Linguisti, nessun declino della lingua italiana. Anzi, “progresso”

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All’appello dei 600 accademici, che hanno denunciato le carenze degli studenti nella produzione scritta, hanno risposto 85 linguisti, esponendo una tesi contrapposta.

I professori universitari, com’è noto, evidenziano il “declino” della nostra scuola relativamente all’acquisizione, da parte degli studenti, delle competenze nella lingua madre, i linguisti al contrario parlano di progresso, sostenendo tale affermazione con l’aumento del numero di studenti che si iscrivono all’Università.

I linguisti, inoltre, difendono la scuola primaria, i test Invalsi e le competenze degli insegnanti della scuola primaria.

Si scontrano, come leggiamo su Repubblica, due diverse concezioni della lingua: una normativa, che richiede la conoscenze base delle regole grammaticali e un’altra che esprime una concezione dinamica della lingua.

Miriam Voghera, docente di linguistica generale, sottolinea che quella avanzata dai 600 accademici è una falsa accusa, in quanto i test OCSE o IEA testimoniano che i nostri bambini sono tra i migliori al mondo.

Non è ancora intervenuta sulla querelle l’Accademia della Crusca, il cui presidente Marazzini (come leggiamo sempre su Repubblica) ha affermato che ne stanno discutendo.

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