Scrima: “il ruolo dei sindacati vivrà un momento di protagonismo”

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Francesco Scrima, segretario Cisl Scuola, esprime fiducia sul ruolo che i sindacati continueranno ad avere nel mondo della scuola e parla di un vero e proprio momento di ‘protagonismo’.

Francesco Scrima, segretario Cisl Scuola, esprime fiducia sul ruolo che i sindacati continueranno ad avere nel mondo della scuola e parla di un vero e proprio momento di ‘protagonismo’.

Tuttavia sono stati i tribunali e non i sindacati ad avere dato le risposte finora più convincenti su questioni gravose come quella del precariato.

Segretario, che cosa si aspetta la sua organizzazione dall’imminente tornata elettorale?

“Innanzitutto una ampia e convinta partecipazione che replichi quello che è successo tre anni fa, quando si è recato alle urne l’80% del personale della scuola. Per quanto riguarda la nostra sigla in particolare, parlando di liste siamo cresciuti del 3 per cento, tanto per smentire le leggerezze che si sentono in giro sulla crisi e sulla fine del sindacalismo in Italia”.

Queste leggerezze, come le chiama lei, nascono dall’aver visto il vostro ruolo molto sminuito dalla politica…

“Infatti il nostro obiettivo è adesso rivalutare e rivitalizzare il ruolo della contrattazione, riassegnandole importanza in un momento di protagonismo sindacale come quello attuale”.

In molti potrebbero obiettarvi che questioni delicate e sostanziali come la stabilizzazione del precariato oggi non le risolvono i sindacati ma i giudici…

“Questa è un’aberrazione che bisogna correggere. La mia organizzazione, che naturalmente si ispira a quella di Cisl nazionale, è abituata a perseguire i suoi obiettivi attraverso il dialogo e il confronto, isolando lo scontro a ultima risorsa per raggiungere uno scopo. Pertanto, la nostra cultura ci porta a pensare anche che sia sbagliato mettere tutto nelle mani dei giudici abbandonando la via maestra, che resta appunto quella del dialogo”.

Tuttavia sono stati i giudici a mettere fine all’annosa questione del precariato pluriennale.

“Sì, ma questo procedere per ricorsi a che cosa ci condurrà? Il sindacato non è e non vuole diventare un ricorsificio, mentre quello che ci interessa è far maturare una cultura del confronto che porti poi a una crescita della società. Non dobbiamo continuare ad alimentare queste continue guerre gli uni contro gli altri”.

D’altra parte se il Governo agisce per decreti lo spazio per il confronto di cui lei parla è inesistente.

“Di fatti siamo molto preoccupati per come il Governo sta portando avanti il suo progetto di riforma sulla scuola. Prendiamo due punti: già il fatto che, quando all’interno della Buona Scuola si parla di valorizzazione del lavoro, si dimentica il personale Ata, significa non avere una conoscenza approfondita di quello che succede nelle nostre scuole, dove il personale amministrativo svolge un ruolo chiave. L’altra questione che mi interessa richiamare riguarda la volontà di abolire il contratto per poi operare per legge, un’ipotesi per noi assolutamente inaccettabile poiché significherebbe tornare a più di 40 anni fa”.

La retribuzione, quindi, deve rimanere oggetto contrattuale.

“Necessariamente. Negli ultimi anni si sono voluti far passare gli scatti di anzianità come un privilegio della classe docente, quando sappiamo benissimo che erano l’unico strumento per difendere il potere d’acquisto di retribuzioni tutt’altro che elevate, visto che, come sappiamo, sono ben al di sotto della media europea”.

 

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