Scrutini, esiti: cosa si può e cosa non si può pubblicare

di redazione
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Periodo di scrutini ed esami: esiti vanno resi pubblici? Cosa pubblicare nei tabelloni?

Una risposta ai succitati quesiti è stata fornita dal Garante per la protezione dei dati personali nel Vademecum “La Scuola a prova di Privacy“.

Voti ed esami

Un paragrafo del suddetto Vademecum è dedicato agli esiti degli scrutini e degli esami.

Nel paragrafo in questione leggiamo:

Gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato sono pubblici. Le informazioni
sul rendimento scolastico sono soggette ad un regime di conoscibilità stabilito dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.
È necessario però che, nel pubblicare i voti degli scrutini e degli esami nei
tabelloni, l’istituto scolastico eviti di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti, o altri dati personali non pertinenti. Il riferimento alle “prove differenziate” sostenute dagli studenti portatori di handicap o con disturbi specifici di apprendimento (DSA), ad esempio, non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell’attestazione da rilasciare allo studente.

Cosa pubblicare

Alla luce delle indicazioni del Garante, gli esiti di scrutini ed esami sono pubblici, per cui i voti vanno pubblicati senza fornire informazioni, anche in maniera indiretta, relative alle condizioni di salute degli studenti.

Ad esempio, non è possibile fare riferimento a prove differenziate nel caso di alunni disabili.

Quanto ai tabelloni affissi a scuola dopo gli scrutini, considerato che per il Garante è possibile pubblicare i voti, nulla osta nell’indicare gli alunni ammessi e non ammessi, fermo restando che non debba esserci alcun riferimento anche indiretto alle condizioni di salute degli stessi.

In caso di non ammissione, la famiglia dell’alunno deve essere avvertita tempestivamente e prima che gli esiti vengano resi pubblici.

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