Scrutini primo periodo: è opportuno valutare con “Non classificato”, in tempi di pandemia e didattica a distanza?

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È tempo di scrutini, valutazione intermedia ad opera dei docenti e del consiglio di classe. Ma in tempi di Pandemia  e didattica a distanza, è consentito, o meglio opportuno, giudicare “Non classificato” un alunno che non ha mai frequentato le lezioni online? Chiariamo subito che la normativa in merito è presente ma non entra nel dettaglio.

Un’affezionata lettrice ci interpella:

Sono un’insegnante di un Istituto Professionale; da ottobre sto lavorando con gli alunni in DAD e, con tutte le difficoltà che si incontrano, sia io che gli alunni stiamo procedendo con una certa regolarità nello svolgimento delle attività didattiche programmate.
Ora è giunto il momento di effettuare la valutazione relativa al I Trimestre. In tale frangente mi trovo nella difficoltà di valutare alcuni alunni che, tranne nelle prime settimane di scuola in presenza, in DAD non ho mai visto. Confrontandomi con alcuni colleghi, ho manifestato la mia intenzione di attribuire a questi alunni il giudizio “non classificato” nella mia disciplina.
I miei colleghi sostengono che, considerata la situazione epidemiologica che stiamo vivendo, sarebbe non opportuno valutare con un “non classificato” e esprimere, invece, un giudizio con un voto, anche perché, secondo loro, io per qualche ora di lezione questi alunni li ho avuti in presenza e quindi dovrei essere in grado di poterli valutare. A me questa motivazione sembra assurda, perché è vero che questi alunni li ho visti in aula i primi giorni di scuola ma obiettivamente non ho avuto modo di poter verificare alcunché.
A questo punto mi pongo e vi pongo questa domanda: È veramente non opportuno in un I trimestre valutare un alunno (frequenta la classe prima) con un “non classificato”?  Una tale valutazione è pregiudizievole per l’alunno al fine del suo conseguimento degli obiettivi di apprendimento programmati per l’ammissione alla classe successiva?”

Prima di rispondere all’interessante quesito della nostra lettrice, ci piace introdurre e sviscerare l’argomento Valutazione nella sue numerose sfaccettature, ponendo l’accento sul procedimento di insegnamento-apprendimento e parallelo percorso valutativo ai tempi della Didattica a distanza.

Valutazione – Definizione

La valutazione è un elemento pedagogico fondamentale delle programmazioni didattiche, senza cui non  si potrebbero seguire i processi dell’alunno rispetto agli obiettivi e ai fini da raggiungere durante la sua permanenza a scuola. Tra questi:

  • acquisizione e trasmissione dei contenuti disciplinari – sapere
  • capacità di trasformare in azione i contenuti acquisiti – saper fare
  • capacità di interagire e tradurre le conoscenze e abilità in comportamenti da adottare nella vita di tutti i giorni – saper essere

“La valutazione ha per oggetto il processo formativo e i risultati di apprendimento delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e formazione, ha finalità formativa ed educativa e concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo degli stessi, documenta lo sviluppo dell’identità personale e promuove la autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilità e competenze.”. [Art. 1 del D.Lgs n. 62/2017]

Verifica e valutazione – Non sono la stessa cosa

La verifica è la raccolta sistematica di dati attraverso strumenti diversi; a titolo esemplificativo:

  • test
  • prove strutturate
  • saggi
  • elaborazione di testi
  • questionari
  • prove pratiche
  • interrogazioni
  • osservazioni.

Nel momento della verifica, i docenti raccolgono dati, misurano determinati fenomeni di apprendimento, registrano dei comportamenti. Una volta raccolto un numero sufficiente di dati, raffrontano ed interpretano i risultati in base a dei criteri. Soltanto a questo punto potrà essere espresso un giudizio, ovvero la valutazione vera e propria.

La verifica, quindi, è la raccolta dei dati, mentre la valutazione è l’interpretazione del loro significato.
Le verifiche registrano conoscenze, abilità, talvolta aspetti della competenza, mentre il giudizio valutativo rende conto anche dell’andamento dell’apprendimento in relazione a progressi, ristagni, regressi, impegno, motivazione, capacità critiche, abilità metodologiche.

I docenti, pertanto, hanno nella valutazione lo strumento privilegiato che permette loro la continua e flessibile regolazione della progettazione educativo/didattica.

Criteri di valutazione – Vengono fissati dal Collegio docenti

La valutazione all’interno della singola istituzione scolastica deve essere coerente:

  • con il piano triennale dell’offerta formativa;
  • con la personalizzazione dei percorsi di apprendimento in base ai tempi di comprensione degli studenti;
  • con le Indicazioni Nazionali per il curricolo e le Linee guida di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, n. 88 e n. 89.

Il numero e le tipologie di verifiche e valutazioni cui sottoporre gli studenti rientrano nell’ambito dei “Criteri di Valutazione” fissati dalle Istituzioni scolastiche, nello specifico dal Collegio docenti. Articolazioni di quest’ultimo sono i Dipartimenti disciplinari e interdisciplinari i quali stabiliscono, per ogni disciplina, i suddetti criteri – ed annesse griglie di valutazione -, concordati tra i vari docenti componenti. Spetta ai Consigli di classe e ai docenti nell’esercizio della propria autonomia professionale, la valutazione periodica e finale degli alunni in conformità con i criteri e le modalità definiti dal collegio dei docenti

Il processo di valutazione nella didattica a distanza ai tempi della Pandemia

Le Linee guida ministeriali per la Didattica digitale integrata riportano un intero paragrafo sulla Valutazione:

La normativa vigente attribuisce la funzione docimologica ai docenti, con riferimento ai criteri approvati dal Collegio dei docenti e inseriti nel Piano Triennale dell’Offerta formativa. Anche con riferimento alle attività in D.D.I., la valutazione deve essere costante, garantire trasparenza e tempestività e, ancor più laddove dovesse venir meno la possibilità del confronto in presenza, la necessità di assicurare feedback continui sulla base dei quali regolare il processo di insegnamento/apprendimento. La garanzia di questi principi cardine consentirà di rimodulare l’attività didattica in funzione del successo formativo di ciascuno studente, avendo cura di prendere ad oggetto della valutazione non solo il singolo prodotto, quanto l’intero processo. La valutazione formativa tiene conto della qualità dei processi attivati, della disponibilità ad apprendere, a lavorare in gruppo, dell’autonomia, della responsabilità personale e sociale e del processo di autovalutazione. In tal modo, la valutazione della dimensione oggettiva delle evidenze empiriche osservabili è integrata, anche attraverso l’uso di opportune rubriche e diari di bordo, da quella più propriamente formativa in grado di restituire una valutazione complessiva dello studente che apprende

Il collegio docenti delibera i criteri di valutazione D.A.D.

Le istituzioni scolastiche hanno già redatto i criteri di valutazione per la Didattica digitale integrata, inserendoli all’interno o in allegato al P.S.D.D.I., Piano scolastico per la didattica digitale integrata, documento a sua volta inglobato nel P.T.O.F., Piano triennale dell’offerta formativa.

Tipologie di verifica in D.A.D.

I consigli di classe ed i singoli docenti hanno il compito di individuare gli strumenti per la verifica degli apprendimenti inerenti alle metodologie utilizzate. Tipologie di verifica in D.A.D.:

  • Verifiche orali: strutturare per tempo le domande; evitare che i quesiti siano facilmente e immediatamente sostenuti con “aiuti in diretta da casa”; utilizzare l’esperienza dell’esame di stato ad esempio: presentare un documento sintetico, una foto, una citazione e far ragionare lo studente in diretta con eventuali richieste di integrazioni da parte del docente.
  • Verifiche scritteTest a risposta multipla: strutturare la prova con un tempo disponibile fisso e proporzionato alla lunghezza della prova, item disposti in modo diverso per ogni alunno, inversione dell’ordine delle risposte.
  • Verifiche scritte – A risposta aperta: strutturare la prova con un tempo disponibile fisso; composta da più stimoli collegati tra loro con un principio di causa/effetto; lo stimolo deve essere formulato in modo tale da non essere facilmente rintracciabile con google.

Risposta al quesito – “Non classificato” solo in caso di assenze in blocco per tutto il periodo didattico

Fatta questa ampia disamina sul periodo storico-didattico che stiamo attraversando, rispondiamo al quesito postoci dalla nostra lettrice.

In riferimento a quanto chiesto, la nostra opinione è che il “Non classificato” sia inopportuno per una serie di motivazioni:

  • gli alunni mai presenti in DAD, sono stati presenti nel mese di settembre. Prassi valutativa consolidata asserisce che i docenti debbano avere per ogni mese, almeno una verifica effettuata; ciò nel rispetto da parte dei consigli di classe e dei singoli docenti di quanto deliberato dal Collegio docenti in materia di valutazione per l’appunto;
  • non è dato sapere se la nostra lettrice-docente abbia attivato tutte le modalità di svolgimento della didattica a distanza. Vero è che questi studenti non hanno mai frequentato in DAD, ma sono state apportate tutte le necessarie misure per contrastare tale dispersione? Ad esempio tramite un uso massiccio delle attività in modalità asincrona? I genitori degli alunni assenti, sono stati contattati più volte anche tramite utilizzo del registro elettronico o numero telefonico? È stato attivato il processo interno all’istituto, di contrasto alla dispersione scolastica? Sono stati incentivati metodi didattici personalizzati? E così via.
  • la valutazione non è un momento preciso nel tempo, è un processo ciclico che si basa su osservazione, progettazione e riprogrammazione flessibile del percorso didattico di insegnamento-apprendimento; da qui se ne ricava che l’osservazione degli alunni in classe, anche per pochi giorni, offre già esigui spunti valutativi anche in assenza di verifiche oggettivamente e materialmente svolte;
  • potrebbero esserci motivazioni gravi dietro l’assenza degli studenti in D.A.D. Situazioni afferenti la quarantena fiduciaria, l’isolamento di familiari, lutti di persone care; inoltre le conseguenze psicologiche della Pandemia possono essere devastanti. Ricordiamoci che i nostri studenti stanno attraversando un periodo più unico che raro. Da mesi, sono impossibilitati a praticare sport, danza, ad andare al teatro, al cinema, ad uscire la sera etc.
  • nessuno sta asserendo di “regalare voti”; i colleghi del Consiglio di Classe consigliano di considerare la situazione pandemica che ha causato e purtroppo provocherà  quasi certamente differenti reazioni a livello psico-sociale nei nostri ragazzi; tra l’altro anche i docenti, in base alle segnalazioni che arrivano in redazione, cominciano ad accusare pesanti segnali di stanchezza causati dalla didattica a distanza e stress correlato.
  • “Non classificato” è una valutazione che in qualche modo “squalifica” ed è quanto di più lontano dal sistema valutativo degli ultimi decenni che pone al centro del processo di insegnamento-apprendimento l’alunno che deve avere un ruolo pienamente attivo. Riteniamo che una netta insufficienza possa avere una finalità valutativa maggiormente educativa e formativa, attivando quel fondamentale processo di autovalutazione nello studente consentendogli di capire cosa sa, cosa sa fare, chi è. Naturalmente in caso di nessuna presenza in tutto il periodo didattico, allora si potrà procedere con il “Non classificato”; ma anche in tale frangente, il docente e l’istituzione scolastica su segnalazione del primo, deve aver provveduto a tutti gli strumenti di contrasto alla dispersione e recupero didattico in favore di un riallineamento dell’impegno, partecipazione ed apprendimenti ad un livello tale da essere valutabile.

Precisazioni di natura tecnica – Il docente propone la valutazione, decide il consiglio di classe

La nostra lettrice ha ricevuto la nostra opinione in merito ma potrebbe decidere di andare fino in fondo e di non ascoltare sia quanto detto da noi, sia quanto le suggeriscono i colleghi delle altre discipline. È bene ricordare che:

Il DPR. N.122/2009, che ha per oggetto il regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni, stabilisce che la valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe, formato ai sensi dell’articolo 5 del Testo Unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, e presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza.

Pertanto, il docente titolare della disciplina propone il voto per l’alunno, che sarà la sintesi di giudizio del prof, ma se tale proposta non viene riconosciuta e condivisa dagli altri colleghi del Consiglio di classe, è prevista la votazione del Consiglio e in tal caso si deciderà il voto dello studente in base alla maggioranza.

In caso contrario se il docente ed il consiglio di classe sono d’accordo nell’attribuzione del giudizio “Non classificato”, ciò deve avvenire nel rispetto di quanto segue:

  • l’alunno deve essere risultato sempre fisicamente assente e dunque privo di qualunque valutazione, anche isolata;
  • la scuola deve aver attivato tutte le strategie possibili per riuscire a classificare l’alunno;
  • il docente deve far riportare a verbale tale giudizio – N.C. – durante lo scrutinio e produrre motivazione per iscritto al Dirigente scolastico;
  • come anticipato ampiamente prima, i docenti ed il consiglio di classe in sede di valutazione devono attenersi ai criteri di verifica e valutazione (integrati da quelli afferenti la D.A.D.) stabiliti dal Collegio docenti.

Numero di verifiche per quadrimestre, prove scritte per disciplina “solo” orale, voto unico. Verso gli scrutini di metà anno scolastico

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