Scrutini finali, per il Codacons ledono i diritti dei docenti precari: diffidato il Ministero dell’Istruzione

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Il Codacons non condivide la scelta del Ministero dell’Istruzione di anticipare gli scrutini finali e dunque entra a gamba tesa e diffida viale Trastevere. Le proteste prima dei sindacati e dei docenti, dunque, non si sono arrestate.

Tale disposizione secondo l’associazione consumatori, non solo si pone in contrasto con quanto previsto dalla normativa vigente, in base alla quale lo svolgimento degli scrutini ha luogo non prima del termine delle lezioni, ma provoca anche una ingiustificata perdita di ulteriori giorni di lezione con conseguente danno per gli studenti che avranno minori opportunità di sottoporsi a valutazioni nelle fasi finali dell’anno scolastico.

Ma quello che forse ha scatenato la reazione di Codacons riguarda il fatto che anticipare gli scrutini finali impedisce, di fatto, la proroga dei contratti ai docenti precari, dal momento che la fissazione dello svolgimento degli scrutini ad una data successiva al termine delle lezioni richiederebbe l’avvio di un procedimento autorizzativo della spesa aggiuntiva necessaria a prorogare il contratto di lavoro ad uno o più docenti.

Pertanto, prosegue il Codacons, è evidente come l’anticipazione degli scrutini e la conseguente impossibilità per le istituzioni scolastiche di prorogare contratti stipulati con i docenti precari arrechi un gravissimo danno in capo a questi ultimi.

Ecco perchè, l’associazione in difesa dei consumatori ha diffidato il Ministero dell’Istruzione, invitandolo a rivedere le proprie posizioni e consentire, senza limitazione alcuna, la proroga dei contratti dei docenti precari, prevedendo la possibilità, “al fine di tutelare il processo di apprendimento/insegnamento, di autorizzare la conclusione degli scrutini finali oltre il termine delle lezioni fissato dai calendari delle Regioni e delle Province autonome“.

Tuttavia, alcune Regioni, hanno disposto la proroga dei contratti di supplenza covid, come nel caso dell’Usr Lazio. I contratti del personale Covid vanno di fatto fino al termine delle lezioni. Per tale ragione l’Usr per il Lazio ha disposto la possibilità di proroga per permettere agli insegnanti di partecipare agli scrutini e agli esami, che di fatto difficilmente si sarebbero potuti concludere in tempo, visto che le attività didattiche sono state concluse l’8 giugno.

I sindacati in precedenza avevano protestato: “Il fatto che tutte le scuole del Lazio che abbiano supplenti in scadenza entro il giorno 8 giugno debbano svolgere necessariamente gli scrutini entro quella data anche se, come accade a tutte le scuole superiori della Regione, non hanno docenti Covid che vi debbano partecipare, è un provvedimento in controtendenza a quanto si registra in altre regioni, ad esempio, Lombardia – fanno notare i sindacati – un aggravio per le scuole che debbono coordinare gli impegni di docenti il cui orario è frammentato su diverse istituzioni scolastiche; di fatto, la conclusione largamente anticipata dell’anno scolastico, causa la concomitanza con il ponte di fine mese”.

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