Scrutini secondo grado 2021, sei decimi è il voto minimo di comportamento per la promozione. I casi

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Scrutini scuola secondaria di II grado a.s. 2020/21, valutazione del comportamento: se inferiore a sei decimi, determina la non ammissione alla classe successiva. Casi in cui è possibile attribuire una valutazione insufficiente. 

Valutazione a.s. 2020/21

Il Ministero dell’Istruzione, con la nota n. 699 del maggio 2021, ha fornito indicazioni in merito alla valutazione finale degli alunni del primo e del secondo ciclo di istruzione che, nel corrente anno scolastico, si svolgerà secondo la normativa ordinaria, ossia ai sensi del DPR 122/2009, ragion per cui gli studenti possono anche non essere ammessi alla classe successiva.

Requisiti di ammissione

Sono ammessi alla classe successiva gli studenti che:

  • abbiano frequentato almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato (il monte ore personalizzato tiene conto delle discipline e degli insegnamenti oggetto di valutazione periodica e finale da parte del consiglio di classe), salvo le deroghe deliberate dal collegio docenti che, per il corrente anno scolastico, possono riferirsi  anche alle specifiche situazioni dovute all’emergenza pandemica;
  • conseguano un voto di comportamento non inferiore a sei decimi;
  • conseguano una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto.

Una valutazione inferiore a sei decimi nel comportamento, dunque, determina la non ammissione alla classe successiva. Vediamo in quali casi il consiglio di classe, in sede di scrutinio finale (e intermedio), può attribuire una valutazione inferiore alla sufficienza nel comportamento.

Valutazione comportamento inferiore a 6/10

L’articolo 7 del DPR 122/09 dispone che la valutazione del comportamento con voto inferiore a sei decimi è decisa dal consiglio di
classe nei confronti dell’alunno:

  • cui sia stata precedentemente irrogata una sanzione disciplinare ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del DPR n. 249/98, come modificato dal DPR n. 235/2007;
  • al quale si possa attribuire la responsabilità, nei contesti indicati nell’articolo 2, comma 1, del decreto legge n. 137/08, convertito in legge n. 169/08, dei comportamenti:

a) previsti dai commi 9 e 9-bis dell’articolo 4 del DPR 249/98 e successive modificazioni;

b) che violino i doveri di cui ai commi 1, 2 e 5 dell’articolo 3 del del DPR n. 249/98 e successive modificazioni.

Per attribuire un voto di comportamento inferiore a sei decimi, dunque, all’alunno deve essere stata irrogata una sanzione disciplinare, sulla base del regolamento di istituto (ove sono individuati i comportamenti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri elencati nell’articolo 3 del DPR 249/98, al corretto svolgimento dei rapporti all’interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche di ogni singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento), a causa di:

  • reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana o vi sia pericolo per l’incolumità delle persone;
  • recidiva in riferimento alle fattispecie di cui sopra, atti di violenza grave o comunque connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale (ricordiamo che in tal caso, ove non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l’anno scolastico, la sanzione è costituita dall’allontanamento dalla comunità scolastica con l’esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi o, nei casi meno gravi, dal solo allontanamento fino al termine dell’anno scolastico);
  • violazione dei seguenti doveri: frequenza regolare de corsi e assiduo assolvimento degli impegni di studio; rispetto, anche formale, nei confronti del dirigente scolastico, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni; corretto utilizzo delle strutture, dei macchinari e dei sussidi didattici, e corretto comportamento ai fini di non arrecare danni
    al patrimonio della scuola.

Nei casi suddetti, ossia di valutazione del comportamento con attribuzione di un voto inferiore a sei decimi, la medesima (valutazione) va adeguatamente motivata sulla base di quanto detto sopra e naturalmente va verbalizzata.

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