Scrutini: può il dirigente scolastico obbligare i docenti a firma dei tabelloni in presenza a scuola?

Diverse segnalazioni giungono in redazione su alcune disposizioni impartite da dirigenti scolastici in riferimento alle convocazioni in presenza a scuola dei docenti per la semplice apposizione di firme relative agli scrutini finali. 

DPCM 17 Maggio: prosegue sospensione  attività didattiche e riunioni collegiali in presenza

Il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 17 maggio 2020 prevede fino al 14 giugno:

• sospensione delle attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado;
• esclusione di qualsiasi forma di aggregazione alternativa, al fine di mantenere il distanziamento sociale;
• sospensione riunioni degli organi collegiali in presenza delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado.

Nota ministeriale 8464: chiarimenti sulle operazioni finali di valutazione e firme

Da quanto letto poco sopra si evince che tutte le operazioni connesse alla valutazione finale e agli esami del primo e del secondo ciclo debbano svolgersi, come per la didattica, con modalità a distanza.

Nello specifico è intervenuta la nota ministeriale 8464 del 28 Maggio 2020 concernente chiarimenti ed indicazioni operative sulla questione:

“relativamente alla firma degli atti nel caso di effettuazione delle attività e delle riunioni con modalità a distanza, si raccomanda di utilizzare procedure che consentano di acquisire e conservare traccia della presenza e del consenso dei docenti eventualmente connessi, tramite registrazione della fase di approvazione delle delibere (utilizzando la condivisione dello schermo e l’acquisizione del consenso espresso dei docenti con chiamata nominale).

In ogni caso il dirigente scolastico o il presidente di commissione potrà procedere, a seconda dei casi, a firmare (con firma elettronica o con firma autografa) a nome del consiglio di classe, della sottocommissione, della commissione e/o dei docenti connessi in remoto”.

Bisogna anche specificare che si tratta di una nota che è una raccomandazione che non ha e non può aver alcun valore impositivo e vincolante.

Ne abbiamo parlato in

Scrutini telematici e questione dei verbali. Possono essere validi anche senza la firma dei docenti

Impedimenti che inducono i dirigenti scolastici a convocare in presenza per le firme

• problemi legati alla connessione
• totale assenza del registro elettronico
• timore di eventuali ripercussioni/ricorsi per ipotizzabili vizi di forma

Motivi piuttosto rari

La stragrande maggioranza delle istituzioni scolastiche e dirigenti stanno effettuando le operazioni di scrutinio online con un ulteriore incremento delle potenzialità tecnologiche; fino a qualche mese fa, ante Pandemia, era quasi impensabile svolgere riunioni collegiali online in maniera del tutto efficace.

Misure di sicurezza per le convocazioni in presenza

Nel caso in cui alcuni dirigenti scolastici vogliano comunque non tener conto delle normative ministeriali che agevolano lo svolgimento di tutte le fasi dello scrutinio in modalità telematica, devono quanto meno aver cura di effettuare le seguenti operazioni (con la collaborazione dell’RSPP e del medico competente ove presente):

• adottare tutte le misure di sicurezza a garanzia della salvaguardia dell’incolumità dei dipendenti, docenti e ATA, oltre che di se stessi;
• garantire la massima prevenzione per evitare possibili contagi; il virus non è ancora scomparso e potrebbe essere diffuso soprattutto ad opera di persone asintomatiche;
• concordare orari differenziati con i docenti convocati per evitare assembramenti in ingresso ed uscita;
• uso obbligatorio delle mascherine, distanziamento di due metri tra una persona e l’altra, guanti, gel disinfettanti all’ingresso o nei punti di maggior utilizzo collettivo;
• pulizia regolare degli spazi esterni agli edifici scolastici e degli spazi interni di competenza delle scuole.

Conclusioni

In caso di impedimenti e motivazioni adeguatamente documentate, il dirigente scolastico può convocare i docenti in presenza per apportare le firme, naturalmente senza la concretizzazione di una qualche forma alternativa di aggregazione (perlomeno fino al 14 giugno, come da DPCM); garantendo, in qualità di datore di lavoro, massimi livelli di sicurezza.

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