili su 3/5 giorni, consentendo spazio alla turnazione dei gruppi

ESEMPIO
MATERIA X con 4 ore settimanali su una classe di 24 alunni
Classe divisa in due gruppi/ due turni: 1 ora x ciascun gruppo di lezioni frontale), 2 ore online con la classe intera x esercizi , chiarimenti , approfondimenti. Il docente ha esaurito le sue ore . Destinare 1 ora residua (per la classe) per recuperi /project work, esercitazioni, verifiche e quant’altro. Anche la classe ha esaurito il curricolo settimanale per materia X

Per una materia caratterizzante (laboratoriale , progettuale etc…) se la classe è “articolata”(esistono all’interno gruppo afferenti a diversi indirizzi) la suddivisione e’ gia’ oggi realtà, in questo caso la turnazione e’ spontanea e si possono mantenere il massimo delle ore laboratoriali in presenza .

4) utilizzo di strumenti didattici alternativi a partite dai project work che ben strutturati permettono di recuperare ore di alternanza non realizzabili/non realizzate e che potendo esser svolti su piu’ classi contemporaneamente aiutano a completare l’orario ( in un’ ora si possono far lavorare piu’ classi contemporaneamente)

5) flessibilita’dell’ orario curriculare. Il monte ore mensile/ annuale di una materia puo’ essere più/meno concentrato in una parte della settimana, del trimestre/quadrimestre o dell’anno su modello anglosassone.

6)) focus su strategie di didattica inclusiva e sportelli di aiuto (o approfondimento)e recupero, non solo per disabili , dislessici e bisogni speciali ma per tutti gli studenti

7)orari di ingresso scaglionati per ogni scuola per dare respiro al sistema dei trasporti che non potra’ soddisfare i bisogni di cui gli studenti rappresentano piu’ del 20% dell’utenza , attraversando in lungo e in largo la provincia

8) smartworking facoltativo, anche parziale e flessibile per genitori con allievi che per eta’ o bisogni speciali necessitano la presenza di un genitore

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