Scrima (CSPI): “Nessun tabù sulle lezioni in estate, ma no al messaggio che docenti non facciano nulla con Dad”

Stampa

“In una situazione grave e straordinaria non devono esistere strade impercorribili a prescindere, nemmeno quella sul fare scuola in estate o su un anticipo il primo settembre”.

Così Francesco Scrima, presidente del Consiglio superiore della pubblica istruzione in un’intervista al quotidiano ‘LaRepubblica’.

“Se non c’è una reale condivisione dei soggetti che hanno responsabilità sulla scuola non si va da nessuna parte. Si possono  programmare attività dal 12 luglio al primo agosto, per dire. Ma una o più regioni competenti sul calendario scolastico, possono sempre dire di no”.

“E poi vedo un altro rischio. – ha aggiunto Scrima – “Non vorrei che scattasse l’idea che siccome a distanza si è fatto poco o nulla, allora che insegnanti e studenti lavorino in estate. Intanto non è vero. E poi sarebbe demotivante nei confronti dei ragazzi e del personale che ha fatto miracoli per assicurare la formazione. La Dad ha funzionato in emergenza, pur coi limiti riconosciuti. La perdita dicompetenze e conoscenze, che questi ragazzi sconteranno nella formazione futura o sul lavoro, mi preoccupa. Temo anche che difficilmente sarà recuperabile la socializzazione mancata, tutto quello per cui la scuola in presenza fa la differenza. Ma attenzione alle semplificazioni: come si potrà, per esempio, fare lezione a 39 gradi con edifici senza condizionatori?”.

“A giugno con le verifiche finali sono i docenti che potranno rendersi conto delle carenze. E da lì costruire progetti di recupero, decidere  tempi e modi. – ha detto ancora Scrima – Abbiamo chiesto, oltre al  potenziamento dei trasporti e dei controlli sanitari, che il personale sia inserito tra le categorie prioritarie nella campagna vaccinale. La ministra ne ha preso atto. Sulla questione pandemica non siamo mai
stati ascoltati”.

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur