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“Scuola a cielo aperto”, vivere con coscienza il proprio territorio, e come per la Montessori l’ambiente come miglior laboratorio: in allegato il progetto

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Il progetto nasce dalla proposta del Comitato Genitori della scuola di Cinto Euganeo. Una cosa nuova, inusuale ma lodevole assai in una scuola nella quale si ricerca, sovente,  questo tipo di collaborazione. Ma la scuola in questione è assai famosa per una modalità circolare di gestire la formazione e il futuro delle nuove generazioni. La proposta nasce per dare una “caratterizzazione naturalistico ambientale” alle scuole del territorio affinché l’alleanza educativa tra comunità e scuola, in attività sinergica, possa favorire la cultura del cambiamento in direzione di un ripensamento dei valori, dei bisogni, dei comportamenti individuali e collettivi al fine di far nascere nelle nuove generazioni una cittadinanza attiva, responsabile, capace di vivere con coscienza il proprio territorio.

L’educazione ambientale costituisce motivazione e sostegno alle attività curricolari

L’educazione ambientale non si pone come attività aggiuntiva a se stante, ma costituisce, anche per i genitori di questo importante contenitore di scelte formative ed educative, motivazione e sostegno alle attività curricolari e si inserisce in modo trasversale in tutte le discipline. Il progetto, come presentato nella proposta dei genitori (il gruppo originario di progetto era costituito dai genitori: Liberni Mariaelena, Albertin Ivana, Gemmo Emanuela, De Marchi Barbara, Spano Marcella, Venco Michela e Albion Gianna) utilizza il territorio come laboratorio didattico in cui trovare stimoli per la ricerca, la riflessione, la sperimentazione, la soluzione di problemi e si caratterizza per un didattica fondata sulla ricerca-azione che, supportata dai contenuti, consente di lavorare sull’ambiente, nell’ambiente, per l’ambiente, attivando conoscenza, coinvolgimento e responsabilità. A seguito della formazione acquisita con la partecipazione al corso “La Qualità dell’Educazione Ambientale nel Veneto” promosso da USR, Arpav e Regione Veneto, presso la scuola capofila Istituto di Istruzione Superiore (IIS) Euganeo di Este, le insegnanti della scuola primaria di Cinto Euganeo propongono al Dirigente Scolastico e agli Organi Collegiali di competenza il seguente progetto realizzato secondo i criteri di progettazione indicati nel Manuale Arpav sulla base del Progetto formativo “Una scuola a cielo aperto… “ proposto dal Comitato Genitori e dall’Amministrazione Comunale”.

L’analisi dei bisogni educativi dei bambini e le attività di educazione ambientale a scuola

Gli insegnanti della scuola primaria “Giovanni Pascoli” di Cinto Euganeo dell’Istituto Comprensivo Statale “Lozzo Atestino” dei comuni di Comuni di Lozzo Atestino, Cinto Euganeo e Vo’, sulla base del lavoro pubblicato da Kaiser, Wolfing e Fuhrer, secondo i quali esistono legami e relazioni tra conoscenza, valori morali e prosociali, intenzioni di comportamento e comportamenti proambientali, predispongono un questionario da somministrare agli alunni. L’analisi dei bisogni educativi dei bambini consentirà alle insegnanti di programmare e realizzare attività di educazione ambientale a scuola, in qualità, facilitando una scelta delle azioni e dei temi sui quali lavorare. Il questionario proposto, da somministrare in forma scritta e anonima, è quello proposto da ARPAV però è stato riadattato dal team docenti al contesto territoriale in cui è inserita la scuola e per inserire alcuni item relativi agli stili di vita ed alimentari degli alunni.

Il questionario, gli argomenti e le scale

Il questionario è costituito da una serie di domande che riguardano i seguenti argomenti o “scale”:

  • i valori;
  • le interazioni e gli atteggiamenti verso l’ambiente;
  • il comportamento pro–sociale;
  • la conoscenza;
  • il comportamento pro-ambientale;
  • stili di vita e abitudini alimentari.

Scheda progetto “Una Scuola a Cielo Aperto”

Il progetto “Una scuola a cielo aperto” nasce nel lontano 2015, nell’Istituto Comprensivo Statale “Lozzo Atestino” e, più in particolare, nel plesso di Cinto Euganeo, su proposta di alcuni genitori, in stretta sinergia con gli insegnanti, per dare alla scuola una forte caratterizzazione naturalistico ambientale, valorizzando, allo stesso tempo, il peculiare territorio in cui essa è inserita. Gli insegnanti nelle programmazioni annuali hanno sempre dato spazio ad attività esperenziali e percorsi didattici in grado di valorizzare l’ambiente e le tradizioni del posto, ma tutte queste attività spesso venivano lasciate alla libera progettazione dei singoli docenti. Con il macroprogetto si è voluto dare unità e coerenza alla progettazione del plesso, un Project work capace di includere tutte le discipline con un unico grande tema comune. Dopo una attenta analisi dei bisogni sociali e formativi dei bambini e dei ragazzi che vivono in questa bellissima zona del Parco regionale dei Colli Euganei, ma che con la sua conformazione geografica limita gli scambi comunicativi e i momenti di aggregazione, le insegnanti hanno iniziato a pensare davvero alla scuola come ad una grande agenzia educativa del territorio. La scuola doveva dare risposte ai bisogni di socializzazione dei bambini e nello stesso tempo fornire alle future generazioni forti e valide motivazioni per conoscere ed amare il loro territorio, individuarne risorse e sbocchi lavorativi per rinsaldarne le radici di appartenenza e limitare il più possibile il fenomeno dilagante dell’abbandono dei luoghi .

I nuclei tematici

Il progetto “Una scuola a cielo aperto” è formato da quattro nuclei tematici:

  • Il Bosco: animali e piante
  • L’uomo tra territorio, storia e cultura
  • Elementi naturali: inquinamento, riciclaggio, energie rinnovabili.
  • L’orto a scuola.

Questi nuclei tematici ben descrivono le attività che la scuola può mettere in atto per raggiungere gli obiettivi prefissati e ne rappresentano la struttura portante. Tale progettazione ha subito trovato l’appoggio di tutti i genitori, dell’Amministrazione Comunale e delle agenzie educative presenti nel posto (ProLoco, Parrocchia, agriturismi, associazioni culturali…) e così i percorsi delineati hanno iniziato ad entrare nelle attività curricolari definendole e rendendo il mondo della scuola molto più vicino al territorio e ai vissuti dei bambini perché basato su esperienze concrete.

L’organizzazione flessibile

A caratterizzare la “scuola a cielo aperto” non è una particolare organizzazione o scansione oraria ma la flessibilità, la scelta dei contenuti e il lavoro condiviso con tutte le classi del plesso. Essere flessibili non significa improvvisare, ma dare valore a nuove scoperte, creare aspettative, rimodulare i propri interventi in base ad eventi, a condizioni climatiche o ad esigenze legate a lavori nell’orto. Significa riuscire a soffermarsi su piccoli fatti o situazioni nuove non previste o semplicemente rispondere o lasciar spazio ai diversi bisogni o curiosità dei bambini rispettando i loro tempi.

I contenuti privilegiati

I contenuti privilegiati sono quelli di carattere ambientale legati al ciclo delle stagioni, ai cambiamenti stagionali, ai lavori dei campi e dell’orto, al processo di trasformazione di alcuni prodotti tipici del territorio con uno sguardo particolare alle tradizioni e alla lingua dialettale. Focalizzare l’attenzione su alcune tematiche legate al territorio significa mettere in atto strategie in grado di stimolare la curiosità e l’interesse dei bambini, facilitare il confronto e lo scambio di opinioni, spingere a conoscere le cause e a cercare soluzioni, coinvolgere genitori ed abitanti, rendere i bambini i protagonisti attivi del loro processo di apprendimento. L’Orto didattico realizzato grazie alla collaborazione dei genitori, dislocato in un terreno adiacente al plesso, permette agli alunni di seguire la crescita e le fasi di coltivazioni di verdure, di piante aromatiche ed ornamentali guidati dagli insegnanti, dai nonni ortolani e dai loro preziosi consigli.

L’importanza del lavoro manuale

Il lavoro manuale che spesso viene richiesto per la cura dell’orto didattico, oltre a scandire i ritmi delle stagioni, a dare la percezione dello trascorrere del tempo, a definire spazi e misure, dà agli alunni un senso al loro operato, consente loro di mettersi in gioco e di collaborare dividendosi i compiti. I laboratori e le uscite nel territorio circostante offrono spunti per parlare di ecosistema, di sviluppo sostenibile, di biodiversità, di inquinamento, di lotta biologica, di tradizioni e di sani stili di vita, temi importanti per la formazione ad una cittadinanza attiva.

L’esperienza e la motivazione ad apprendere

Tutti gli argomenti vengono ripresi e approfonditi in classe, ma la motivazione ad apprendere risulta forte perché basata su esperienze coinvolgenti e concrete, spesso legate anche al vissuto familiare dei bambini. La collaborazione dei docenti di tutto il plesso diventa fondamentale per elaborare percorsi che ogni anno terminano con giornate di festa o pranzi a chilometri zero e seguono una “didattica a spirale” che permette di sviluppare gli argomenti in modo diverso tenendo presente l’età anagrafica dei bambini. Nella scuola a cielo aperto si può coltivare, seguire processi di lavorazione dei prodotti con metodi antichi o moderni, consumare pranzi a chilometri zero, lavorare con materiali di recupero, far nascere pulcini, seguire cicli riproduttivi di animali e piante, lavorare con la creta. Ecco la scuola che fa la differenza e che è differente.

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